Capitolo 26

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Le parole di Cameron continuano a risuonare nella mia mente come un ticchettio assordante.

Basta. Basta. Basta.

Mi porto le mani alle orecchie, come se grazie a questo gesto la sua voce smettesse di tormentarmi, come se potessi impedire a quelle parole di trafiggermi il cuore.

Non riuscendo più a trattenermi, scoppio in un pianto disperato.
Piango perché mai avrei potuto immaginare che Cameron pensasse certe cose sul mio conto.
Piango perché per tutto questo tempo ho sperato che la situazione potesse cambiare e che finalmente potessimo smettere di urlarci contro.
Piango perché sul tetto della scuola, dopo avermi raccontato la sua storia, mi ha guardata negli occhi come per dirmi che si fidava.
Piango perché mi rendo conto che da stupida quale sono ho fatto il tremendo errore di innamorarmi di uno come lui!

Sento dei passi e la paura che quei due mi vedano in questo stato si fa strada sotto la mia pelle. Mi tranquillizzo, però, quando alle orecchie mi giunge la voce dolce e calma del mio migliore amico.

"Jane,cos'è successo?"chiede preoccupato, stringendomi a se.

Io non rispondo, non avendo neanche le forze per aprire bocca.

"Jane parla, ti prego"sussurra al mio orecchio, stringendomi con più forza.
"Portami via da qui"dico fra i singhiozzi. Lui annuisce e, dopo essersi messo in piedi, mi porge una mano per aiutarmi a fare lo stesso.

Mi alzo in piedi e,dopo averlo convinto di essere in grado di camminare da sola, usciamo dalla biblioteca. 
Grazie alla mia solita sfortuna, però, scivolo, rischiando di cadere. Ciò non succede perché qualcuno mi afferra prima che possa finire con il culo per terra.
Sicura che si tratti di Shawn mi volto con un sorriso flebile sulle labbra, come per ringraziarlo. Mai avrei immaginato di vedere Cameron, con il suo solito ghigno divertito.

"Ehi ragazzina, cerca di non cadere"dice ridacchiando, tenendomi ferma per i fianchi.

Forse è l'idea di vederlo ridere dopo aver detto tutto quelle cose orribili sul mio conto, come se niente fosse, a farmi ribbollire dalla rabbia.
In un secondo la forma delle mie cinque dita è stampata sulla sua guancia sinistra.

"Cosa cazzo ti è preso?"sbotta furioso, toccandosi il punto arrossato.
"Non permetterti a rivolgermi la parola"dico acida "Dopo tutto sono solo una stupida ragazzina viziata. Giusto?"
"No Jane, non è-"lo interrompo all'istante, troppo nervosa per stare a sentire le sue stupide scuse. 
"Vaffanculo Cameron"

Faccio un cenno a Shawn che, dopo aver lanciato uno sguardo omicida a Cameron, si avvicina a me e mi aiuta ad uscire dall'edificio, tutto sotto lo sguardo incredulo del ragazzo più stronzo che abbia mai conosciuto.

***

"Vuoi parlarne?"chiede Shawn, mentre entriamo nella mia stanza.
"No. Ho bisogno di dimenticare tutto"mi lamento, sdraiandomi sul mio letto.

"Fa male?"chiede, dopo minuti di silenzio, sedendosi accanto a me.
"Fa male pensare che mi sono innamorata di un ragazzo che non è chi ha dimostrato di essere"sussurro, guardando il soffitto della mia stanza.

Shawn mi guarda con un sorriso amaro sulle labbra, poi sposta lo sguardo e ride leggermente.

"Io mi riferivo alla gamba"

UNA SETTIMANA DOPO...

"Ci vediamo dopo!"dico ad Eli, prima di uscire.

Prendo la macchina di Nash e metto in moto.
Credo sia inutile dire che questa settimana è stata straziante. Ho passato intere giornate stesa sul letto con le cuffiette nelle orecchiee per impedirmi di ricordare quelle parole tanto dolorose.
Cameron ha cercato di parlarmi ma l'ho evitato tutto il tempo, così come ho fatto con tutti gli altri. Non ero nelle condizioni di intraprendere una conversazione con qualcuno, assolutamente.

