Capitolo XVII

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Non che avesse perso molto tempo, questo doveva ammetterlo a sé stessa

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Non che avesse perso molto tempo, questo doveva ammetterlo a sé stessa. Ma l'aveva pensata così, meglio togliersi subito il fastidio, non aveva senso tirare il cerotto lentamente su una ferita infetta.

Da quel che aveva capito dal discorso di Julie mentre lei era impegnata a non soccombere sotto lo sguardo dell'uomo, la festa sarebbe stata quella sera, ergo casa libera per Nicholas e nessun impegno, o almeno così sperava.

"Manipolatrice senza cuore", la frase che Maximilian aveva usato un anno fa le rimbombò in testa mentre scorreva nella rubrica per trovare il numero di Nicholas. Sorrise pensando a come le calzasse a pennello quella definizione in quel momento. Ma il suo era uno scudo. Aveva deciso di rialzarlo dopo tutto ciò che aveva provato.

Il forte richiamo sessuale di Nicholas era impossibile da ignorare e dopo aver passato la notte in bianco decise di prendere in mano la situazione.

L'uomo la conosceva abbastanza, sessualmente parlando, forse anche più di lei e questo le bastava per eleggerlo come suo amante. Nulla di più, nulla di meno.

Premette l'icona della cornetta e portò l'Iphone all'orecchio destro e attese che lui rispondesse, maledicendo il giorno in cui era entrato nel suo studio.

- Danielle. – la voce incolore dell'uomo non la soprese affatto, ma una fitta di eccitazione la colpì proprio allo stomaco e ben decise di ignorarla.

- Ho bisogno di vederti, stasera. – disse seria mentre tamburellava la penna contro il blocco degli appunti.

- E da quando le sottomesse impartiscono ordini? – Danielle non poteva vederlo ma era sicuro che avesse alzato un angolo della bocca insieme al sopracciglio, il sinistro più precisamente.

- Mi punirà per questo affronto, signore? – nel tono della sua voce non c'era scherno o malizia, ma solo serietà, come se fosse davvero la sua schiava.

- E puoi stare certa che non avrò un briciolo di pietà. – disse lui ricambiando lo stesso tono. Non stavano più scherzando. Nicholas dall'altro lato della cornetta si accigliò, si era adattato benissimo all'atteggiamento di Danielle. Voleva un dominatore rude? L'avrebbe accontentata. In cuor suo però sentì qualcosa incrinarsi, non era così che aveva immaginato che le cose finissero fra loro, né avrebbe voluto.

- Posso essere a casa tua fra un'ora. – disse lei posando la penna con una lentezza estenuante.

- D'accordo. – si limitò a dire prima di chiudere la chiamata.

Danielle sospirò rumorosamente una volta che si fu assicurata che la chiamata fosse chiusa e scattò in piedi come una molla, prese tutti i suoi effetti personali e si diresse a casa.

La porta di casa di Nicholas era socchiusa, la spinse delicatamente ed entrò guardandosi intorno incuriosita di vedere come e se l'appartamento fosse cambiato dopo l'arrivo di Julie. Lasciò la borsa e il cappotto all'attaccapanni all'ingresso e si diresse verso il soggiorno accompagnata solo dal rumore dei tacchi sul marmo freddo.

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