Capitolo XVIII

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Adam Swartz aveva origini tedesche come facilmente intuibile dal cognome, ma non era glaciale come la maggior parte dei suoi compatrioti anzi era tutto il contrario. Il viso solare, gli occhi grigioverdi e i capelli di un biondo paglierino erano gli elementi che attraevano subito le donne, senza contare il bel fisico che manteneva allenato con numerosi sport.

Il dottor Adam Swartz lavorava dai tempi del suo tirocinio nello stesso ospedale dove Danielle prestava sostegno psicologico ai pazienti affetti da malattie terminali. E non ci aveva messo molto ad iniziare una corte spietata nei riguardi della bella dottoressa. Lei dal canto suo l'aveva sempre trovato un uomo di bell'aspetto, probabilmente affascinante ma con il quale aveva a malapena spiccicato qualche saluto o due parole dovute principalmente alla sua buona educazione.

Nicholas era ancora una presenza ingombrate fra i suoi pensieri per quanto cercasse di nascondere a se stessa che lui non era poi così importante. I sentimenti l'avevano sempre terrorizzata.

Ma era accaduto che per uno strano scherzo del destino, il bel dottore si fosse esposto con lei proprio in quel periodo in cui il suo rapporto con il signor Wulfugar fosse più che mai precario. A Danielle sembrò di essere catapultata in una soap opera ambientata in quelle modernissime cliniche private dove i medici sono tutti e tutte capaci e prestanti, con una promiscua quanto intensa vita sessuale. Rise fra sé prima di accettare l'invito a bere un caffè con il dottor Swartz, poi fu colta da una strana sensazione, la stessa che la accompagnava ogni volta che usciva con un uomo. Solo Nicholas non le aveva fatto provare quella sensazione.

Danielle lo osservava con attenzione mentre sorseggiava a intermittenza il suo vino rosso d'annata, lui le raccontava dei suoi ultimi viaggi e lei lo ascoltava con un interesse più o meno sincero.

Adam le parlava dei posti esotici per colpirla, ammiccava e le faceva complimenti, la guardava famelico pronto a divorarla, ma poteva biasimarlo? Uscivano da due settimane e del sesso neanche l'ombra, certo, vi era stata qualche carezza accidentale in diverse zone erogene, allusioni più che esplicite ma nulla di più. E Danielle si scoprì affamata. Ma non era da Adam che bramava il sesso, eppure c'era qualcosa il lui che la eccitava. Sapeva benissimo che comunque il biondo non sarebbe stato in grado di soddisfare i suoi appetiti, non ci sarebbe riuscito neanche se si fosse rivelato anche lui un amante del bdsm e un master. Nessuno avrebbe potuto eguagliare Nicholas e lei non si sentiva pronta ad iniziare un nuovo percorso sessuale con un altro uomo. Eppure...

A fine pranzo si erano diretti verso casa della donna, lui da vero gentiluomo la stava accompagnando anche se entrambi erano perfettamente coscienti del fatto che era un pretesto per restare insieme ed eventualmente strapparle l'invito a salire. Adam era davvero una compagnia piacevole ma come spesso le era capitato il confronto con Nicholas era una costante con ogni uomo che le si parava davanti.

Nicholas era tenebroso, incuteva timore ma anche sicurezza ed emanava un'aura sessuale che la stordiva fino a farle mettere da parte ogni buon senso. Adam era l'esatto opposto, era solare e con la battuta sempre pronta e anche se la eccitava non sfiorava neanche per sbaglio il livello a cui Wulfugar sapeva portarla anche con uno sguardo.

- Non avrei mai detto che tu fossi così. – rivelò l'uomo una volta che furono arrivati davanti al portone della donna.

- Così come? – chiese lei incuriosita.

- Ho sempre creduto, o almeno ci speravo, che sotto la tua aria austera si nascondesse una donna interessante. E non mi sbagliavo. – disse avvicinandosi con audacia verso il suo viso.

- Ammetto che la mia aria sostenuta scoraggia gli uomini. – disse lei alzando un sopracciglio e sorrise, voleva giocare.

- Quindi posso considerarmi un temerario? – chiese reggendo il gioco.

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