1-semplicemente adorabile

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"E quindi..."

"Quindi ero certa che la amassi...tutto qui"

"Ehm...no"

Bugia.

"E allora perché la corteggi?"

"Ma io non la corteggio"

Altra bugia.

La mia vita è decisamente troppo complicata per evitare di mentire.

E d'altro canto mi piace dire le bugie...

"Come no...Ad ogni caso, perché sei a casa mia?"

"Per farti una visita e per assicurarmi che la mia principessa stia bene"

"Per l'ennesima volta, Chat, Non sono la tua principessa! E non voglio che tu entri in casa mia senza chiedermi il permesso" protesta Marinette continuando concentrata il suo disegno.

Quanto vorrei che mi degnasse di uno sguardo! Non è chiedere tanto, no?

Voglio la sua attenzione.

"Ma se ti avessi chiesto il permesso non sarebbe stata una sorpresa..."

Stacca gli occhi dal foglio per un attimo per poi iniziare a cercare qualcosa in quel casino che chiama scrivania.

"Tesoro, guardami! Davvero pensi che quel tavolo sia meglio di me?"

Si volta senza alzarsi dalla sedia girevole e mi guarda severa mostrando qualcosa che tiene nella mano.

Mi avvicino per vedere di cosa si tratta.

"È spray al peperoncino. Non costringermi ad usarlo"

Odio queste tecniche di autodifesa.

Mi è già successo di ricevere una spruzzata di quel liquido negli occhi ma non da parte di Marinette...

"Okay okay..." dico mentre mi allontano indietreggiando.

No grazie, non ho voglia di lasciarle rovinare i miei fantastici occhi.

Inciampo in qualcosa.

Mi chino e sollevo una maglietta di Marinette che trovo appallottolata ai miei piedi.

"Aww che cosa adorabile..." dico dopo aver letto la scritta sulla maglietta, "I love Chat Noir" accompagnata da un mio autografo.

"L'ha comprato mia madre, è un pigiama" risponde lei cercando di nascondere il rossore sulle guance.

"Come no..."

Affondo il naso nella stoffa nera, in cerca di qualche odore che possa ricordarmi il suo.

"Profuma di te"

Marinette continua a guardarmi severa.

"Posso vedere come ti sta addosso?" chiedo, la mia è quasi una supplica.

"No."

Non mi arrendo così facilmente.

"Se non vuoi spogliarti davanti a me posso uscire dalla stanza ma voglio vedere questa bellissima maglietta addosso a te" replico, le speranze che faccia quello che le ho chiesto sono minime.

"Non è questo il problema"

"Quindi posso rimanere qui mentre ti cambi?!"

"NO!! Ti schifo come persona, sai? Comunque il problema è che non voglio metterla e basta"

"Maddai...è così carina!"

"Ti ho già detto di no. Non so neanche perché ho comprato una maglietta del genere..."

Che scema, si è tradita da sola.

"Ma non l'aveva comprata tua madre?"

"Ehm...si"

"Allora visto che ti fa così schifo questa maglietta...me la prendo io!"

"Ridammi la t-shirt"

"Se ammetti che ti piace e che mi ami davvero te la restituisco altrimenti me la porto a casa e la conservo in un posto segreto"

"Oddio, prenditi pure quella stupida maglietta!! Non ho la minima intenzione di dire quelle cose, anche perché non sono vere"

"Credo a quello che dici come credo che gli unicorni esistano"

"Cosa?!" risponde Marinette riprendendosi da un attimo di distrazione.

"Niente, tesoro! A domani sera, allora!" la saluto decidendo che è ora di andare.

"Se torni qui domani sera ti denuncio"

"Se lo fai ti bacio"

"Se lo fai ti uccido"

"Questo gioco mi stanca. A domani!"

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