«Jen, sono appena uscita di casa, non ho un elicottero» ridacchio e mi siedo di fianco a papà.
Sistemo meglio il telefono nell'incavo del mio collo.
In questo momento ho le mani occupate.
In una ho la borraccia con l'acqua mentre nell'altra la borsa per la palestra.
«Okay, okay. Aspetta che devo dire una cosa a Nathan» sussurra, così sbuffo.
Sento che dice qualcosa, ma non capisco cosa.
Meglio così, solo sentire la sua voce mi irrita.
«Rieccomi, scusa» dice e sento il rumore del microfono.
«Tranquilla. Comunque sono sotto casa tua esci» la avverto, sorridendo.
Riattacco e sistemo il telefono in tasca.
Guardo alla mia destra e vedo Jen uscire con indosso una tuta sportiva e la borsa su una spalla.
Siamo due ragazze che amano tenersi in forma ed avere uno stile di vita sano.
Faccio un sorriso e la saluto con la mano.
Il mio sorriso muore quando vedo Nathan alle sue spalle, che mi guarda sfacciatamente.
Ha un livido piccolino, ma viola sotto l'occhio.
Oh... ma che bello vedere una mia opera sulla sua faccia.
Sorrido trionfante senza farmi vedere e roteo gli occhi al cielo distogliendo lo sguardo.
«Oh Kat, c'è anche Nathan» dice papà e io sbuffo.
Come se non lo avessi visto.
«Lo vedo» replico antipatica.
La portiera si apre e Jen entra.
«Ciao Sebastian» saluta mio papà.
«Ciao Jennifer, tutto ok? I tuoi come stanno?»
«Tutto bene grazie e voi? Clarissa?» domanda lei, cordiale come sempre.
«Sta bene, sta bene grazie» sorride papà.
Qualcuno bussa al mio finestrino e so già che è Nathan.
Papà abbassa il finestrino e Nathan si appoggia ad esso, guardandomi.
«Signor Everdeen, salve» lo saluta, mostrando un perfetto viso da angioletto.
Oh certo, ora fai il carino con mio padre.
«Nathan, ciao. Tutto bene?» domanda papà.
Non vorranno mica instaurare una conversazione proprio ora.
«Certo, sempre in ottima forma e lei?» ride e io mi volto verso di lui con un sopracciglio alzato.
Che presuntuoso.
Lo guardo, ma lui non sta guardando me, bensì... oh mio Dio, mi sta guardando le tette, strette nel mio top da palestra.
Gli tiro uno schiaffo sul braccio e lui si riprende, facendomi un sorriso malizioso.
«Tutto bene» risponde mio padre attirando la sua attenzione.
«Non vi dispiace se vengo con voi in palestra?Vero?» domanda guardando me, così sbianco.
Sta scherzando, vero?
«Sì, mi dispiace» metto in chiaro, per evitare equivoci.
«Katniss...» mi ammonisce papà, «Vai dietro e lascia salire Nathan» continua.
Mi giro verso di lui e lo guardo scioccata.
Adesso dovrei anche andare dietro?
Non ci peso nemmeno.
Lui non doveva neanche venire in palestra e poi perché dovrei andare dietro?
Che ci vada lui.
Papà mi lancia uno sguardo di ammonimento, così afferro la mia borsa e Nathan, con falsa gentilezza, mi apre la portiera.
Quanto vorrei sbattergliela in faccia, fino a sfigurarlo.
Esco e me lo ritrovo davanti, a due centimetri di distanza.
Anche lui ha un borsone in mano.
Sento il suo fiato caldo sul mio viso, sbattere con forza contro la mia pelle accaldata.
Mi squadra bene da capo a piedi e si avvicina al mio orecchio.
«Sembri un po' meno sfigata vestita così» sussurra, sfiorando il mio lobo con le labbra, facendomi rabbrividire.
Ho la pelle d'oca.
Mi scosto subito e mi giro, ma lui non mi da tregua e mi pizzica il sedere con due dita.
Mi giro scioccata verso di lui, ma sento solo la sua risata e lo vedo entrare in macchina.
Sono incazzata nera.
Come si è permesso di toccarmi?
Io lo faccio fuori, gli taglio quelle mani.
Furibonda, mi siedo vicino a Jennifer, che mi guarda in modo strano.
Scuoto la testa, come per dire 'lasciamo perdere' e guardo la strada.
In poco tempo siamo davanti alla palestra, così salutiamo mio papà e usciamo.
Non capisco ancora perché lui sia venuto.
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•Il fratello della mia migliore amica•
ChickLit•Completa• Nathan e Katniss si conoscono da una vita. Hanno festeggiato insieme il primo compleanno, così come il secondo ed il terzo e così via fino ad arrivare ai diciotto anni. Hanno fatto il primo bagnetto insieme, la loro comunione e si sono oc...
