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"Non mi importa se mi innamoro di un Diavolo, a condizione che il Diavolo mi amerà nel modo in cui ama l'inferno. -Anonimo."

Brian non ricorda quando ha iniziato ad interessarsi in modo diverso a Zacky.
Non se lo ricorda il momento in cui si è accorto, che quando viene guardato da quelle pozze così chiare e profonde, le gambe iniziano a tremare e il cuore gli arriva in gola. Non ricorda il momento in cui ha cominciato ad avvertire la pelle bruciare, ogni volta che viene sfiorato. Non ricorda da quando la gelosia ha cominciato a farsi strada nella sua mente e l'amore nel suo cuore. Ma ora sono lì, sempre presenti, sempre costanti. Brian è geloso della moglie di Zacky, lei può fare quello che lui non può. Lei può sfiorare le sue labbra, lei può passare le mani fra i suoi capelli scuri e profumati. Proprio come ora. Sta seduto in disparte a casa di Matt e li osserva. Sono vicini, troppo vicini. Avverte il petto bruciare ogni volta che la bionda lo tocca, magari anche solo per spostargli i capelli dalla fronte. Anche lui é sposato, ma con la moglie ormai non va più da tempo. Lei ha bisogno di attenzioni, quelle che Brian non riesce a darle, perché fra le braccia vorrebbe qualcun'altro al posto suo.
Nessuno sa cosa gli passa per la testa, di quello che prova per Zacky. Neanche i suoi migliori amici, probabilmente non capirebbero. O almeno è questo quello che crede lui.
A volte pensa che l'unica soluzione per non pensarci sia bere, attaccarsi alla bottiglia fino a dimenticare il proprio nome. Ma poi, quando l'effetto passa e lui si ritrova a star male poggiato alla fredda ceramica delle mattonelle del bagno. I pensieri riaffiorano con prepotenza, lo vanno a trovare ancora e ancora. Lo tormentano fino a farlo piangere come un bambino. A volte sente il bisogno impellente di ricevere un abbraccio, che però non avrà mai. Perché nessuno sa quanto possa essere spezzato fin nel profondo, quell'uomo dai grandi occhi scuri che ha sempre un sorriso per tutti quanti specialmente per Zacky. Forse ha imparato a fingere davvero bene, o forse sono gli altri che fingono di non vedere, come se fossero in attesa di qualcosa da parte sua, che però non arriverà mai.
Alla fine decide di alzarsi per uscire un po' sul balcone, per prendere una boccata d'aria. Non sopporta più la vista di quei due, tanto meno la sensazione che tutto ciò gli provoca. È doloroso e fastidioso. Tira fuori il pacchetto di sigarette dalla tasca dei pantaloni, portandosene poi una fra le labbra sottili. Quel piccolo cilindro cartaceo pieno di sostanze chimiche e tabacco, lo fa sempre sentire meglio, anche se per la durata media di qualche tiro. Casa di Matt è stracolma di persone, è il suo compleanno. Ovunque si giri vede persone felici, che si divertono e chiacchierano. Tutti tranne lui. Non si è mai sentito così fuori posto in tutta la sua vita. Ha soltanto voglia di andare a nascondersi da qualche parte, per il resto della sua vita. Se non fosse per l'affetto che prova per quel ragazzone, probabilmente già lo avrebbe fatto. Sbuffa il fumo dal naso con rassegnazione, forse un giorno imparerà a convincerci con tutto ciò. Forse un giorno non sarà più innamorato di Zacky, del suo sorriso. Quel sorriso che è in grado di sciogliere anche i ghiacciai. «Brian?» Eccoli, eccoli di nuovo i brividi che gli percorrono la spina dorsale, solo perché ha pronunciato il suo nome, con quella voce che è in grado di fargli vibrare anche il cuore. Non ha neanche il coraggio di voltarsi, per paura che lui si accorga di come lo riduce ogni volta. «Zacky.» Pronuncia in un soffio, ancora non riesce a guardarlo, anche se ormai lui lo ha affiancato. Ha bisogno di calmarsi. Non sa spiegare neanche a se stesso quello che gli scatena averlo semplicemente accanto. Le mani che iniziano a sudare, il cuore che batte così forte che a volte ha paura che anche lui possa udirlo quando sono così vicini. Si sente uno stupido, forse lo è. Si odia per questo, si odia perché si lascia sconvolgere così tanto, e non riesce a controllare tutto ciò. E non può permettersi che se ne renda conto. «Perché sei andato via?» Brian alza la sigaretta o almeno quello che ne resta, per mostrargliela. Non si aspettava che se ne sarebbe accorto, sembrava alquanto concentrato a fare ben altro che guardare nella sua direzione. I loro sguardi non si sono incrociati neanche per un secondo. Non può però, non ammettere che questo gli fa piacere, e non può non ammettere allo stesso modo che sta vagamente gongolando con un sorrisetto che gli curva le labbra. Per un momento si sente quasi speciale, ma sono amici, probabilmente ha bisogno di qualcosa. «Ti stavo cercando.» Il cuore di Brian fa una capriola a quelle parole, quel lieve sorriso si allarga a dismisura sulle sue labbra, anche se si sta cercando -non molto bene- di trattenersi. Ma questo non va bene, neanche un po'.
«Dimmi.»
«Matt ci vuole, dobbiamo scendere.»
«Ah...si giusto, ora vengo. Tu vai in tanto.» Forse il tono di voce che ha usato è suonato troppo strano alle orecchie di Zacky, visto che si è soffermato per un momento ad osservarlo attentamente, senza però dire nulla. Ma non è riuscito ad evitare quella nota di delusione, ci sperava davvero che volesse qualcosa da lui, qualsiasi cosa, che comprende stare da soli ovviamente. Anche per un secondo soltanto. Ormai vive di quei momenti, dove può restare in silenzio ad osservare ogni sua mossa. Senza essere disturbato, perché tanto Zacky è l'unico che non se ne accorge, o forse è lui che non glielo fa notare. Ma doveva comunque aspettarsi una cosa simile, in fin dei conti si trovano li proprio per questo. Sospira nuovamente mentre si porta una mano fra i capelli, per rendesi almeno presentabile agli occhi del suo migliore amico, anche se probabilmente non lo noterà neanche lui. Ma è giusto, è il suo compleanno infondo. Ormai è li comunque, non si può tirare in dietro. Scende pigramente le scale fino ad arrivare in salone, dove sono tutti riuniti intorno a Matt. Solo che non sta proprio ascoltando quello che dice, ha la mente totalmente altrove e anche lo sguardo.
Quello che però Brian non sa, è che anche Zack è innamorato di lui. Che anche lui muore letteralmente ogni volta che incrocia i suoi occhi scuri e penetranti. Che ogni volta che sono insieme, vorrebbe posare le labbra sulle sue, e baciarlo fino a quando non ha più fiato in corpo. Che scappa da lui, perché a volte la voglia di farlo diventa insopportabile, e averlo sotto agli occhi non aiuta. Che deve fare finta di niente, proprio come fa lui. Che ha il suo stesso vizio di osservarlo quando sta facendo altro, anche se forse è più bravo a non farsi beccare. Che anche il suo cuore è spezzato, che finge di amare sua moglie perché a qualcosa dovrà anche attaccarsi con tutto se stesso per non crollare. Per questo ha resistito alla tentazione di girarsi a guardarlo, come se non li avesse percepiti i suoi occhi bruciare sulla schiena. Per questo gli è stato lontano tutto il tempo. Per questo ora sta premendo le labbra sulle quelle delle moglie disperatamente, mentre immagina che siano quelle di Brian.
E Brian fa davvero male quello che sta venendo, quando desidera con tutto se stesso di essere al posto di quella donna tanto fortunata. Si trova a stringere i pugni fino a far sbiancare le nocche, per resistere dalla tentazione di andare li, a prenderselo, per portarlo via con se. Non riesce più a tenerselo dentro, non adesso che lo vede insieme a lei. Ma non può rovinare la sua vita, solo perché innamorato di lui. Preferisce Zacky felice invece che se stesso. Così semplicemente se ne va. Scappa letteralmente perché ormai la situazione è diventata insostenibile per lui. Si va a nascondere in camera di Matt, chi andrebbe a cercarlo lì? Nessuno a suo avviso. Forse i veri uomini non si comportano così, forse i veri uomini combattono non mollano. Ma a lui non frega un cazzo, perché non gli rimane più niente a cui aggrapparsi, non ha niente per cui lottare. Non ha idea di quanto si sbaglia. Perché per quanto Zacky possa provare a stargli lontano per il suo bene, appena l'ha visto andare via in quel modo, quell'unica volta che ha posato lo sguardo su di lui, che lo ha cercato perché non è riuscito a farne a meno. Non è riuscito neanche a reprimere la voglia di andarlo a cercare, di andare da lui perché vuole sapere cosa gli succede.
