Capitolo 14

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«Muoviti» mi assilla Amy.
Sbuffo e recupero le borsa, mettendoci dentro i soldi e il telefono.
Dobbiamo andare al centro commerciale per prendere dei vestiti per il fatidico party di Damian.

Okay sono in ritardo di venti minuti, ma ho avuto problemi tecnici.
Non mi andava la piastra per i capelli e non potevo assolutamente uscire in quello stato.
Facevano schifo, sembrava avessi un cespuglio in testa.

«Ti muovi a metterti le scarpe. Diamine ci vuole così tanto?» domanda, roteando gli occhi al cielo e mettendomi ancora più ansia.
Oramai siamo in riatrdo. Cosa cambia un minuto in più o un minuto in meno?

«Ci sono, ci sono» ansimo e mi metto la giacca marrone.
Scendiamo velocemente le scale e dopo aver salutato i miei entriamo nella sua macchina.

Che parta l'interrogatorio.
Non mi piace vederla così frustrata e di mal umore.
Solitamente lei è sempre solare e sprizza energia da tutti i pori, ma oggi è stranamente trsite e incazzata nera.

«Che ti prende Amy?» le chiedo e lei si gira mezzo secondo per guardarmi negli occhi.
«Niente, cosa dovrei avere?» scuote la testa, ma io so che mente.
«Sei strana e sembri triste. Avanti, dimmi cosa hai» allento un po' la cintura che mi sta schiacciando lo stomaco.
«È un brutto periodo. Tutto qui» rimane sul vago.
«Tutto qui? Non c'è niente di 'tutto qui' in un brutto periodo, avanti sputa il rospo, che succede? Lo sai che a me puoi dirlo» le faccio un sorriso caloroso.

«Non riesco più a dormire ultimamente» afferma e io la guardo stranita.
«Anche a me capita spesso ultimante» ammetto.
«No.. non hai capito. Prendo dei... sonniferi, Kat» spalanco la bocca stupita.

Cosa? Da quando?
Perché lo scopro solo ora?

«Perchè non riesci a dormire?» mi schiarisco la gola che si era blocatta dalla notizia.
«Ho delle crisi... a-appena» ha un nodo alla gola che le chiude le corde vocali.
«Appena chiudo gli occhi, sento solo le urla dei miei che litigano. Stanno diventando sempre più forti e insopportabili» chiude un secondo gli occhi e riprende fiato.
«Perché i tuoi litigano?» domando lentamente dopo qualche minuto di silenzio.
«Perché... Kat ti prego, prometti di non dirlo a nessuna delle altre. Lo sapete solo tu e Em» mi supplica, così annuisco.
Ora ho seriamente paura.
Mi fa soffrire vedere Amy in questo stato.
Si vede che sta male e vorrei fare qualcosa per aiutarla.

«Perchè lui la tradisce. Almeno... io l'ho visto. Mamma non lo sa ancora, ma... penso che se lo aspetti. Ultimamente papà non è quasi mai a casa e non è più lo stesso» ammette, facendomi venire una morsa al cuore.
Rimango spiazzata.
Oh... che cosa terribile.
Non posso immaginare cosa significhi, ma mi dispiace tantissimo.

«La donna con cui si vede è molto bella, avrà almeno cinque anni in meno di papà, ma lui ne sembra innamorato. Kat dovevi vedere come si guardavano in quella gioielleria» poggia la testa sul volante e singhiozza.
«No Amy, shhhh» fortunatamente siamo fermi al semaforo.
Le accarezzo la schiena con una mano e la guardo tristemente.
«Le stava comprando un anello di fidanzamento, mentre mamma si fa in quattro per portare a casa dei soldi in più per pagarmi l'università. Le ha comprato un anello da quattro mila dollari» si asciuga le lacrime e riparte con la macchina.

Rimaniamo per qualche secondo in silenzio, «Ho trovato un lavoro» sussurra, calmandosi.
«D-dove?» balbetto con il magone.
Mi dispiace così tanto per lei e sua mamma.
«Alla caffetteria del centro. Quella vicino al parco» spiega ed io annuisco.
«Hai già iniziato?» domando.
«No, inizio lunedì» sussurra, mandando giù un groppo di saliva.
Annuisco con il capo e la guardo tristemente guidare, mentre qualche lacrima le scorre ancora sul bel viso.

«Stasera vieni a dormire da me. Facciamo un pigiama party tra ragazze» cerco di tirarle su il morale e lei finalmente sorride.
«Non voglio disturbare» sussurra, ma io scuoto il capo.
«Spero tu stia scherzando, Amy. Sei come una sorella» mi affretto a dire.
Lei mi guarda e sorride, «Sei fantastica. Ti voglio bene».
«Anche io te ne voglio.E per favore non prendere più i sonniferi.Ti prego, fallo per me» la supplico, molto preoccupata.
«Va bene» annuisce poco convinta, ma non insisto.

•Il fratello della mia migliore amica•Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora