Capitolo XIX

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Adam si era trattenuto dal farle domande scomode e anzi sembrava quasi che avesse voluto archiviare lo strano incontro/scontro con il signor Wulfugar, il tutto con grande sollievo di Danielle in quanto non aveva nessuna intenzione di inventarsi scuse per giustificare il comportamento di Nicholas, né avrebbe mai rivelato ad Adam la natura del rapporto che la legava a quell'uomo.

Erano seduti da circa mezz'ora e la conferenza sembrava eterna, per quanto fosse interessante la sua mente era colma di tanti altri pensieri, come il fatto che se Nicholas era nel loro stesso luogo non avrebbe esitato a romperle le uova nel paniere, per raccontarla in maniera simpatica, per non dire proprio che avrebbe fatto di tutto per sfruttare il suo ruolo di master e averla letteralmente in ginocchio anche quella sera.

Le ritornò in mente il ricordo di quella serata di beneficenza alla quale avevano partecipato due mesi fa, Nicholas sembrava un altro uomo, era premuroso e attento, non aveva esitato a difenderla da quel magnate che oltre ad averla sbeffeggiata le aveva anche messo le mani addosso.

Era palese che il Nicholas che aveva avuto davanti nei loro ultimi incontri fosse solo la proiezione di come lei si stava ponendo nei suoi riguardi e anzi avrebbe detto che si era adattato bene a quel nuovo ruolo di amante indifferente o forse volle credere così. La prospettiva che Wulfugar fosse innamorato di lei la emozionava e la intimoriva e non avrebbe saputo gestire la cosa, ma era inutile che si facesse strane idee, lui si sentiva semplicemente ferito nel suo orgoglio di maschio alpha e non sopportava che una donna dettasse legge.

Finalmente la conferenza terminò, in un'altra occasione Danielle avrebbe potuto trovarla interessante benché il progresso dei farmaci fosse alquanto minimo, almeno da quel poco che aveva capito.

Invece aveva trovato tutto noioso, privo di significato e la presenza di Adam iniziava ad infastidirla, non perché il bel medico fosse una persona poco stimolante, piuttosto perché avrebbe dovuto gestire le azioni di Nicholas stando ben attenta a non far capire al suo accompagnatore tutto ciò che c'era dietro.

Se da una parte era sollevata che la conferenza fosse finita, dall'altra si sentì esposta e vulnerabile, presto si sarebbero accomodati nella sala del buffet e dopo ci sarebbero stati i balli, era sicurissima che Nicholas l'avrebbe stuzzicata e aveva paura di cedere.

- Non so tu, ma io sto morendo di fame! – asserì Adam con entusiasmo e Danielle fu costretta a sorridere a seguirlo fuori dalla sala. Che l'appetito fosse sfumato era scontato, avrebbe dovuto sforzarsi e più si rendeva conto della situazione e più s'innervosiva, era un circolo vizioso.

Nicholas l'aveva osservata ad intervalli regolari per tutto il tempo, la tensione sul volto della sua Danielle era evidente almeno per lui che aveva imparato a cogliere ogni sfumatura delle sue espressioni. Dentro di sé ribolliva di rabbia e montava il desiderio di trascinarla via dalla festa e parlare chiaro una volta per tutte, invece decise di usare la strada più semplice e subdola, lo riconobbe a se stesso ma in fondo cosa poteva fare per attirare l'attenzione di una donna che da lui avrebbe accettato solo sesso?

Anche nella sala dove era stato servito il buffet lui non l'aveva mai persa di vista e per un attimo tornò indietro nel tempo, quando quella sera la incontrò casualmente nel ristorante e la seguì in bagno, anche allora era accompagnata da un altro uomo e non sembrava affatto entusiasta della compagnia. Come fu facile all'inizio riuscire a farla cadere nella sua rete e per un attimo si chiese se il suo piano avrebbe funzionato anche in quell'occasione.

Danielle non rise più del dovuto, non finse di divertirsi come una matta e non si lasciò andare ad effusioni con il suo cavaliere, non era necessario che Nicholas la credesse contenta della sua vita, lui la conosceva e adottare quel comportamento avrebbe solo contribuito a renderla patetica, del resto chissà cosa pensava di lei ormai.

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