32 || Cuore puro

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La stanza era immersa nel buio. Guardandosi intorno, Perla non vedeva nient'altro che un divano di velluto e un vecchio tavolino in legno posto davanti ad esso. Le pareti rosse erano piene di quadri e fotografie e il parquet scuro era coperto da un enorme tappeto che occupava quasi l'intera stanza.

Quel posto le era familiare.

L'aroma del caffè appena fatto le solleticò le narici e la fece sorridere; quell'odore le ricordava casa, suo padre e tutto quello che aveva lasciato a Stamford quasi un mese prima. Chiuse gli occhi e fece un respiro profondo, ricordando tutti i momenti passati insieme a John a parlare del più e del meno davanti a una tazza di buonissimo caffè.

Dopo qualche minuto riaprì gli occhi e vide che non era più sola: davanti a lei c'era una donna anziana con capelli bianchi e due occhi chiari che riconobbe all'istante.

«Guadalupe» mormorò, mentre un largo sorriso le schiuse le labbra.

La donna non si mosse, né disse qualcosa; rimase ferma immobile, le braccia tese lungo i fianchi e un'espressione turbata dipinta in viso. Perla la guardò confusa e, dopo qualche attimo di silenzio, si avvicinò a lei.

«Guadalupe, sono Perla» disse. «Si ricorda di me?»

Non ricevendo risposta, Perla allungò una mano e la posò dolcemente sulla spalla della donna. «Guadal...»

La mano di Guadalupe si mosse di scatto e si strinse intorno al braccio della giovane, spaventandola. La guardò con occhi vacui, le labbra tese in una linea sottile.

«No es oro todo lo que reluce» disse.

Perla scosse la testa e cercò di liberarsi dalla presa della donna. «Non capisco. Cosa sta cercando di dirmi?»

«Pronto el traidor completarà su misión, y el mal se aprovecharà de su ocasión. Recuerda mis palabras: no es oro todo lo que reluce. Abres los ojos, porque a él todo reconduce.»

Guadalupe le lasciò bruscamente il braccio, poi si voltò e si allontanò. La ragazza rimase in silenzio, mentre il cuore le batteva forte nel petto.

«Aspetti!» esclamò, facendo un passo in avanti.

La donna si fermò e la guardò. «Recuerda mis palabras, Elemento del Agua: no confiar en la persona que se hace pasar por amiga tuya.»

Poi si voltò e sparì nel nulla. Perla fece un respiro profondo e si portò una mano sugli occhi, chiedendosi che cosa volesse dirle Guadalupe con quella frase. Non fece in tempo a farsi alcuna domanda, poiché qualcuno le picchiettò un dito sulla spalla. Si girò e si guardò intorno con il cuore in gola, ma non vide nessuno. Poi qualcuno sussurrò il suo nome.

«Perla.»

La ragazza sussultò e trattenne il fiato. Strinse gli occhi e all'improvviso scorse in lontananza una figura incappucciata, vestita con una lunga tunica grigia.

«Chi... chi sei?» mormorò con voce tremante, arretrando fino a quando un muro non bloccò i suoi passi.

«Ho dovuto farlo... ho dovuto farlo...»

«Fare cosa?»

Quella domanda non ottenne risposta, e Perla iniziò a spaventarsi quando vide la persona incappucciata mormorare parole sconnesse col capo chino. Dopo quella che sembrò essere un'eternità, quest'ultima alzò di scatto la testa e i suoi occhi in quelli della ragazza; poi un grido acuto e assordante fuoriuscì dalla sua bocca.

Perla si svegliò di soprassalto e si sedette sul letto, guardandosi intorno con il terrore negli occhi. Solo quando si rese conto di trovarsi al sicuro nella sua stanza a Wellington, senza nessuna figura incappucciata pronta a farle del male, riuscì a calmarsi. Fece un respiro profondo e si sdraiò nuovamente sul letto, passandosi una mano sul viso.

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