Capitolo 17

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Mi stropiccio gli occhi con le mani, mentre sbadiglio disperatamente.
Apro gli occhi lentamente e guardo il soffitto per alcuni secondi.
Devo accompagnare mamma al supermercato, ma il problema è che lei non deve assolutamente sapere della mia gamba.
Ciò che mi preoccupa maggiormente però è il livido che ho sulla guancia.
Non l'ho ancora visto, ma dal dolore penso sia abbastanza grande.

Poggio i piedi nudi sul pavimento freddo e trasalisco.
Accidenti a me che non mi sono messa delle calze.
La gamba fa un po' male, ma assolutamente meglio di ieri.
Sta guarendo, iniziando a cicatrizzarsi pian piano.
Spero di guarire presto, perché non voglio assolutamente dare nell'occhio.
Questa storia è finita ieri, per sempre.

Dopo essermi fatta una doccia ed essermi cambiata, scendo le scale con un po' di fatica e vicino alla porta di casa, trovo mia mamma intenta a cercare qualcosa nella borsa.
Cerco di coprire il livido con i capelli, ma sono sicura che se ne accorgerà.
«Oh ciao tesoro. Ho deciso di lasciarti dormire ma...» mi guarda e sorride.
«Vuoi venire?» domanda ed io annuisco.
Mi guarda dubbiosa e poi si avvicina lentamente.

Oh cazzo....

Mi afferra delicatamente il viso con una mano e me lo alza.
Appena vede il livido strabuzza gli occhi e apre la bocca.
«Cosa diamine è successo?» chiede, guardandomi leggermente arrabbiata.
«Niente mamma... ieri un ragazzo alla festa stava ballando e mi ha per sbaglio tirato una gomitata» mento guardandola negli occhi.
«Katniss... dimmi la verità» mi ammonisce.
«Mamma è questa la verità. Ma poi si è scusato. Non lo ha fatto apposta» annuisce, apparentemente convinta, così sospiro di sollievo.
«Andiamo prima che arrivi tuo padre. Lui non crede alle bugie tanto facilmente» dice e apre la porta di casa.

Ma cosa avrei dovuto dire a mia mamma?
Per quanto io possa odiare Jake, non voglio che questa faccenda vada avanti.
Farò finta di niente e presto lo dimenticherò, almeno spero.

Quando arriviamo al supermercato, mamma parcheggia e mi chiede di andare a prendere un carrello.
Prendo la monetina fredda dalla sua mano ed esco dalla macchina.

«Perchè cammini in quel modo?» domanda lei guardandomi la gamba.
«Queste scarpe mi fanno male ai piedi,mi stanno tagliando i talloni» mi lamento, facendo una faccia dolorante.
«Beh... allora oggi ne andiamo a prendere un paio nuovo. Non puoi stare così tutta la mattinata» sorrido falsamente e dico un veloce e semplice grazie.

«Tesoro mi vai a prendere la marmellata ai frutti di bosco?» chiede lei, così annuisco.
«Va bene. Ora arrivo» lascio il carrello a mia mamma e vado nel reparto marmellate.
Inizio a far scorrere gli occhi su ogni tipo di marmellata, ma quella che cerco sembra non esserci.
Rifaccio lo stesso percorso, guardando con molta più attenzione fino a quando non la trovo, ma nello stesso momento urto contro qualcosa.

«M-mi scusi» dico chinandomi per prendere quello che è caduto.
Afferro il cartone di pizza tra le mani e mi alzo.
«Ten-» sussurro, ma quando vedo Nathan sussulto.
La afferra bruscamente e la lancia nel carello in modo poco gentile.
Rimango impalata a guardarlo con un sopracciglio alzato.

«Cosa hai da guardarmi?» chiede irritato, lanciandomi un'occhiataccia.
Io spero stia scherzando, altrimenti gli spacco il vasetto di marmellata in testa, giuro. 
«Prego non c'è di che! Tranquillo deficiente» sorrido falsamente e indietreggio.
Lui sospira frustrato e si posa una mano sulla guancia, trattandola con le dita.

«Come va la gamba?» domanda senza neanche guardarmi.
Non c'è cosa peggiore di sapere che ad una persona non frega niente di te.
Non dovrebbe importarmi, ma mi interessa.
È lì, fermo a guardarmi come se lo stessi trattenendo, quando non gli sto chiedendo niente.
«Non hai idea di quanto vorrei romperti la testa con questo» gli faccio vedere minacciosamente il barattolo di vetro e lui si mette a ridere. 
Lo guardo sconvolta, perché sì, sta ridendo di me.

Indietreggio rapidamente e mi volto, sentendo la sua risata finire.
Corro più veloce che posso e scoppio a piangere subito dopo essermi appartata in un corridoio.

Mi sento delusa e infastidita dal suo comportamento.
A volte non lo capisco proprio, perché deve sempre farmi sentire male?
Non è mai stato veramente gentile con me, sembra che si impegni a farmi arrabbiare o a deridermi.

Ho colto subito il suo sguardo disinteressato, come se sentisse soltanto una sorta di obbligo morale, ma non fosse veramente preoccupato per la mia salute.
E non lo capisco, perché fino a ieri è stato gentilissimo e molto protettivo.
Che cosa è cambiato oggi?

Non gli ho chiesto nulla, ma lui è come se mi rinfacciasse il tempo che ha trascorso con me, come se gli dovessi qualcosa in cambio.
E fa male, perché se ripenso ai nostri baci, non riesco a darmi una risposta alle mie domande. Perché lo fa, se poi si comporta in questo modo?
Forse, come ha detto lui, solo per sfizio.

Probabilmente sono solo questo per lui.


Ciao💕
Come state?
Spero tutto bene!

Vi piace il capitolo?
Spero di sì.
Buona lettura e fatemi sapere💟


Domande:
1-colore preferito?
2-cibo senza il qualche non vivete?

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