I° capitolo

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Steve Pov's

I suoi occhi erano ancora bloccati, gli passi una mano davanti per disiscantarlo.
"Ehi, sei ancora con me?"
"Cos-? Si, certo." Lo guardai, perplesso.
"Andiamo, ti porto a vedere i dormitoi." Disse, riprendendo a camminare per uscire dagli uffici.
"Allora... Perché quella reazione prima?" Gli chiesi curioso.
"Niente, semplicemente non vorrei influenzarti troppo dato che li avrai come compagni di stanza."
I dormitoi erano due grandi edifici, superammo quello delle ragazze e ci dirigemmo al dormitorio maschile.
Mi mostrò la stanza, non era ancora arrivato nessuno dei miei due compagni, quindi lasciai la valigia vicino all'entrata e mi affacciai alla finestra, la stanza era al primo piano, al piano terra c'era la sala comune.
La camera era ancora spoglia, tranne per il letto singolo, i due letti a castello, un paio di comodini, un armadio e una scrivania con una sedia, in ogni caso era abbastanza grande.
Da lì si potevano vedere, ai piedi della collina, il campo d'atletica e la foresta, che faceva da contorno all'Accademia.
"Andiamo, non ho intenzione di incontrare i tuoi futuri compagni di stanza." Disse Bucky.
"Sono proprio curioso di sapere cosa ti hanno fatto perché ti stiano così antipatici."
"Ti piaceranno sicuramente, vedrai." Mi rispose ironico. "Piacciono a tutti..." disse poi sottovoce, credo che sperasse che non avessi sentito, decisi di far finta così, avrei approfondito sicuramente in un altro momento.
Passammo per la sua stanza, dove mi presentò il ragazzo che si chiamava Visione, aveva i capelli scuri, marroni, corti spettinati, gli occhi gialli, si gialli, lenti a contatto ovviamente, era un po' più alto di me, Bucky mi disse che aveva un anno in più. Mi avvisò che Sam doveva ancora arrivare, e probabilmente me lo avrebbe presentato più tardi.
Uscimmo dal dormitorio e iniziò a mostrarmi il campus, le piscine, la palestra, i campi da tennis e pallavolo, la mensa, la spiaggia e il mare.
Il mare, era una cosa che mi era veramente mancata della florida, il colore azzuro limpido che quasi si confondeva con il cielo quando la giornata era senza nuvole, le onde che s'infrangevano sulla costa, provocando quel rumore che ti cullava dolcemente portandoti nel mondo dei sogni. Amavo quelle onde, da piccolo avevo sempre desiderato saper surfare, ma abitando più verso l'entroterra non ne avevo mai avuto la possibilità.
"Allora, hai imparato a surfare?" Gli chiesi appoggiandomi alla ringhiera che divideva i tavoli della mensa esterna dalla spiaggia, che si trovava più in basso.
"Diciamo di sì." Sembrava che stesse ricordando qualche avvenimento passato.
"Allora, le lezioni iniziano lunedì prossimo giusto? Quindi abbiamo esattamente 4 giorni per fare quello che vogliamo, devi insegnarmi assolutamente." Gli dissi.
"Hei Bucky!" Una ragazza dai capelli rossi ci interruppe, abbracciando Bucky, che ricambiò.
"Nat" la salutò lui.
"Allora, com'è andata l'estate? Sei andato... oh!" Disse tutto d'un fiato, bloccandosi quando mi vide. Guardò Bucky, poi me, poi di nuovo Bucky, infine si mise a squadrarmi dalla testa ai piedi, senza farsi troppi problemi, Bucky notò il mio disagio, quindi spezzò il silenzio.
"Natasha, lui è Steve, il mio migliore amico. Steve, lei è Natasha."
Ci stringemmo la mano, capii solamente che aveva un anno in più di noi.
"Allora, mh Bucky, posso parlarti un attimo?" Gli chiese.
Lui mi guardò come per chiedermi il permesso, io annuii.
"Okay" si allontanarono quel poco che bastava per parlare in privato.
Lo vidi che parlava serio con la ragazza di cui mi ero già dimenticato il nome, lo vidi annuire un paio di volte.
Da quando io e lui ci nascondavamo le cose? C'eravamo sempre detti tutto, poi quello stupido trasferimento per colpa del lavoro di mio padre ci aveva diviso.
Ora avrei dovuto ricominciare con lui da capo? Per me la nostra relazione era rimasta uguale a quella delle medie, ma per lui... era cambiato qualcosa? Non si fidava più di me? L'avevo deluso in qualche modo? Lo avevo ferito? Prima mi aveva presentato come il suo migliore amico, questo voleva dire che eravamo sempre gli stessi di due anni fa, no?
"Steve" la sua voce bloccò i miei pensieri, e alzai lo guardo dalle mie scarpe per guardarlo, sembrava insicuro sul cosa dirmi.
"Mi dispiace abbondarti proprio ora, ma ehm, è successa una cosa, quindi, devo andare, ci vediamo dopo, okay?"
Cosa? Ci reincontravamo dopo due anni, e lui mi abbandonava così?
"Oh certo..." non avevo la forza di mettermi a discutere.
"Ti lascio in buone mani, e scusami ancora." Mi guardò con uno sguardo alla dopo mi faccio perdonare lo giuro,   e si voltò.
Lo vidi correre verso i dormitoi, mentre la ragazza rossa si avvicinò a me.
"Allora, Steve, giusto?" Mi chiese.
Annuii distrattamente.
"Natasha. Ti ricordi di me? Bucky ci ha presentati circa 4 minuti fa."
"Certo, scusa."
"Vieni, ti faccio vedere il cinema" disse, e prendendomi per mano, mi trascinò lungo il viale che, dalla terrazza con i tavoli, arrivava a quello che doveva essere il cinema.
"Ecco qui" disse, mollando la mia mano e indicando la struttura, poi iniziamo a camminare lungo i viali dell'Accademia.
"Novellino eh? Tranquillo, non sei l'unico, ha iniziato a frequentate l'Accademia adesso anche il gemello di Wanda, sembra che all'Accademia militare non si trovasse molto bene. Che poi ci sono anche tutti i ragazzini della prima, ma loro non contano no?" Disse cercando di trovare un discorso al quale appigliarsi, ma io annui solamente.
"Allora, con chi sei in camera?" Mi chiese ad un certo punto.
"Un certo Stark, l'altro non me lo ricordo."
"Oh, è sicuro Clint, giusto?" Quando pronunciò il suo nome, le si illuminarono gli occhi.
"Probabile" risposi, senza impegnarmi troppo a pensare, adesso eravamo nella strada per i dormitoi.
"Ti piaceranno sicuro, vedrai. Vieni, vediamo se riusciamo a trovarli."
Passammo per mezzo campus, ma di questi due nemmeno l'ombra.
"Andiamo a pranzare, li ci saranno sicuro, Tony Stark non sa cosa significhi saltare un pranzo."

