31 || Il meglio deve ancora venire

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Il sole stava sorgendo nel cielo limpido di Wellington. I deboli raggi solari filtravano dalla grande finestra e illuminavano l'intera stanza di un caldo arancione. Lentamente Perla aprì gli occhi, e la prima cosa che vide fu la parete bianca che aveva di fronte, alla quale era stato appeso un enorme quadro raffigurante la bella e lontana Venezia. Sospirò e cercò di stiracchiarsi, ma qualcosa di pesante e straordinariamente piacevole le impediva di muoversi. Abbassò lo sguardo e notò che la sua mano era intrecciata ad un'altra, più grande e dalla carnagione leggermente più scura. Subito la sua mente corse a quanto era successo la sera precedente e non poté fare a meno di arrossire: Tyler le aveva confessato di provare qualcosa per lei. Il cuore prese a batterle all'impazzata al ricordo di quelle dolci parole, al modo in cui l'aveva baciata e stretta a sé. Si erano guardati a lungo e si erano dati tanti baci, prima di addormentarsi l'uno tra le braccia dell'altra.

Ancora faticava a credere che quella situazione fosse reale; che quei baci, quelle carezze e quegli sguardi fossero reali. Conosceva Tyler da mesi ormai, e in tutto quel tempo non si era mai resa conto che lui provasse qualcosa per lei. Quando l'aveva baciata la prima volta, per un attimo aveva creduto che i suoi sentimenti non girassero a vuoto, ma tutte quelle speranze e quelle aspettative che avevano preso forma nella sua mente erano state distrutte in un battibaleno, quando le disse che, per lui, quel bacio era stato solo uno stupido sbaglio. Dopo quella dichiarazione, Perla aveva cercato di far finta di niente, convincendosi che quella sua cotta sarebbe passata presto. Mai avrebbe pensato che, un giorno, si sarebbe svegliata tra le braccia di quel ragazzo fantastico con la consapevolezza di amarlo. E mai avrebbe pensato che Tyler, con il cuore in mano, le avrebbe confessato di provare qualcosa per lei... sin dal primo istante. Ogni volta che ripensava a quelle parole, al modo in cui l'aveva guardata quando le aveva pronunciate, il cuore iniziava a batterle forte e si ritrovava a sorridere come un'idiota. Ma era talmente felice e innamorata che le era impossibile non farlo.

Perla fece un respiro profondo e, cercando di fare il più piano possibile per non svegliarlo, si girò a pancia in su e posò gli occhi sul viso rilassato di Tyler. Qualche ciocca bionda gli ricadeva sulla fronte e le lunghe ciglia gli sfioravano gli zigomi alti e pieni. Quando spostò lo sguardo sulle labbra dischiuse, non poté fare a meno di ricordare come, la notte precedente, quella bocca si fosse impossessata famelica della sua, lasciandola letteralmente senza fiato, e arrossì.

Con ancora le guance in fiamme, alzò una mano e gli scostò i capelli dalla fronte, poi gli sfiorò una guancia, passando il pollice sul piccolo neo che aveva sullo zigomo. Quindi gli accarezzò il mento, ruvido per la barba di due giorni, e infine posò la mano sul petto. Vide quella piccola voglia molto simile a una fiamma che aveva all'altezza della clavicola e sorrise, ricordando il giorno in cui l'aveva notata per la prima volta. Com'erano cambiate le cose da allora!

Il suo sguardo catturò il tatuaggio a forma di Sole che tanto l'aveva incuriosita quando l'aveva intravisto in mensa il giorno in cui Tyler era arrivato alla Stamford High. Senza riuscire a trattenersi, con le dita sfiorò uno ad uno i lunghi raggi solari che si estendevano per diversi centimetri lungo il braccio del ragazzo, poi accarezzò dolcemente la piccola A tatuata nel centro di quel Sole stupendo. Era ormai certa che quella lettera facesse riferimento a sua sorella, e sapere il profondo affetto che il legava e il modo tremendo in cui l'aveva persa le fece stringere il cuore.

«Buongiorno.»

Quella parola, seppur sussurrata, la fece trasalire. Perla alzò lo sguardo e incrociò gli occhi di Tyler. In totale imbarazzo per essere stata scoperta ad accarezzarlo, la giovane arrossì violentemente e d'istinto allontanò la mano dal suo braccio.

«Scusa, non volevo svegliarti.»

«Non scusarti» mormorò con voce impastata, affondando il naso nell'incavo del suo collo e inspirando profondamente. Mille brividi le attraversarono la schiena e una piacevole sensazione di calore le invase tutto il corpo. «È stato il miglior risveglio degli ultimi due anni, credimi.»

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