L'infermiera mette le mani dietro al mio collo e stacca delicatamente il collarino, poggiandolo sul tavolo.
Mi sento subito più libera e più fresca, l'aria si era attaccata alla pelle del mio povero collo.
Non vedo l'ora di farmi una doccia e lavare tutto via.
«Okay» sussurra, dopodiché posa le mani sul mio collo, facendomi sussultare dal dolore.
«Okay, lo so, lo so. Scusa, è molto gonfia» sussurra e ricomincia a tastarmi il collo, ma questa volta più delicatamente e causandomi meno dolore.
«Vediamo la tua voce, ora» dice e respira un secondo prima di parlare di nuovo.
«Il mio nome è Katniss Everdeen» dice per farmi ripetere.
Guardo mia madre e mio padre, che mi incitano con lo sguardo, così prendo un piccolo respiro.
Apro la bocca a sforzo le corde vocali, ma esce solo aria, susseguita da un verso strano.
«Prenditi del tempo, sono molto gonfie le corde vocali» mi rassicura l'infermiera, facendomi un sorriso.
Schiarisco la gola e ci riprovo, facendo finalmente uscire delle parole, anche se non riconosco la voce.
Sorrido alla donna che toglie le sue mani dal mio collo e mi prende una ciocca di capelli, portandomela dietro all'orecchio.
«Più lentamente, Katniss. Dovrai esercitarti, ma non insistere troppo» mi rassicura, così annoi esco e con il suo permesso mi alzo dal lettino, andando verso i miei genitori.
«Questi sono i medicinali che dovrai prendere per farle sgonfiare, per quattro giorni, una volta al giorno, una pastiglia» mi porge un foglietto e sorride.
«Grazie mille. È stata molto gentile» mia mamma si fa avanti e le porge i soldi.
«Katniss guarisci presto e mi raccomando, fa piano» ripete e io annuisco.
Usciamo dal suo studio e percorriamo il corridoio in silenzio.
So che papà è arrabbiato e che se avesse Jake tra le mani lo ucciderebbe, al costo di andare in prigione.
Non osa nemmeno guardarmi, perché sa che potrebbe esplodere.
Mamma è più tranquilla, anche se è preoccupatissima e visibilmente stressata.
Mi dispiace per aver creato questa situazione.
Ho saputo da Tobia, che Jake è stato licenziato e che non può avvicinarsi alla scuola, altrimenti riceverà una denuncia.
Papà ha detto che ci penserà lui e che Jake finirà male per quello che mi ha fatto e credo che farà davvero una brutta fine dato che entrambi i miei genitori sono avvocati.
Non mi interessa, per me può anche bruciare all'inferno, basta che in tutto questo Nathan non ci vada di mezzo, combinando qualche pasticcio.
«Tesoro, io e papà andiamo dalla polizia e poi passiamo in farmacia. Tu resta a casa. Saremo di ritorno tra poco» mi avverte mamma, porgendomi le chiavi di casa.
Li saluto con la mano e apro la portiera, dirigendomi verso la porta di casa.
Devo assolutamente farmi una doccia, sento tutto il sudore appiccicato alla pelle del collo.
Mi dirigo in bagno e poggio il telefono sulla mensola di marmo, dopodiché mi guardo allo specchio.
I capelli sono spettinati e ho il viso stanco, piuttosto scavato e pallido.
Sposto lo sguardo verso il basso, pietrificandomi nello stesso istante in cui osservo il mio collo, per la prima volta.
Me lo tocco delicatamente e lo sento pulsare sotto il mio palmo.
È violaceo, in alcuni punti perfino tendente al blu.
Un senso di nausea mi fa rabbrividire. È strano vederlo in questo stato, quasi come se comprendessi la gravità della situazione soltanto adesso.
Come è potuto succedere una cosa del genere proprio a me?
Con questi pensieri che rimbombano nella mente, mi sciacquo velocemente.
Dopo che ho finito esco e mi avvolgo nell'accappatoio, asciugandomi prima di vestirmi.
«Tesoro, siamo ritornati, se puoi vieni giù che dobbiamo spiegarti delle cose» urla mia mamma, prendendomi alla sprovvista e facendomi sobbalzare dallo spavento.
Sicuramente vorranno parlarmi della faccenda Jake e non sono totalmente sicura di voler sapere.
«Hai fatto la doccia?» domanda papà, passandomi una mano tra i capelli profumati, così annuisco.
«Dunque...» papà fa un respiro prima di iniziare.
« Ho fatto una denuncia a Wilson. Ha l'obbligo di non avvicinarsi a te, altrimenti riceverà un'altra denuncia e con tre passerà un po' di tempo in galera. Lo so bene che sai difenderti bene da sola, ma non voglio che ti succeda mai più una cosa del genere» dichiara, guardandomi dirotto negli occhi.
«Katniss, lo sai che ti lascio libera di uscire con chi vuoi e che non ti obbligo ad essere amica con nessuno, ma una cosa... stai più attenta» mamma ha le lacrime agli occhi, mentre si tortura le mani.
Cerca di rimanere composta, ma so quanto è fragile quando si tratta di me, diventa da roccia a foglia quando ci sono io in mezzo.
«Ve lo prometto. Non accadrà mai più» sussurro facendoli però visibilmente sciogliere e rilassarsi.
«Tieni. Queste sono le pastiglie, le ho prese in bustine, così non ti farai male. Prendile stasera dopo mangiato e mi raccomando non dimenticarle» me le porge e io le afferro, guardandole.
«Torni a scuola dopodomani se vuoi, ma se hai bisogno di qualche giorno in più per riprenderti, non c'è nessun problema» si affretta a dire, così annuisco.
Spero di guarire presto e rimettermi in sesto.
Ciaooo💘
Come state amori?
Fatemi sapere se il capitolo vi è piaciuto, un bacio!
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•Il fratello della mia migliore amica•
ChickLit•Completa• Nathan e Katniss si conoscono da una vita. Hanno festeggiato insieme il primo compleanno, così come il secondo ed il terzo e così via fino ad arrivare ai diciotto anni. Hanno fatto il primo bagnetto insieme, la loro comunione e si sono oc...