In compenso mi sono iscitta a box, pensando fosse una buona maniera per sfogarmi.
Arrivo davati la palestra e,dopo essere scesa dall'auto, apro la porta, entrando.

"Tu sei la nuova ragazza?"chiede un ragazzo, avvicinandosi a me alla velocità della luce.
"Si, sono Jane Grier!"rispondo,mentre continuo a guardarlo. Insomma, bel tipo.
"Seguimi. Per tua grandissima fortuna sono io il tuo insegnante!"dice sorridendo e guardandomi con i suoi grandi occhi verde smeraldo.
"Che gioia"dico ironicamente, alzando gli occhi al cielo.

"Comunque io sono Alex"si presenta,porgendomi la mano, che io non stringo "Come mai una ragazza tanto carina è venuta in un posto come questo?"chiede,mentre tolgo la giacca, rimanendo con un reggiseno sportivo e un pantalone di tuta.
"Primo:questa ragazza tanto carina potrebbe spaccarti la faccia. Secondo: sono cazzi miei!"dico acida, allontanandomi e andando verso il ring.
"Vedo che sei impaziente eh?"
"Se non ti dai una mossa ti tiro un pugno!"ringhio, dato che sta iniziando ad infastidirmi la sua risata.
"Okok arrivo!"dice prima di correre nella mia direzione e salire sul ring, aiutandomi a salire.

"Allora, per prima cosa devo testare la tua forza, quindi inizia a colpire le mie mani, con tutta la forza che hai in corpo!"dice Alex prima di aprire le mani e posizionarle avanti a me.

Inizio subito colpire l'obiettivo, consapevole di non star sfruttando a pieno la mia forza.

"Non credo che questa sia tutto ciò che sai fare, tigre!"ghigna,facendomi sbuffare per il modo in cui mi ha chiamata "DAI SU, PENSA A CIÒ CHE TI FA SOFFRIRE E COLPISCI!!"

A quelle sue parole ľ immagine di Cameron si fa spazio nella mia mente e subito inizio a colpire i palmi delle mani di Alex con molto più vigore.

Vado avanti così per un tempo che mi sembra infinito.
Un pugno dopo ľ altro.
Uno pugno per le stronzate che mi ha detto.
Uno per avermi fatto credere che gli importare qualcosa di me.
Uno per il modo in cui i suoi occhi mi entrano dentro.
Uno per la voglia matta di andare da lui, urlargli in faccia e subito dopo baciarlo.

Senza accorgermene l'ultimo pugno, invece di finire contro il palmo del biondino, gli arriva dritto sul naso.

"Cazzo"impreco dentro di me, scendendo dal ring e cercando qualcosa nel mio borsone per asciugare il sangue dal suo naso.
"Tranquilla bimba! Sto bene"dice ridacchiando, prendendo il fazzoletto dalle mie mani "Diavolo, sei forte!"continua poi, sedendosi su una panca.
"Non chiamarmi bimba!"dico, mostrando un broncio che potrebbe contraddire la mia stessa richiesta.
"Ma guardati, hai appena messo il broncio come una piccola bambina"dice guardandomi sorridendo.

I nostri occhi si scontrano per una frazione di secondi che sembra interminabile e mi sorprende vedere come anche i suoi occhi color smeraldo sembrino sorridermi.

"Lasciamo perdere!"sbuffo, voltandomi dall'altra parte.

"Va bene, ma adesso voglio sapere una cosa"
"Che vuoi adesso?"chiedo, voltandomi nuovamente per guardarlo con sguardo irritato.
"A cosa hai pensato per tirare quei pugni così tanto forti?"
"A qualcuno che purtroppo sta continuando a lacerarmi il cuore...."

Brittle Souls [IN REVISIONE]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora