Scelse con cura l'abbigliamento, una camicia classica bianca, una cravatta regimental e una paio di calzoni scuri eleganti. Anche se ultimamente il suo stile era sempre stato molto casual, quando incontrava Valery, ci teneva molto a dare l'immagine di sé che lei aveva sempre conosciuto. Una sera gli aveva confidato che il suo atteggiamento di persona seria e posata le aveva dato un impressione di essere una persona di cui potersi fidare. Non voleva tradire l'idea che le persone avevano di lui, anche se non sempre erano l'immagine del suo carattere e della sua personalità.

Arrivò con dieci minuti di anticipo nel localino elegante dove avevano appuntamento, parcheggiò l'auto e l'attese fuori. Era ancora molto caldo per l'autunno avanzato ma forse quello che lo faceva sudare era l'attesa di vederla. Erano passati quasi dieci anni dalla prima volta che l'aveva conosciuta, più che conosciuta l'aveva notata in mezzo a tante persone - era bravo a riconoscere le persone veramente speciali in mezzo a tante altre, e dopo tanto tempo non aveva ancora capito cosa provava per lei. Certo è che gli era stato molto vicino al momento della separazione dalla moglie, quando il mondo gli era crollato addosso.

Si girò di scatto verso una bicicletta che lo stava quasi investendo perché il ciclista era impegnato con il suo smartphone, forse a catturare qualche Pokemon, quando la vide scendere dalla sua utilitaria. Era sempre bellissima, a dispetto della sua età. Un vestito rosso sgargiante le fasciava la sottile vita evidenziando le sue graziose forme. Il suo sorriso era smagliante come sempre e i suoi occhi vivaci comunicavano una gioia di vivere che aveva letto in poche persone.

I loro sguardi si incontrarono e si abbracciarono come due amici che non si vedevano da un millennio. Il loro abbraccio era interminabile e nella sua testa riaffiorarono tantissimi ricordi, tante confidenze, tanti piccoli segreti e inconfessabili desideri che si possono condividere solo tra amici fraterni. Si sedettero ad tavolo e ordinarono la colazione a base di dolci, le colazioni salate tipicamente americane non erano di loro gusto.

Avevano tante cose da raccontarsi tanto che la prima mezz'ora passo a raccontarsi di tutti gli ultimi avvenimenti. Entrambi erano separati con due figli per ciascuno ed entrambi erano rimasti soli. Condividevano anche una gestione difficile delle relazioni con le persone che frequentavano in modo saltuario. Quando gli occhi di Burt cadevano involontariamente nella sua scollatura, lei rispondeva con un sorriso malizioso. Per quanto Valery appariva serena, gli occhi si velarono di tristezza mentre gli raccontava il burrascoso e difficile rapporto con i figli. Entrambi avevano reagito in maniera violenta all'abbandono del padre causandole non pochi problemi. Burt si sentiva impotente rispetto a quando gli raccontava l'amica. Non sapeva nemmeno cosa consigliarle, in fondo non aveva mai vissuto queste problematiche. I suoi figli si erano sempre comportati in modo esemplare, aiutandolo nell'organizzazione della vita famigliare più di quanto aveva fatto lui per loro, coprendolo di stima e affetto.
Era in momenti come quelli che tutti i suoi guai si ridimensionavano e prendeva atto della fortuna che aveva avuto nell'avere dei figli che non gli avevano mai creato grossi problemi.

Quando stavano assieme, il tempo volava sempre e tra una parola e l'altra, si era fatto tardi e il tempo si stava rannuvolando. Tra le tante cose che si raccontarono, Valery le confidò che stava partendo per un lungo viaggio da sola alla scoperta dell'Europa del nord. Gli fece anche molti complimenti per la sua ritrovata forma fisica e per le foto sorridenti che pubblicava su instragram con gli amici ciclisti. Burt si stupì che le la sua amica lo riteneva una persona fortunata per la bella e spensierata amicizia che era nata tra i suoi amici di corsa e di ciclismo. Non si era mai soffermato a pensare a questo, in fondo pensava che fosse una cosa normale la frequentazione e pure la complicità che era nata tra questo gruppo di amici. Ripensandoci, non c'era proprio nulla di normale, gran parte dei cittadini di New York non conoscevano nemmeno il nome del proprio vicino e la loro vita sociale era in gran parte occupata a parlare di lavoro o socializzare per lo stesso scopo. Era senz'altro fortunato nell'avere cosi' tanti amici che lo stimavano ed erano sempre presente nel momento del bisogno.

Burt dovette salutare Valery perché lei doveva rientrare, durante il lungo abbraccio lei lo guardò negli occhi con un aria mista di commozione e severità e gli disse: "Burty, ti prego, promettimi che comunque andranno le cose, qualsiasi strada prenderemo nella nostra vita, noi rimarremo sempre ottimi amici". Gli sembrò strana questa frase, con un carattere forte ma fatalista, lei era sempre dell'idea che nulla era per sempre e che i rapporti umani crescevano, mutavano e spesso si spegnevano cosi come erano comparsi. La rassicurò con un bacio fraterno sulle sue guance leggermente incipriate, si accorse che la sua pelle era ancora morbida e tonica come una tennager. Anche lei aveva i suoi anni e la vita era stata molto avara ma questo pareva non aver toccato il suo fisico e la parvenza di ragazza gioiosa della vita.

Pagò il conto, salutò con un cenno il cameriere entusiasto della generosa mancia che gli aveva lasciato e si avvio, con qualche pensiero in più nella sua mente, verso l'auto parcheggiata poco lontano. Controllò il telefonino più per abitudine che per cercare nuove notifiche e accese la macchina. Non riusciva a scacciare qualche strano pensiero che l'aveva rattristato.

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