capitolo 22

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NIKOLAJ

- Stai calmo – mi ripeté Scott per la cinquantesima volta.

Io me ne stavo seduto sulla poltrona, con la schiena ritta ed una gamba che non voleva smettere di tremare.

- Sono calmo! – sbottai con un tono di voce più acuto di quanto avessi voluto.

- Nik ... - il suo era quasi compassionevole.

- Dimmi di stare calmo un'altra volta e mi metto ad urlare – dichiarai ormai allo stremo.

Era quello il momento in cui si decideva tutto, era la sera prestabilita ed avevo solo quell'occasione per potergli parlare. Ero fottutamente agitato nonostante dicessi al mio cervello di non peggiorare le cose con il panico, non riuscivo a rasserenarmi. Presto sarebbe stato lì, avrebbe suonato a quel citofono ed io non avevo idea di come cominciare, di cosa dire con precisione e nemmeno di come dirla.

-Cerca di essere naturale ... - continuò Scott – sono certo che gli argomenti salteranno fuori da soli –

Gli rifilai un occhiataccia – Gli argomenti sono il problema Scott, spero non finiscano per farci a pezzi ... -

- Coraggio, Nikolaj ... siete stati insieme una volta, con quel bel faccino da intellettuale lo stregherai di nuovo – esclamò Muriel facendomi l'occhiolino.

- Vedete di stare fuori dai piedi voi – li ammonii – non dovete nemmeno esistere!-

Ad un tratto un suono, il campanello, sentii il mio stomaco improvvisamente pesante, come se potesse staccarsi dal mio corpo e schiantarsi al suolo. Deglutii e mi sollevai in piedi, quasi stupito di esserne in grado, mi diressi alla porta, poggiai la mano sulla maniglia e tirai forte aprendola di scatto.

Ci misi un attimo prima di comprendere quella visione, gli occhi di Matt mi fissavano con la stessa sorpresa e paura che c'era nei miei, al suo fianco c'era Juri. Era impossibile non notare l'espressione compiaciuta che aveva in viso, dopo tanti sforzi il suo amico Matt stava facendo un passo avanti e lui era lì, in prima fila per assistere.

- Non ... non ... - cercò di articolare Matt – me la sentivo di venire solo ... ho chiesto a Juri di accompagnarmi ... è ... un problema? –

- No certo, accomodatevi – dissi cedendo il passo.

I ragazzi entrarono in casa e mi seguirono nel salotto, alla vista di Juri, Scott parve estremamente preoccupato ma il ragazzo gli passò accanto concedendogli soltanto un breve cenno del capo prima di sedere accanto a Muriel.

- Ti aspetto qui, Matty – disse facendo l'occhiolino all'amico.

Quello annuì visibilmente teso – Possiamo ... andare a parlare in camera mia ... - lo invitai a seguirmi e lui mi venne subito dietro.

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