[...]

Okay, ero convinto che le mense delle scuole facessero schifo a prescindere, mentre questa sembrava diversa, ovviamente non volevo trarre conclusioni affrettate, ma il cibo sembrava abbastanza mangiabile.
I tavoli all'esterno erano stracolmi di persone, eravamo riusciti a ricavare due posti grazie alle conoscenze di Natasha.
"Allora é..." avevo iniziato a chiederle, ma lei mi bloccò.
"Eccoli, sono là. Clint è quello seduto, Tony sta arrivando ora, eccolo, sono seduti accanto."
Mi misi a guardarli senza alcun ritegno, probabilmente avrei dovuto provare a non fissarli così tanto ma era più forte di me.
Clint sembrava un tipo apposto, mentre era quello Stark che mi preoccupava, sembrava il classico ragazzo che rischia di essere sospeso ogni 5 secondi, uno di quelli che fa casino in classe, risponde ai prof, fa le battute...
Il tipo che piace a tutti insomma.
"Allora? Come ti sembrano?"
"Una domanda un po' affrettata non credi?"
"Si in effetti." Ridacchiò da sola.

[...]

"Guarda si stanno alzando, aspetta un attimo che si spostino da tutto questo caos." Aspettò finché non erano abbastanza distanti da tutto il trambusto della mensa, anche se in effetti lo creava Tony Stark il casino.
"Ecco ora" si alzò di scatto, e io la seguii, ringraziò il tipo che ci aveva fatto sedere, Bruce credo, e ci mettemmo a seguirli cercando di raggiungerli.
Mentre passavamo notai in un tavolo un biondino che mi sapeva tanto da tutti muscoli e niente cervello, ma passai oltre.
"Clint!" Chiamò Natasha, lui si girò.
"Ehi Nat." Si abbracciarono, e dopo qualche secondo arrivai anch'io.
"Allora com'è andata l'estate?" Le chiese.
"Bene, oh faceva un caldo in Messico, la spiaggia però, era wow, l'Hotel anche non era da meno, e la vista sul mare era favolosa..."
"Piano piano piano." La bloccò Tony.
"Non ci presenti il tuo amico?" Disse, guardandomi.
"Oh giusto, Clint, Tony, lui è Steve, il vostro compagno di stanza."
Gli strinsi la mano, quando la strinsi a Tony un brivido mi percorse la schiena, non mi piaceva quella sensazione.

*Note autrice*
Mi scuso per gli eventuali errori di battitura.
Allora, abbiamo un Bucky misterioso e una Nat iperattiva, un Tony molto figo e uno Steve che inizia a farsi i suoi problemi mentali già da subito.
Confesso che sto adorando scrivere questa ff nonostante sia solo agli inizi.
Addio :3
//Anna

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