incontri forzati

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"Peyton,dobbiamo parlare"mi dice mio padre ad un certo punto della cena.
"Ti ascolto"dico
"Beh ecco,non prenderai bene la cosa,ma devo dirtela comunque,tu sai che abbiamo una situazione economica molto difficile no?beh,io sto rischiando il lavoro.I capi mi hanno proposto un affare,faremo una cena tutti insieme,dove ci sarà anche il loro figlio,di 18 anni come te,e tu dovrai conoscerlo.I genitori,nonche i miei capi mi hanno proposto che tu dovrai fidanzarti con Dylan,e piu in la sposarlo,se rifiuti siamo nei casini"spiega.
"Cosa?dovrei sposare un ragazzo che manco conosco?!"urlo.
"Non sposarlo,fidanzarti e poi piu in la forse..."dice.
"No papa,no no e no,come minimo sara un super montato  e se non ha ancora trovato nessuna ragazza,tanto da obbligare qualcuno a far diventare la sua ragazza,sarà sicuramente bruttissimo"dico alzandomi da tavola.
"La famiglia ora dipende tutta da te"mi urla prima che io sbatta la porta di camera mia.

Ma quale famiglia?
Mia madre non l'ho mai conosciuta.Non esiste.
Quale famiglia?
I miei nonni sono morti.
Quale famiglia?
Non ho ne sorelle ne fratelli,siamo solo io e mio padre.
È una mezza famiglia.

No,io non mi metteró con lui.
Lo odio già a prescindere
Nessuno mi farà cambiare idea.

                               * * *
"Peyton se proprio non vuoi io non voglio obbligarti"dice mio padre prima di scendere dalla macchina dato che siamo arrivati davanti alla casa dei capi.
"Devo,non voglio che finiamo per strada,ora andiamo perpiacere"dico.

Mio padre bussa alla porta.

"Burley!eccovi qui!o ma come sei bella signorina,Peyton giusto?"ci accoglie una donna che avra circa una quarantina d'anni.

Signorina?

"Giusto"rispondo.
"Entrate pure,Dylan!sono arrivati scendi"urla.

Chi è Dylan?boh.

"Lei è la madre del ragazzo,uno dei miei capi"mi sussura all'orecchio mio padre come se mi avesse letto nel pensiero.
Mi limito ad annuire.

"Oh emh ciao"saluta un ragazzo,Daino credo.

È bello,lo ammetto.Allora perche non ha una ragazza?!ma io non lo so oh

"Ciao"saluto cordiale ma con un piccolo tono di freddezza.

Già ci dovrò stare ora se devo fare la super carina ed educata preferisco davvero andare a vivere sotto un ponte.

"Salve"saluta un uomo che avrà sulla cinquantina d'anni.Credo.

Si,mi piace cercare di indovinare le età.

"Beh ragazzi che ne dite di andare di sopra a conoscervi un po mentre noi prepariamo la cena"propone la madre di Daino o come si chiama.

Manco si presentano,okay...

"Mh okay"rispondo.
"Va bene"dice Daino.

"Seguimi"dice arrabbiato.

Arrabbiato di che?io dovrei essere arrabbiata non tu mio caro.

Mentre sale sembra uno scimpanzé ferito,mah.

E la vista del suo culo non migliora le cose:.

Finalmente arriviamo al piano di sopra ed entriamo in una stanza.

Daino chiude subito la porta a chiave e smette di sorridere.

"Bene,eccoci qui"dice freddo.

"Dobbiamo..conoscerci?"chiedo imbarazzata.

Lui ride.

Ma che te ridi oh?

"Scherzi vero?io non voglio parlare con te e tantomeno starci"dice.
"Perche tu credi che io voglia stare con te?"
"Certo,sono stra figo"
"E modesto,non dimenticarlo"
"Stronza"
"Ma sarai tu"
"Bello?si quello si"
"Scemo"
"Ahia che male"
"Cretino"
"Un altro colpo al cuore oddio"
"La smetti?"chiedo.

Si gira e si stende sul letto prendendo il telefono e iniziano a chattare,credo.

Questo è proprio strano.
Vuole giocare in questo modo?
Bene.

Mi sto per sedere nel letto ma una voce mi ferma.

"Nessuno ti ha detto che ti puoi sedere"
"Cazzo tuoi"sputo.

Un calcio mi fa cadere dal letto e battere una culata.
Ma..

Mhh..ora gli faccio uno scherzo.

"Ah"dico addolarante per poi non parlare più.

Spero sembri almeno un po che io sia svenuta o cose simili.

Sembra non accorgersene,e daii!

"Pi-Pitone,cioe Peyton?"mi chiama.

Mi ha chiamata Pitone?ma serio?vabbeh io l'ho chiamato Daino quindi okay.

Non rispondo e resto ferma.
Ahhh mi prude il braccio,ora anche la fronte,ora anche la pancia.Uffa pero.

"Oh cazzo"dice preoccupato.

Eheh

Mi sento scuotere e chiamare il mio nome.

"Mamma!Papa!"urla lui uscendo dalla stanza.

Lo sento urlare dicendo che io sono svenuta e cose simili.Bene bene..

Mi alzo veloce e mi vado a stendere nel letto,dove era prima lui e sto un po al telefono,aspettando solo che i genitori e Daino arrivino..

"Oh mio dio Peyt"dice sua madre,ma non appene mi vede guarda male Daino.

"Ma ti sembrano scherzo da fare?"gli urla contro.

Cosi impari stronzo.

"N-no vi giuro che prima era per terra svenuta!"si giustifica Daino.
"Figliolo non cresci mai"dice il padre tornando di sotto.
"Venite,la cena è pronta"sospira la madre.
Mio padre mi guarda preoccupato e io annuisco come per dirgli che è tutto okay e di non preoccuparsi.

"Questa me la paghi stronza"mi dice lui.
"Cosi impari"dico.
"Almeno ci sai fare"
"Ti prenderò in giro a vita per questo"dico ridendo.
"Non ci vedremo per la vita,quindi"
"È uguale"sbuffo.

Esce dalla stanza dandomi una forte spallata e con un sorriso vittorioso.

Ma vittorioso cosa?Guarda che prima mo sono vendicata benissimo,io dovrei averlo quel sorriso non tu.

Mi ricordo di non essere a casa mia e scendo di sotto.
"Scusate mi stavo lavando le mani"mento.
"Si ovvio"dice Daino ricevendo un mio sguardo omicida.
"Oh avanti piantala"dice il padre.
"Okay,quale?"chiede.

Faccio una piccola risatina,ma dono l'unica ad aver capito la battuta quindi Daino la spiega.

"Ahhh ora ho capito,sei proprio cretino"dice il padre.

CONCORDO.

La cena va avanti con tante chiacchere e domande a non finire.

"Allora che ne dici Peyton?" Mi chiede Annabel,la madre di Daino.
"Amh cosa?scusa davvero ero inmersa nei miei pensieri"dico per poi semtore una risatina da parte di Daino.

Quanto lo odio.

"Fa niente tranquilla,stavamo dicendo che magari tu potresti venire a vivere qui"dice Annabel e io quasi non mi strozzo con la saliva.

Cosa?

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