Mi sistemo per la centocinquantesima volta l'orlo inferiore dei pantaloni, assicurandomi che questo non salga troppo sopra lungo il polpaccio lasciando intravedere oltre le calze chiare il grosso livido scuro che mi sono procurata stamattina andando a sbattere contro il comodino, dopo essermi alzata dal letto nel buio più totale.

Non so perché, ma sono nervosa.

Molto.

Non dovrei, in fondo Giorgio è solo un amico, però è anche vero che lui non vede quest'uscita come un'uscita da amici.

Mi maledico mentalmente. Non sarebbe stato molto più facile ammettere con Gigio che non esco con nessuno?

No, è l'immediata risposta del mio subconscio. Non dopo che lui ha detto di sentirsi con quella tipa.

Sbuffo, scacciando via Gigio dai miei pensieri. Sto uscendo con Giorgio, devo pensare a Giorgio.

Il mio cellulare squilla, annunciando l'arrivo di un messaggio: è proprio il ragazzo con cui devo uscire, che mi avvisa di essere sotto casa. Gli scrivo velocemente in risposta che sto scendendo.

Prendo le chiavi di casa e prima di uscire mi riguardo un attimo allo specchio: indosso una camicia bianca infilata dentro a un paio di pantaloni palazzo nero al polpaccio; ai piedi, le mie solite francesine nere. 

Mi infilo velocemente il cappotto e prendo la borsa, dentro alla quale metto le chiavi.

Dopodiché esco e scendo velocemente le scale fino a quando non mi ritrovo fuori dal portone del mio palazzo. Vicino al marciapiede è ferma con le quattro frecce l'auto blu di Giorgio.

Mi fa un cenno con la mano, sorridendo, e io mi avvicino, salendo in auto.

«Ciao» esordisco, sedendomi sul sedile del passeggero.

Si allunga verso di me, salutandomi con due baci sulle guance.

Mi viene quasi spontaneo pensare che con Gigio non ho mai fatto nessuna di queste minchiate.

BASTA, LINDA, smettila di pensare a Gigio.

«Ciao - dice di rimando lui - Come sei elegante!».

«Non è che sono elegante, sono solo vestita bene... È che tutto il resto del tempo mi vesto da zingara» scherzo.

Lui scoppia a ridere, gettando indietro la testa

E penso che se questa cosa l'avesse fatta Gi... BASTA.

«Dove si va?» chiedo, allungandomi ad accendere la radio nella speranza di trovarci qualche canzone che mi entri in testa cacciando via a calci il pensiero del portiere milanista.

«Ti porto in un nuovo locale carino poco fuori Varese - risponde tranquillo, con lo sguardo fisso sulla strada - Tranquilla, non è uno di quei posti in cui ti danno la porzioncina e il bicchierino di birra. Si mangia pesante».

Sospiro. «Oh, perfetto. Perché ho proprio fame» esclamo, fermandomi immediatamente dal cambiare stazione radio non appena trovo Shape of You di Ed Sheeran su R101.

***

Butto giù l'ultimo sorso di birra del mio bicchiere, mettendo definitivamente fine alla cena.

Sono piena come un uovo. Giorgio ci ha azzeccato, sotto questo punto di vista.

Nonostante tutte le mie insistenze, finisce per pagare tutto lui, e io non posso fare altro che ringraziarlo e sperare che il tutto non sia venuto a costare troppo, dato che il ragazzo non mi ha nemmeno permesso di guardare il conto.

Freed || Gianluigi DonnarummaLeggi questa storia gratuitamente!