Capitolo VIII

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- Sai James, credo che abbia qualche carenza affettiva. – Danielle aveva preso appuntamento il venerdì sera, sentiva che doveva scaricare un po' di tensione prima di vedere Nicholas.

- Da cosa lo deduce dottoressa? – disse lui ironico.

- Dal fatto che adora prendermi in braccio. Lui è davvero imponente e mi piace molto quando fa così, mi fa sentire protetta. – James abbassò lo sguardo e fece per parlare ma lei fu più veloce. – Alt! Lo so, la mia è una regressione infantile dovuta alla mancanza di una figura paterna eccetera. Ma stiamo parlando di lui no? – disse lei sistemandosi la camicia.

- A dire il vero stavamo parlando di te... E comunque dovresti smetterla di psicanalizzarlo in continuazione, non fa bene alla vostra relazione. –

- Ma noi non abbiamo una relazione. Facciamo sesso particolare, chiacchieriamo e ceniamo fuori. –

- E dal punto di vista sessuale come ti senti? –

- Appagata! Tu davvero non puoi capire... -

- Quindi stai accettando quel lato di te? –

- Sto cercando di rivalutare la situazione. Mi aiuta molto il suo atteggiamento, sa scindere il master dall'uomo di tutti i giorni e anche quando fa il "padrone" sa come mettermi a mio agio. –

- Ti farò una domanda Danielle e voglio che tu mi risponda con estrema sincerità, per questo sei anche libera di non darmela adesso, saprò aspettare anche un anno. – disse facendosi estremamente serio.

- Ti ascolto. –

- Torneresti a fare il sesso classico dopo questa esperienza? – Danielle restò in silenzio e un'altra domanda si fece strada in lei: Avrebbe mai fatto sesso con Nicholas anche senza il loro rapporto Dom-sub?


Nicholas la passò a prendere decisamente presto, asserendo che la location era davvero fuorimano ma molto elegante, inoltre avrebbero pernottato nella splendida tenuta ottocentesca suscitando le ire della donna che in meno di dieci minuti si era ritrovata a preparare un cambio per il giorno dopo e per la notte. A quanto pareva Nicholas si divertiva a prenderla in giro. Le aveva anche assicurato che aveva fatto prenotare le camere separate ma il suo ordine era stato chiaro: avrebbero dormito nella stanza di lui.

- Che programmi hai per questa sera? – chiese lei portando una mano sulla sua coscia.

- Bere del buon vino, mangiare dell'ottimo cibo, firmare un assegno da trentamila dollari per l'associazione che ha organizzato l'evento e chiudermi in camera con la donna più bella della festa. – disse lui prima prenderle la mano e baciarla, poi la portò sotto la sua sul cambio delle marce.

- Mi riferivo alla parte in cui ti chiuderai in stanza con la donna più bella della festa. – disse lei divertita, Nicholas sembrava di buon umore.

- Non potremo fare molto rumore, se non vado errato la mia stanza è accanto a quella del presidente dell'associazione. – disse.

- E la mia? – chiese lei speranzosa.

- A te va molto peggio, avrai accanto una nobile decaduta di mezza età, sempre pronta a farsi gli affari degli altri. – disse.

- Sono sicura che troverai una soluzione. – disse volgendo lo sguardo fuori dal finestrino.

Nicholas sapeva che quella sera non avrebbero potuto sfogare a pieno i loro desideri ma Danielle aveva ragione, avrebbe trovato una soluzione e lui sapeva che lei ne intendeva una dal risvolto erotico. Ci aveva già pensato e l'idea di un bavaglio e relativa punizione se avesse fatto troppo rumore era stata un'idea brillante. L'avrebbe messa al corrente solo quando sarebbe stata nuda e sotto di lui. Si chiese se quel loro rapporto sessuale che si sarebbe consumato di lì a qualche ora sarebbe stato meno sadomaso del solito, la cosa lo rendeva leggermente irrequieto. C'erano voluti anni dopo l'incidente, perché lui si riavvicinasse a quel mondo e solitamente non sfogava mai a pieno le sue voglie, per quel genere di cose c'era bisogno di una compagna stabile, di una buona intesa e di consensualità, cose che erano quasi impossibili da instaurare con le sue svariate partner occasionali. Lui e Danielle non avevano mai fatto sesso in maniera dolce o calma, lei non avrebbe apprezzato e lui ne era terrorizzato. Avrebbe significato che la situazione stava sfuggendo di mano e non andava bene. Solo una volta si era lasciato andare, quando le aveva praticamente imposto di raggiungere l'apice insieme, un gesto che le coppie, quelle vere, con una forte intesa sessuale riuscivano a compiere. Lui l'aveva fatto d'istinto, solo per ricordarsi che effetto facesse, raramente con sua moglie era successo.

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