Epilogo

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Venti anni dopo...

"tesoro muoviti!" urlo al Grissino senior chiuso in bagno da almeno tre ore.

"dai papi gli zii ci stanno aspettando!" sbuffa Lele, la bambinetta di dieci anni più bella e intelligente che io abbia mai visto. Ha ovviamente preso da me.

"si si ho capito" borbotta aprendo la porta del bagni mentre Lele sta giá scendendo i gradini in marmo di casa impaziente di vederlo, e come darle torto.

La bimba è due metri piú avanti di noi mentre mio marito mi cinge con un braccio la vita e mi sorride, gli sorrido a mio volta molto tesa.

Con Luke, eh giá! D'altronde è stato così premuroso con me durante i primi cinque mesi di lontananza da Shawn. È sempre stato al mio fianco, grazie a lui ho superato il mio periodo di depressione e diciamo che sono riuscita a "dimenticarlo" anche se ogni volta che rivedo il diploma del liceo e quello di laurea mi compare in mente il suo sorriso soddisfatto.

Ebbene sì, ho mantenuto tutte le promesse, oh meglio, la maggior parte.

"sei pronta amore?" mi sussurra all'orecchio Hemmo mentre varchiamo la soglia e vedo la mia bambina avvinghiata alle gambe di Michael.

Annuisco convinta e vado verso i miei amici di una vita.

Non credo nell'amore. O meglio, non credo nell'amore eterno. Penso che prima  o poi quella scintilla svanisca del tutto, a differenza dell'amicizia.

L'amicizia infatti non ha bisogno di vincoli, non è unica e non è diciamo soffocante come può esserlo l'amore.

Gli amici sono quelli che non ti abbandonano mai, l'ancora in un tempesta, il raggio di sole in una giornata buia.
Per questo ho deciso di sposarmi con il mio migliore amico. Dio non fraintendetemi, io amo Luke ma è un amore diverso da quello che provavo per Shawn.

Quello era senza regole, libero, pauroso, devastante e quasi totalizzante. Questo, invece, è più programmato, determinato e duraturo; un po' come sono i due ragazzi in questione.

Arrivo davanti alla macchina di Calum, la stessa che ha ricevuto dai suoi per la laurea tra l'altro.

Mi abbracciano tutti e tre contemporaneamente prima di salire in macchina e mettere in moto verso il carcere, dopo vent'anni finalmente sará libero.

Una sensazione di paura mi assale: cosa proverò quando lo rivedrò? Sicuramente non amore, magari piangerò di gioia o forse mi metterò a ridere. Il mio sguardo cade sulla figura della bimba seduta al mio fianco, bionda cenere, occhi verdi, alta e longilinea: proprio come suo padre. e se invece fosse nata da Shawn? Sarebbe stata uguale?

La mano di Luke si appoggia sulla mia coscia, sospirando mi appoggio alla sua spalla chiudendo gli occhi. In macchina c'è un'aria a dir poco pesante, siamo tutti molto nervosi e  stressati. A nessuno è mai stato concesso di andarlo a vedere ne di telefonargli e non abbiamo mai capito il perchè ma adesso poco importa, tra pochi minuti lo rivedrò.

Finalmente arriviamo davanti all'entrata principale del carcere di Toronto, con un salto tutti usciamo dalla vettura. Tutti si precipitano verso i cancelli impazienti di rivederlo mentre io rimango indietro con al mio fianco Lele che mi guarda.

"mamma perché hai gli occhi lucidi?" mi chiede dolcemente e io la guardo sorridendole.

"perché sono felice tesoro mio" dico con una voce strozzata mentre le accarezzo i capelli. Mi guarda alzando un sopracciglio e assottigliando la bocca, gesto che fa spesso quando qualcosa non le quadra.

"mamma"continua con voce flebile "chi è stato Shawn per te?" 

Improvvisamente tutto inizia a girare velocemente intorno a me mentre le immagini del nostri brevi momenti intimi e non mi trapassano la mente.

"Shawn è stato il primo ragazzo a cui io abbia veramente affidato me stessa. All'inizio lo avevo identificato come un ragazzo pieno di se, scorbutico, stronzo" ridacchia per la parolaccia mettendosi una mano davanti alla bocca "e molto, ma molto, antipatico. Poi però è come se si fosse trasformato: è diventato molto apprensivo nei miei confronti, dolce, simpatico. Ci siamo voluti molto molto bene tesorino mio" continuo a guardarla "ti auguro di trovare un ragazzo che ti faccia stare bene come ha fatto Shawn con me"

"mamma ma non litigavate mai?" mi chiede sempre con la stessa espressione.

"oh si, ogni giorno quasi! Devi sapere che tua madre è una vera rompi scatole soprattutto quando le rubavo i suoi amati Lindt" 

No, non può essere. Una voce a me fin troppo conosciuta mi prende alla sprovvista alle spalle, annuso per un secondo il suo profumo rimasto uguale in tutti questi anni, anche il tono di voce è cambiato: si è fatto più cupo e caldo rispetto a quello del piccolo diciasettenne di venti anni prima.

Lentamente inizio a girarmi e, finalmente dopo venti lunghissimi anni in cui l'ho sognato, è di nuovo davanti a me. Senza pensarci due volte lascio cadere a terra la borsa e gli salto addosso agganciando le mie gambe al suo busto e nascondendo la mia testa sull'incavo del suo collo.

Scoppio a piangere, di solito si piange per il dolore, o per lo meno io ho sempre e solo pianto per il dolore. ma adesso sento il cuore scoppiarmi dentro al petto mentre riconosco le sue mani che mi tengono le cosce e le sue spalle possenti.

"mi sei mancato "gli sussurro all'orecchio prima di scendere e guardarlo dritto in faccia.

"anche tu" mi dice sottovoce facendomi arrossire, continua a mettermi in soggezione nonostante abbia 37  anni, incredibile.

Mi soffermo ad osservarlo, un accenno di barba gli contorna il contorno del mento, i capelli sono meno brillanti di prima, le guance sono scavate e non ha più il colorito brillante di prima. Mi soffermo sulle sue labbra, sempre impeccabili, increspate in un sorriso a trentadue denti per poi passare agli occhi che mi stanno studiando come ho fatto pochi secondi prima, ha sempre quel marrone tendente al verde che mi fa impazzire, così caldo ma allo stesso tempo anche tenebroso.

"nonostante siano passati venti anni le tette sono rimaste sempre le stesse" ridacchia beccandosi un ceffone sul braccio da parte mia.

"potevi almeno farti crescere la barba tu, sembri un bambino così" lo prendo in giro.

Ride facendo spuntare due accenni di fossetta che mi ero quasi dimenticata.

Senza che me ne fossi accorta Luke si è messo al mio fianco che, da quello che ho intuito, deve aver già salutato, passa una mano attorno alle mie spalle e io mi accoccolo al petto del biondo.

" o e tu devi essere la piccoletta venuta fuori quando questi due hanno fatto s-"

"Shawn non le abbiamo ancora spiegato come funziona" lo blocco mettendogli una mano davanti alla bocca prima che possa dire qualcosa che potrebbe causarle un trauma.

"stai tranquilla mamma, so già tutto!A proposito vi consiglio i lubrificanti al lampone, quelli alla banana che usate fanno proprio schifo!"



la tristezza di aver finito anche prisoner...

no Miley non lascerà mai Luke per Shawn ( il mio istinto di Luke's girl prevale sempre ormai) perchè lo ama e quello per Shawn diciamo che è stata una cotta. no,. non farò un sequel, mi disp

sono troppo pigra per far un capitolo per i ringraziamenti quindi vi ringrazio tutte, tutte tutte e tutte!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! vi amo seriamente, senza di voi non avrei mai portato a termine questa mia grande passione .

fatemi domande\insulti\minacce se ne avete e boh, love uuuuuuuuuuuuuu

per chiunque voglia continuare a leggere le mie storie stupide vi dico che ho già pronto il nuovo capitolo di guns che trovate sul mio profilo

(che schifo di ringraziamenti lo so, perdonatemi ma non sono brava in queste cose!)

Prisoner || Shawn MendesLeggi questa storia gratuitamente!