E Brian dal canto suo non ha alcuna intenzione di uscire da li,è convinto che a nessuno importi. Se ne sta attaccato con la schiena al muro e una birra in mano, che ha recuperato durante il tragitto. Questa è la terza o forse la quarta, non lo ricorda bene neanche lui. L'alcool sta cominciando a fare effetto, è sbronzo, è triste. E vorrebbe solo essere salvato da Zacky.
«Brian.» Alza lo sguardo appena viene chiamato, ma non crede a quello che vede. È davvero venuto a salvarlo? È davvero venuto a mettere fine ai tormenti della sua anima, quell'uomo con gli occhi di un angelo? O lo sta solo immaginando? Magari è solo frutto della sua psiche, magari è un demone della sua mente, uno di quelli che sogna di notte che è venuto a torturarlo. Visto quanto ha bevuto non si stupirebbe della cosa. Ma quando sente il suo tocco delicato su una guancia, comincia a credere che forse è molto più reale di quello che crede. Rimane in silenzio e lo osserva, le mani non gli sudano, il cervello non si disconnette dal resto del corpo. Probabilmente tutto l'alcol che ha ingerito lo sta aiutando a mantenere una calma apparente, ma il cuore sta di nuovo accelerando, galoppa così veloce che potrebbe sentirlo anche lui. Ma per Zacky non è la stessa cosa. Lui non è ubriaco, lui li avverte i brividi che gli percorrono la spina dorsale, nel averlo così vicino, nel ritrovarsi ad immergere le iridi chiare nelle sue tanto scure quanto profonde. La sente di nuovo quella voglia di posare le labbra contro le sue, per capire se sono morbide come sembrano. La voglia di insinuare le dita fra i suoi capelli, di nascondere il volto nell'incavo del suo collo, così da riempirsi le narici del suo profumo. Forse questa é l'unica occasione che hanno per baciarsi, l'unica occasione che hanno per prendere il coraggio con entrambe le mani e fare infine quello che ormai sognano tutte le notti. Continuano a guardarsi intensamente negli occhi, entrambi aspettano che l'altro faccia la prima mossa. Entrambi sentono i cuori che battono veloci, forse si muovono all'unisono ma loro non lo sanno. Non lo sanno perché si scrutano, si sfiorano appena come se la paura del rifiuto fosse più forte. Ma alla fine Brian il coraggio lo trova per sporgersi in avanti, alla fine posa le labbra sottili su quelle piene di Zacky. Lo coinvolge in un bacio umido, lento e terribilmente impacciato, che sa di birra e sigarette. In quel momento il tempo si ferma, esistono solo loro. Non sentono più la musica, il vociare che proviene dal piano di sotto. Non sentono più il dolore che fino a quel momento li accumunava. Le labbra di Brian risultano calde premute su quelle di Zacky, più morbide di quello che credeva. Combaciano perfettamente sulle sue, come se l'altissimo le avesse create solo per questo. Brian tiene le mani posate contro il volto di Zacky, nella speranza che lui non si allontani. Cosa che lui non farebbe per nulla al mondo. Anche queste combaciano perfettamente con le sue gance lisce. Inclina il capo. Continua a premere le labbra sulle sue, a muovercele, timidamente come se fosse il primo bacio per entrambi, come se fossero tornati ragazzi. Zacky ancora non ci crede che finalmente sta facendo quello che ormai era diventata una pia illusione, e neanche Brian a dire il vero.

|| Partiamo dal presupposto che io non ho mai scritto su di loro, anche se li shippo da morire.
Partiamo anche dal presupposto che io non sono in grado di scrivere cose tristi, o di spiegare a parole quello che mi passa per la testa, anche se ci ho provato.
Ammettiamo anche che ho iniziato a scrivere questa cosa, senza una trama.
L'ispirazione del momento oh.
Quindi se questa cagata spaziale vi è piaciuta, ne sono felice.
Altrimenti accetto i pomodori che mi lancerete (?)
Detto questo, spero non ci siano errori. Ma se ci sono, sono ben accette le persone che me li fanno notare.

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