14. Bugie (Presente)

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Daniel's pov
Faceva freddo.
Era solo a questo che riuscivo a pensare mentre guardavo il corpo senza vita di mio padre disteso su una bara.
Faceva freddo.
Mamma mi strinse per una spalla mentre piangeva per la morte del suo unico amore.
"Non piangere, non piangere mamma" volevo dirle ma non trovavo la forza per farlo, le mie energie erano finite, avevo urlato così tanto che non avevo più fiato in bocca né per piangere né per consolare mamma.
Ero stato io a scoprire il corpo di papà dentro il suo ufficio, avevo urlato, chiesto aiuto, supplicato perché qualcuno facesse qualcosa ma nessuno mi aveva sentito, ero solo.
<<Devi darmi una risposta..>> disse lo zio guardando mamma con sguardo duro.
<<Vattene!>> ruggì lei guardandolo con odio.
<<Sai che non puoi fare altrimenti...>> cercò di convincerla lui mentre allungava una mano verso il viso di lei per asciugarle una lacrima sfuggita dalle lunghe ciglia. Mamma rimase immobile chiudendo gli occhi, non poteva ribellarsi al tocco di lui, non ne aveva le forze e forse nemmeno riusciva a trovare un motivo per farlo.
Rimase immobile sentendo il tocco di lui sulla sua pelle, rimase immobile anche quando la mano di lui scivolò più in basso verso il seno di lei mentre il corpo di mio padre giaceva a pochi metri di distanza.

***

Mi svegliai di tratto mentre il respiro accelerato e il battito del mio cuore mi rimbombavano nelle orecchie.
Mi guardai intorno disorientato per poi vedere Marco dormire seneramente accanto a me, il volto infantile era rilassato e innocente. A quanto pare mi ero addormentato leggendo la storia al piccolo, fortunatamente il mio risveglio non lo aveva disturbato. Mi alzai cercando di far meno rumore possibile e sgattaiolai fuori della stanza scendendo giù verso la cucina per prepararmi un caffè bollente.
<<Sei mattiniero questa mattina...>> sorrise Jane che nel frattempo stava facendo colazione, mi avvicinai a lei e mi chinai per permetterle di baciarmi una guancia.
<<Mi sono addormentato sul lettino di Marco>> spiegai abbracciandola mentre il suo profumo mi rilassava, Jane era più di una madre per me, era la mia ancora, era l'ago della mia bussola, era lei che mi guidava facendo sì che le mie decisioni avessero almeno una parvenza di correttezza.
<<Tesoro oggi avremo un altro pranzo in famiglia a quanto pare Aurora e Andrea devono dirci qualcosa di importante...>> sorrise allontanandomi da se per potermi guardare negli occhi <<Vorrei tanto riuscire a eliminare la tristezza che hai negli occhi...>> disse con un sorriso triste.
Le diedi un buffetto nella spalla <<Non sta a te...>> sussurrai.
I suoi occhi verdi e immensi mi scrutarono nel profondo <<Esatto, non sta a me...>> disse come per intendere qualcosa di molto più profondo.

***
Passai la mattina a fare piccoli lavoretti di casa e quando arrivarono tutti scappai in casa per non dover incontrare subito Elena, dopo il mio atteggiamento della notte prima non sapevo come comportarmi con lei, salii verso la camera di Marco, il bambino dormiva ancora benché fosse mezzogiorno passato, così decisi di svegliarlo <<Su giovanotto! Devi alzarti che dobbiamo pranzare!>> mormorai scuotendo con delicatezza il corpo di Marco.
<<Ma io voglio dormire papà!>> si lamentò la peste rigirandosi, sospirai spazientito.
<<Lascia fare a me...>> disse una voce alle mie spalle, mi voltai guardando entrare Elena, era bellissima come sempre <<Tesoro... svegliati amore...>> sussurrò sedendosi sul letto per poi baciare con tenerezza le guance del bambino <<Vuoi giocare a nascondino con me?>> chiese accarezzandogli piano i capelli, il piccolino annuì andando incontro alla mano di lei <<Allora alzati così giochiamo...>> mormorò lei ridendo mentre lo accarezzava piano.
E avvenne la magia.
Marco si alzò incominciando a vestirsi ed Elena sorrise aiutandolo <<Missione compiuta...>> sussurrò ed io annuii ringraziandola.
<<Scendo a dare una mano in cucina>> dissi ed Elena annuì.
Scesi le scale ancora stupito per il talento di Elena con i bambini, era quasi come se fosse lei la madre, sapeva sempre cosa dire e come dirlo per far sì che Marco le ubbidisse ed era dolcissima con lui in ogni momento.
Stavo per entrare in cucina quando sentii la voce di Chiara <<A quanto pare Elena si è trovata un ragazzo...>> disse mentre girata di spalle tagliava qualcosa sul tagliere bianco.
Mi bloccai immediatamente a quelle parole e indietreggiai uscendo dalla stanza per poi posare le spalle contro il muro accanto alla porta e rimanere in ascolto, il cuore iniziò a battermi fortissimo sentendo le parole della mia quasi nuora.
<<Tu dici?>> chiede Aurora, non potevo vederla ma sentivo il rumore dei suoi passi mentre camminava per la stanza.
Chiara rise <<Ne sono sicura, non hai visto i segni che aveva sul collo?>> sospirò sognante <<Fidati quelli sono segni di passione!>> sghignazzò <<La piccola di casa si è trovata un bel giocattolino!>>

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