Two.

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{Lauren}

Tiro il braccio fuori dalle coperte, prendo la sveglia e la sbatto a terra facendo cessare il suo rumoroso suono. Apro gli occhi mettendo a fuoco la vista e guardandomi intorno, la stanza buia, in cui non entra neanche un raggio di sole, per il semplice motivo che chiudo tutte le porte e le finestre. Odio la luce, amo il buio. Senza voglia mi alzo e vado in bagno per fare una doccia. Dopo essermi vestita completamente di nero, indosso il mio giubotto di pelle nero, metto su una spalla il mio zaino, nuovamente nero ed esco dalla stanza. Scendo le scale della mia enorme villa che letteralmente odio e raggiungo la cucina dove mi siedo e inizio a fare colazione, mia madre è intenta a sistemare dei fogli da lavoro, non la degno di uno sguardo.

«Buon giorno». Mia sorella Jade entra nella stanza e mi da un bacio sulla guancia, subito dopo si siede e inizia a fare colazione.

«Oggi non saró a casa, rimarrete con Jason». Afferma mia madre. Mia sorella annuisce, io mi alzo di scatto e sbatto le cose dentro il lavandino.

«Io non torno, non staró con quella merda». Affermo acida e arrabbiata.

«Non dire così». Dice mia madre con un filo di voce.

«Sta zitta Clara». Sputo ancora acida e dura guardandola negli occhi, lei abbassa la testa. Non la ritengo mia madre da quando ha sposato quel mostro che chiama marito e padre dei suoi figli.

«Laur, andiamo». Mia sorella si alza e mi fa uscire dalla cucina. Prendo il casco della mia nuova moto, comprata ieri, subito dopo esco di casa con mia sorella.

«Immagino che non ti serva nessun passaggio». Esclama mia sorella aprendo il garage.

«Esatto sorellona». Rispondo, Jade frequenta l'universitá e ogni mattina mi da un passaggio a scuola, ma adesso che ho la moto non servirá piú. Salgo sulla mia moto nera e mi diriggo a scuola.

Fermo la moto e dopo aver tolto il casco nero scendo, tutti mi guardano ma poco mi importa, entro a scuola tenendo il casco in mano, raggiungo la mia migliore amia Dinah Janen, che saluto con un abbraccio.

«Programmi per oggi?». Chiede Dinah mentre apro il mio armadietto.

«Non so, non vengo alla festa». Affermo.

«Tu vieni e non voglio sentire un no». Afferma quest'ultima guardandomi mentre sbuffo sonoramente.

«Vado in classe, ci vediamo dopo». Afferma infine andando via, sistemo i libri nel mio armadietto per poi chiuderlo con violenza. Mi giro e inizio a camminare, vado verso il giardino, ma davanti a me c'è un gruppo di ragazze, tra cui Camila Cabello.

«Spostatevi idiote». Dico con tono freddo e acido, loro mi guardano.

«Quanta aciditá Jauregui». Si rivolge a me una ragazza dai capelli lunghi e castastani-biondo credo di si chiami Ally.

«Qualche problema?». Chiedo dura avvicinandomi minacciosamente.

«Si, la tua presenza mi irrita». Sbotta. Mi avvicino e sbatto un pugno contro gli armadietti.

«Invece a me irriti tu e il tuo gruppetto di stupide amichette». Sussurro con tono acido, lei mi guarda e vedo un velo di paura sul suo volto, sposto gli occhi sulla Cabello che mi guarda come se mi stesse studiando, vado via lasciandole li. Esco nel giardino, mi appoggio al muro portando una sigaretta alla bocca iniziando a fumare.

La campana suona ma io continuo a fumare, piano piano le persone entrano e vanno nelle loro classe, butto la sigaretta e la schiaccio, entro dentro e cammino per i corridoi senza avere nessuna fretta di arrivare in classe. Passo davanti ad una stanza dove ci sono degli strumenti, compreso un bellissimo pianoforte a coda nero, rimango a guardarlo per alcuni secondi, dopo vado via. Arrivo davanti alla mia classe ed entro, per poi chiudere la porta. Tutti mi guardano compreso il professore di letteratura inglese.

Ice Heart ||Camren||Leggi questa storia gratuitamente!