Capitolo 1

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Appena dentro è tutto buio, sento solo un paio di guantoni picchiare un sacco all'interno di una stanza, mi affaccio e due ragazzi dall'aria poco amichevole sembrano allenarsi.
Non posso fare a meno di notare la loro tecnica, semplicemente perfetta. Mentre li osservo, uno dei due gira la testa e mi guarda. Mi giro di scatto.
«Ehi, danza è nell'altra stanza.» urla.
Mi rigiro lentamente.
«cosa ti fa pensare che io sia qua per danzare?» chiedo.
«facciamo prima così..» prende un asciugamano e se lo appoggia sulla spalla, mentre si avvicina.
«di cosa hai bisogno?» chiede davanti a me.
«di una stanza dove possa allenarmi in pace.» mette soggezione.
«allenarti a fare cosa?»
«B-boxe» balbetto.
Entrambi si mettono a ridere, ho già capito meglio che me ne vado. Mi avvio verso l'uscita quando sento urlare
«ehi, in fondo a destra c'è uno spogliatoio, cambiati ed entra.»
Senza ascoltarlo continuo per la mia strada ed esco.
Sembra che oggi dovrò scaricare lo stress in qualche altro modo.
Ma non ne ho voglia, sono giá le sette di sera ormai, voglio andare a casa a mangiare. Una volta a casa apro il frigo, il niente. Non c'era assolutamente nulla. Chiamo la mamma.
<pronto?>
<Mamma! Non c'è niente da mangiare, quando torni a casa?>
<mi sono trattenuta da Avril, lei e John mi hanno proposto di rimanere a cenare.>
<ah>
<ordina una pizza, ti invio il numero per messaggio!>
<va bene>
<vai a letto presto che domani hai scuola!>
<a che ora torni?>
<non lo so, ma indipendentemente dal mio orario vai a letto presto. A dopo.>
<ciao>
Perfetto.
Mi arriva il numero della pizzeria e ordino la solita d'asporto.
Dlindlon
Il campanello suona, non ci vedevo più dalla fame. Mi alzo dal divano e corro alla porta, lentamente la apro.
Un ragazzo, con boccoli biondi, una faccia cicciotta e sorridente mi porge la pizza.
<Ei ciao, ecco a te!> dice sorridente.
<Ei! Grazie mille, quanto ti devo?> chiedo prendendo il portafoglio.
<5 £> dice sempre con il sorriso stampato in faccia.
<Ecco a te!> ricambio il sorriso.
<Non vorrei sembrare invadente... ma mi piacerebbe conoscere il tuo nome.> chiede con aria imbarazzata.
<Oh, beh puoi chiamarmi Ooan.>
<Ooan? È il tuo vero nome?> chiede, io ridacchio un po'.
<Scusa non volevo sembrare troppo espansivo..>
<Tranquillo, non ti preoccupare. Comunque è l'abbreviazione di Ooanocke.> spiego, sperando che non faccia la solita domanda 'e ti chiami davvero così??'
<E ti chiami davvero così?> ottimo.
<No, non è il mio vero nome. Ma non vorrei andare avanti in questa conversazione..> non vorrei dare l'aria della misteriosa ma non è una storia che amo raccontare.
<Oh certo, nessun problema. Io mi chiamo Stephen ma puoi chiamarmi Steve.> assomiglia ad un orso sorridente, è troppo carino.
<Bhe allora piacere Steve> dico porgendogli la mano.
<Piacere mio Ooan.> stringe la mia mano. Finalmente ricevo la mia pizza, ci salutiamo e lui se ne va.
Una bella serata rilassante, pizza, birra e un bel film romantico, sono i miei preferiti. Alcuni mi definirebbero una 'romanticona' ma mi chiamano così perché zitella che si rifugia nei film d'amore perché la sua vita da single depressa è uno schifo e rimpiange tutto il giorno le sue esperienze inesistenti era decisamente troppo lungo. Finita la bella cenetta sofisticata e il film mi dirigo alla camera da letto, per la prima volta entusiasta di andare a dormire per provare quel fantastico letto dall'aria piuttosto accogliente. Senza nessuna notizia da parte di mia madre, certamente non è rassicurante, ma dopo poco la stanchezza prevale e mi stendo senza troppe paranoie. La facciata in vetro la notte è piuttosto inquietante, ancora una tenda non c'è ed è totalmente affacciata all'ingresso dal giardino. Si cazzo dobbiamo proprio comprare una tenda. Cerco di arrangiarmi con mollette, spille e più o meno tutte le coperte che ho a disposizione, ma nonostante la mia esperienza da scout, l'opera non sta in piedi e dopo tutta la fatica si smonta tutto. Vabbè, cercherò di dormire. Chiudo la luce.
No okay, non ci riesco. Accendo la luce.
Si però sono stanca, chiudo la luce.
Ma ho paura, accendo la luce.
Opto per dormire con la luce accesa.
Finalmente riesco ad addormentarmi.
Anche se ammetto che avevo una grande ansia è una sensazione piuttosto strana, mi sentivo osservata.
~
Mi sveglio.
CHE CAZZO DI ORE SONO?
6.50
Ottimo. Tra un'ora devo essere a scuola. Mi alzo e con davvero tanta calma mi preparo, faccio colazione ed esco di casa. Ovviamente di mia mamma ancora nessuna notizia, sarà rimasta a dormire da Avril, del resto con le fantastiche cenette di John non era difficile abbinare un sofisticato vino da ricconi, e conoscendo mia madre sicuramente avrà oltrepassato il limite.
Il giardino di giorno è semplicemente fantastico, ma la notte è qualcosa di indescrivibilmente inquietante e macabro(?)
Mi incammino verso la scuola.
Aspetta un secondo, dov'è la scuola? Ottimo. E ora?
Mi affido al mio istinto, vedo un paio di ragazze con lo zaino sulla spalle, allora nel modo meno sgamabile possibile, inizio a seguirle.
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Eieiei, spero davvero che questa storia vi stia piacendo, vi chiedo di non mollare perché ora può sembrare noiosa solo perché siamo solo all'inizio. Ci tengo tanto! Se avete consigli o correzioni fatele senza problemi! Un bacio
Ooanocke.

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