Capitolo 5

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Un suono che riconosco fin troppo bene mi sta martellando la testa: la mia sveglia.

Apro un occhio e schiaccio il pulsante per farla spegnere.
Riappoggio la testa sul cuscino e faccio un segno di approvazione quando mi accoccolo tra le coperte.
Che bello, oggi mi viene a prendere... Jake!
Cazzo Jake, è vero.
Mi scopro velocemente e infilo le ciabatte.
Corro in bagno a lavarmi faccia e denti e mi trucco semplicemente, liscio i capelli e vado a vestirmi.

Infilo un paio di pantaloni rosa chiaro, che io adoro, e la maglia abbinata.
Sopra ci metto una giacca di jeans e ai piedi delle scarpe bianche.
Sono pronta.

Preparo lo zaino e stacco il telefono dalla carica.
C'è un messaggio da Jen.

Buona fortuna con Jake ;).
-Jen

Grazie Jenni ;)
-Katniss

Sorrido e scendo di sotto per aspettarlo. I miei non ci sono, devono essere andati a lavoro presto.
Meglio, almeno papà non vedrà Jake, e non lo potrà minacciare subito di morte.

Bevo un po' di caffè con il latte e mi siedo sul divano.
Con gli occhi ispeziono il mio salotto nell'attesa che finalmente sembra terminare quando sento il campanello suonare.

Immediatamente balzo dal divano e mi sistemo i capelli velocemente con le mani.
Devo essere perfetta.

Faccio un respiro profondo, prendo lo zaino e vado ad aprire la porta.
Jake è davanti a me con tutta la sua bellezza, che mi guarda facendo un sorriso.
Sorrido anche, «Hei» dice lentamente e a bassa voce.
Il mio cuore fa una capovolta, «Ciao».
Chiudo la porta alle mie spalle e gli vado più vicina.

Ha le mani nelle tasche dei pantaloni blu notte.
Sopra indossa una maglia bianca con una giacca nera di pelle.
«Come stai?» domanda, sfiorandomi un braccio con il suo, quando ci dirigiamo verso la macchina.

Sorrido, «Sto bene,tu?».
«Tutto bene» mi apre la portiera e io mi siedo.
Aspetto che lui si sieda per andare avanti con la conversazione. «Grazie, per portarmi a scuola».
«Katniss, non ringraziare, mi fa piacere stare con te» dichiara, scaldandomi il cuore.
«Ti piacciono?» chiede ad un tratto, beccandomi in pieno a guardare i suoi tatuaggi.
«Sono molto belli, cosa rappresentano?» domando, nonostante mi sente un po' in imbarazzo.
«Beh... alcuni li ho fatti quando ero uno stupido ragazzino e li ho dovuti ricoprire, non mi piacevano. Ma il resto per una ragione precisa» spiega, facendomi annuire.
«Capito, mi piacciono» annuisco con il capo e lui gira la testa nella mia direzione.
Mi guarda intensamente per un istante e poi posa di nuovo lo sguardo sulla strada.
«Dove mi porti venerdì?» domando curiosa.
Devo sapere cosa mettermi. Voglio essere pronta a tutto.

La sua risata rimbomba in tutta la macchina, così lo guardo accigliata.
«Cosa hai da ridere?» chiedo, alzando i lembi della bocca in su.
«Sei curiosa. Comunque è una sorpresa» dichiara ed io metto un finto broncio.
«Daiii, voglio saperlo»mi attacco al suo braccio e faccio la faccia da cucciola.
Lui mi guarda e poi afferra la mia mano, se la porta alla bocca e la bacia.

Arrossisco come un pomodoro e rimango a fissarlo.
Oh mio Dio, cosa è appena successo?
Non me lo aspettavo.
«Vedrai venerdì» sussurra e io mi siedo buona al mio posto.

Il resto del viaggio lo passiamo parlando del più del meno, conoscendoci meglio.
Appena arriviamo parcheggia e scendiamo dalla macchina.
«Beh... allora ci vediamo dopo, devo iniziare il turno» dichiara, facendomi annuire.
Siamo davanti all'entrata, uno di fronte all'altro, «Certo, ci vediamo allora» sussurro.
Mi sorride e io gli guardo i denti perfettamente bianchi.
D'un tratto lui alza il braccio e mi posa una mano sulla guancia, afferrandomi delicatamente il collo.
Si avvicina lentamente e il mio cuore scoppia.
Mi vuole baciare?
Così per la prima volta, qui?

•Il fratello della mia migliore amica•Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora