Capitolo V

13.2K 306 67

Danielle si era concessa solo una cena in compagnia la domenica sera, un incontro pieno di frivolezze e spensierato con un gruppo di amici che non vedeva da almeno un mese

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Danielle si era concessa solo una cena in compagnia la domenica sera, un incontro pieno di frivolezze e spensierato con un gruppo di amici che non vedeva da almeno un mese. Il lunedì mattina era arrivato velocemente e si era imposta di non pensare a Nicholas, doveva essere concentrata. L'uomo non l'aveva neanche chiamata e a primo impatto si era sentita usata e stupida per essersi fidata di lui, lungi da lei fare il primo passo e sollevare la cornetta. Del resto non erano una coppia o almeno non si stavano frequentando in quel senso, erano quel che si definisce al giorno d'oggi "amici con benefici", anche se di amichevole nel loro rapporto c'era poco, almeno fino a quel momento. Quando anche l'ultimo paziente abbandonò il suo studio e lei salutò la sua segretaria, si concesse di pensare al suo master. Era stata una giornata veramente pesante e il taxi sembrò metterci una vita per arrivare sotto il portone di casa sua.

Aprì la cassetta delle lettere come faceva ogni sera dopo il lavoro, pronta ad aspettarsi volantini pubblicitari ed eventualmente le bollette, ma la casella era vuota eccetto che per una busta bianca. Sentì un nodo alla gola, Nicholas le aveva mandato una lettera? Esitante la recuperò e immaginò razionalmente che fosse qualche invito a qualche cena o incontro di beneficenza, magari la partecipazione ad un matrimonio di qualche coppia di amici e invece era proprio da parte di Nicholas.

Si guardò intorno per assicurarsi che non ci fosse nessuno e aprì la lettera.

" Telefona al numero che troverai sul bigliettino da visita nella busta, è di un autista di fiducia e ti porterà a casa mia. Ti consegnerà un pacchetto, all'interno troverai le chiavi del mio appartamento. Io farò tardi, sono stato incastrato in una cena di lavoro, tu mettiti comoda, fa un bagno, bevi del vino e mangia qualcosa. Troverai altre istruzioni a casa. "

Sorrise involontariamente e frugò nella busta per recuperare il bigliettino da visita indicato da Nicholas, cercò l'Iphone nella borsa e compose il numero con le mani che le tremavano, sentendosi ovviamente un stupida per aver lasciato che l'emozione prendesse il sopravvento.

- Clarence D'Arby trasporti. – l'uomo rispose dopo tre squilli e Danielle strinse il cellulare fra le dita.

- Buona sera, sono la dottoressa Lanford, chiamo per... - ma l'uomo la interruppe subito.

- Ah certo, la dottoressa Lanford! Sarò da lei fra cinque minuti. – disse l'uomo e Danielle non poté far altro che dire che andava bene e che lo avrebbe atteso. Nicholas aveva pensato proprio a tutto.

L'uomo, un giovane dai capelli castani e dal viso perfettamente rasato, fu puntuale come aveva detto e dopo averle aperto la portiera e datole la scatolina di cui Nicholas aveva parlato si rimise in auto, si sistemò il completo e rimise in moto.

- Conoscendo il signor Wulfugar è inutile che io le dica dove andare, giusto? – chiese lei sarcastica.

- Non sbaglia, dottoressa – disse l'uomo con una punta di divertimento della voce. Danielle scartò lentamente il pacchetto ed estrasse le chiavi tenendole nella mano per tutto il tragitto che la separava dalla casa dell'uomo.

Vizio Di FormaLeggi questa storia gratuitamente!