"...E quindi adesso vuole andare a prendere lezioni di surf con me! Con me! Ti rendi conto? A fine agosto, poi" esclamò Seth, dall'altra parte del telefono.

Spalancai le tende e chiusi gli occhi a causa della troppa luce.
"Credo abbia sbagliato stagione. Anche se c'è davvero bel tempo ultimamente. Di solito piove sempre in questo periodo, proprio per ricordarci che settembre è alle porte e dobbiamo tornare sui libri."

"Maegan invece dovrà continuare a stare sui pannolini, a quanto pare" ironizzò. "Comunque non so se è una buona cosa che tu e Jake abbiate fatto amicizia così presto. E che frequentate lo stesso college, tra l'altro. Immagino già le chiacchierate che vi farete su di me."

"Pensi davvero di essere la nostra priorità in fatto di conversazioni?"

"Sono il suo ragazzo e il tuo migliore amico, quindi perché no?"

Risi e mi chinai per aprire la valigia.
"Mia madre si è messa a piangere questa mattina, quasi stavo per decidere di trasferirmi la settimana prossima."

"È sempre meglio prendere una stanza prima dell'inizio delle lezioni" replicò, "ti ambienti meglio. Hai già fatto un giro del campus? Che te ne pare?"

"Mh, non del tutto" risposi. "Sto aspettando Phoebe da un'ora, non risponde neanche al telefono! Chissà dov'è finita."

"Sapendo quanto è brava in geografia, immagino sia appena arrivata a San Francisco" scherzò.

"Non che tu sia migliore! Devo ricordarti quell'escursione a metà luglio? Un'ora per trovare le cascate e poi ti sei reso conto di avere la cartina al contrario. Spero che almeno Jake abbia ottimi voti in geografia."

"Beh, sembra aver viaggiato parecchio, quindi penso che tra noi due la bussola sarà lui" disse. "Come faccio a dirgli che non voglio prendere lezioni di surf? Non so stare in equilibrio su un muretto, figurati su una tavola da surf."

"Se vuoi prendo il tuo posto."

"No, non approvo la vostra amicizia. Hai sentito Maegan oggi? Lei e Colton stanno ancora cercando un appartamento decente."

"Non ancora, mi ha scritto poco fa ma poi mi hai chiamato e non ho avuto il tempo di risponderle. Sto sistemando i bagagli. Ora che ci penso... forse è un bene che Phoebe sia ancora in viaggio."

"E di Alex hai qualche notizia?"

"Tornerà domani sera" gli spiegai, proprio mentre avevo in mano una scatola piena di alcune cartoline che mi aveva spedito. Erano arrivate un po' in ritardo, ma non importava. Sistemai la scatola in un cassetto del comodino e mi guardai intorno, soddisfatta.

Mi aspettavo una camera più piccola, perciò non potevo lamentarmi. Le pareti erano marroni, la moquette bordeaux e la finestra abbastanza grande da illuminarla completamente. Avevamo due scrivanie e un grande armadio da dividere per due, il che non sarebbe stato affatto un problema. O forse sì, calcolando che probabilmente Phoebe avrebbe portato tutto il suo armadio.
I due letti non erano attaccati alle pareti grazie ai due comodini in legno che contavano tre piccoli cassetti. Il lampadario sembrava esser uscito da un film sull'Ottocento; in realtà mi inquietava anche un po'.

Lasciai la valigia aperta accanto il mio letto - quello più vicino alla finestra - e mi buttai sopra il materasso, spiegazzando il copriletto pesante e bordeaux che era stato piegato con molta cura.

"Aspetta, cosa hai detto?" chiesi a Seth.

"La data del battesimo di Evan, quando ha detto che dovremmo andarci?" ripeté.

"Non hai l'invito? Io l'ho messo in valigia da qualche parte e devo ancora finire di svuotarla. È a metà settembre, più o meno" ricordai. "Non credo che a suo padre piaccia molto Colton."

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