Capitolo X

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La struttura le ricordò i tempi del college, solo che il complesso di edifici e alloggi era più piccolo, doveva essere un istituto d'élite e non si stupì affatto che l'uomo l'avesse scelto, era chiaro che volesse il meglio per la nipote

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La struttura le ricordò i tempi del college, solo che il complesso di edifici e alloggi era più piccolo, doveva essere un istituto d'élite e non si stupì affatto che l'uomo l'avesse scelto, era chiaro che volesse il meglio per la nipote.

- Vuoi che resto in auto? – chiese lei timidamente.
- Si e magari ti lascio anche due dita di finestrino per l'aria... - disse lui sarcastico prima di scendere e aprirle la portiera.
- Temo che andrà per le lunghe. – disse lui serio mentre si avviava deciso all'interno dell'edificio che doveva essere la scuola vera e propria.
Il personale era quasi interamente femminile, eccetto per qualche inserviente e i giardinieri, anche la direttrice era una donna che li accolse in maniera fredda e austera. Sia per curiosità che per deformazione personale, Danielle osservò con cura e discrezione sia Nicholas che Julie, entrambi con uno sguardo ferreo che presagiva un bel litigio e nessuno dei due sarebbe sceso a compromessi.
- Lei è la dottoressa Lanford, una mia amica. – disse lui in maniera fredda alla nipote e quella le strinse la mano per pura educazione.
- E' un piacere. – disse lei sforzando di addolcire la voce ma Julie vanificò i suoi buoni propositi.
- Adesso ha anche dimenticato le buone maniere oltre che il senno? – chiese lui brusco e la ragazza lanciò uno sguardo adirato verso lo zio.
- Julie Wulfugar, molto piacere. – disse lei prima di voltarsi ed entrare nell'ufficio della direttrice.
- Aspetto qui fuori. – disse lei mentre si sedeva su una delle panche in ciliegio ai lati del corridoio e Nicholas si limitò ad annuire, poi sparì anche lui dietro la spessa porta di legno scuro.
Julie Wulfugar aveva gli stessi identici occhi verdi della donna nella foto, così come anche i capelli che portava sciolti e lunghi oltre le spalle, erano di un nero lucente che avrebbe fatto provare invidia anche alla più bella delle bionde.
Era molto alta per avere diciassette anni, sicuramente più del suo metro e settanta scarso, i tratti dolci del viso erano già da adulta e il fisico ben proporzionato celava l'età da adolescente.
Era curiosa di scoprire cosa avesse combinato, soprattutto dopo che aveva intuito il tipo di legame che c'era fra loro. Qualche trasgressione giovanile, magari era stata sorpresa a fumare o uscire di nascosto per andare al centro commerciale, cose che aveva fatto anche lei ai tempi dell'istituto.
Quella prestigiosissima scuola le dava un senso di oppressione, la faceva sentire in gabbia, una gabbia dorata, ma pur sempre una prigione. Si chiese come mai Nicholas non la tenesse con sé in casa, c'erano molte scuole eccellenti a Manhattan, frequentate da un certo tipo di persone altolocate e invece aveva deciso di chiuderla in un collegio femminile. L'unica cosa certa era che non doveva essere molto pratico con i bambini o con gli adolescenti.

- Signora Berg, mi scuso per la condotta di mia nipote, le garantisco che non si ripeteranno simili episodi in futuro. – disse lui mantenendo una certa autorevolezza.
- Il fatto è che le scuse vorrei sentirle dalla signorina, sono certa che lei ne è rammaricato ma deve capire che questa è già la seconda possibilità che offriamo a sua nipote. – disse quella rigirandosi la penna fra le mani. Martha Berg era una sottile donna di mezza età che ricordava una ballerina in pensione, aveva la grazia nel gesticolare e nell'esprimersi, ma cercava in tutti i modi di celare gli evidenti segni dell'età, Julie aveva detto che era solita indossare i dolcevita fino a maggio per nascondere l'esile collo rugoso e quando il caldo era insopportabile ricorreva ai foulard.
- Mi rendo conto perfettamente della gravità della situazione, ma non si può fare proprio niente? – disse lui lanciando un'occhiata carica di risentimento verso la ragazzina che se ne stava con le braccia conserte e con una smorfia imbronciata sul viso.
- Partirei dal sentire le sue scuse, signorina Wulfugar. – disse la donna rivolgendosi a Julie.
- Scusi. – disse alzando lo sguardo sulla direttrice in segno di sfida e Nicholas pregò che non se ne accorgesse.
- Rinnovo il mio impegno nel tenerla maggiormente sotto controllo.  Julie, fumare di nascosto e farti sorprendere con un ragazzo per i corridoi... ma ti rendi conto di quanto sia grave? Sei in una delle migliori scuole del Paese e decidi di gettare tutti i nostri sacrifici per aria? – disse lui mantenendosi calmo.
- I sacrifici che tu hai fatto! Sei tu che mi hai confinata qui dentro! – urlò alzandosi di scatto e facendo prendere un colpo alla donna.
- Aspettami fuori, non abbiamo finito. – disse ordinandole di lasciarlo solo con la direttrice.

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