Capitolo 14

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"Jane,dai su alzati. Non devi stare così!"mi dice Ari, avvicinandosi al mio letto.
"Ari non voglio andare a lezione, dormirei tutto il tempo in classe"
"Basta Jane. Non riesco a vederti in questo stato, quindi adesso alza il bel culetto che ti ritrovi e muoviti"urla Eli, prendendomi a cuscinate in faccia.
"Tranquille, sto bene. Ora andate, altrimenti farete tardi a lezione"dico sorridendo falsamente e loro, dopo avermi salutata, vanno via. E non posso fare altro che ridere per gli insulti che Eli mi scaglia addosso. Non cambierà mai...

Un'ora dopo

Mi sono appena svegliata, ed ho una fame incredibile, quindi decido di prepararmi qualcosa da mangiare.
Dopo aver divorato del latte con alcuni biscotti, mi avvio verso il mio armadio e tiro fuori un paio di pantaloncini a vita alta neri ed una maglietta corta fino all'ombelico bianca,poi decido di mettere un paio di vans nere e sono pronta.

Mi getto,letteralmente, sul letto ed inevitabilmente mi metto a riflettere su ciò che è successo da quando sono arrivata qui.
Ho conosciuto delle persone fantastiche, che hanno tirato fuori il meglio di me, e di questo sono davvero felice.
E poi ho conosciuto Matt. Mi sono affezionata a lui ed ero anche felice della nostra storia, nonostante non provassi dei sentimenti così forti. Certo, ci tengo molto a lui ma non a tal punto da amarlo.
Sommersa dai pensieri,non mi accorgo neanche di essere scoppiata in lacrime, un'altra volta.
I miei singhiozzi risuonano in tutta la stanza, aumentando sempre di più di intensità.
Piango, piango perché capisco che i bei momenti con Matt sono terminati, ed odio questa cosa perchè la paura di poter perdere qualcun'altro mi innervosisce e mi spaventa. Piango e singhiozzo incessantemente e credo anche di aver urlato qualche frase priva di senso compiuto.
Sento la porta aprirsi, ma non ci faccio caso e continuo.

"Eli io dov -"la voce si interrompe e sento dei passi avvicinarsi a me, non mi importa chi sia,ho bisogno di un abbraccio,e così mi getto fra le braccia di questa persona sconosciuta.
Metto la testa nell'incavo del suo collo e, un profumo a me familiare, mi fa capire che la persona che in questo momento mi sta stringendo a sè per paura che crolli è proprio Cameron.

Buffo il destino vero? Proprio quando hai bisogno di qualcuno che ti aiuti a stare meglio spunta la persona che meno sopporti sulla faccia della terra. Capisco dopo, però, che non importa il fastidio che provo nei suoi confronti perchè, in questo esatto momento, nelle sue braccia sto bene e sento come se i problemi si stessero allontanando lentamente dalla mia anima, solo per qualche minuto.

"Jane, cosa è successo?"chiede, con un tono di voce nuovo a mio parere.
"M-Matt...c-ci siamo...lasciat-ti"dico singhiozzando mentre lo sento irrigidirsi.
"Quel coglione...giuro che-"lo interrompo subito.
"Cameron,ho deciso io di lasciarlo, lui non vuole più stare con me"dico staccandomi, purtroppo, da lui e guardandolo con gli occhi gonfi a causa delle lacrime.
"Come mai?"chiede confuso.
"Ama un'altra..."
"Mi dispiace"dice,abbassando lo sguardo sulle sue scarpe, alle quali entrambi prestiamo molta attenzione, colti dall'imbarazzo.

"Volevi qualcosa?"chiedo, per mettere fine al silenzio straziante che si è creato.
"Cercavo Eli"dice lui.
"È a lezione"
"Okay. Beh,allora io vado"dice, io annuisco e,dopo avermi guardata un'ultima volta va via.

Ma cosa stiamo facendo? Prima mi minaccia, poi  mi dice di stargli lontana e dopo due mesi che non mi parla mi sfogo con lui, buttandomi fra le sue braccia.

Cosa ti prende Jane?

Ho un forte mal di testa, ma decido di fare un giro per la scuola, per non stare tutto il tempo chiusa in camera a deprimermi.

Mi dirigo verso il cortile, dove trovo Nash e Taylor intenti a chiacchierare,e mi avvicino a loro.

"Sorellina!"mi saluta Nash, abbracciandomi.
"Ciao"rispondo con voce un po' bassa.
"Ehi,è successo qualcosa?"chiede Taylor ,preoccupato.
"Beh,io e Matt ci siamo lasciati"dico in un sussurro ma,vedendo le loro espressioni, continuo subito "Ma sto bene" faccio un sorriso forzato e loro mi abbracciano.
"Cosa possiamo fare per farti pensare ad altro?"chiede Nash,sorridendomi.
"Andiamo al cinema"propongo io.
"Ci sto. A guardare?"chiede Tay.
"HORROR!"urlo,facendoli ridere.
"Vediamo se gli altri hanno il coraggio di saltare le lezioni "dice Nash, prendendo il telefono per avvisare tutti.

Passano circa cinque minuti mentre aspettiamo la risposta da parte dei nostri amici che, alla fine, accettano la proposta.

"Jane potresti prendere la giacca in camera mia? Per favore..."dice Nash, facendo la faccia da cucciolo abbandonato ,che odio con tutto il cuore.
"Okay" dico sbuffando, e mi dirigo verso la stanza di mio fratello.

Entrata nel dormitorio maschile mi avvicino alla stanza di mio fratello e, una volta arrivata davanti alla porta, sento delle voci conosciute.

"NON CAPISCI QUANTO ORA LEI CI STIA MALE"urla Cameron, abbastanza nervoso.
"Cameron,abbiamo già parlato. Sono un coglione lo so. Non voglio che lei soffra..."dice invece Matt. Mi dispiace un sacco che si senta così in colpa, vorrei che potesse andare avanti e lasciar perdere tutto.
"Si che sei un coglione, un enorme coglione"
"Basta Cam! Sto già male di mio,non ti ci mettere anche tu!"

Stanca di quella conversazione - e preoccupata della possibile morte di Matt- busso alla porta, interrompendoli.

"Avanti "dicono i due,ed io entro.
"Io dovrei prendere la giacca di Nash"dico nervosa. Matt non dice una parola, prende il suo cellulare e va via.
"Si, tieni"dice Cameron apatico, lanciandomi una giacca, che io afferro prima che mi arrivi in faccia.

Esco seguita da Cameron, che mi guarda in modo strano, come se gli facessi pena, ma non è assolutamente quello che voglio.
Già per troppo tempo le persone hanno provato compassione per me, adesso sono stanca. Non voglio essere guardata con sguardi dispiaciuti. Non voglio ricevere parole di conforto poco sentite. Non voglio che le persone guardandomi pensino "Povera ragazza".

Voglio che nel vedermi le persone dicano "Diavolo, nonostante tutto ce l'ha fatta".

Brittle Souls [IN REVISIONE]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora