Capitolo 12

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Ieri, dopo il tentativo da parte di Cameron di uccidermi attaccata ad un muro-cosa che poi gli si è ritorta contro- sono andata a sistemare la tavola e,dopo qualche minuto, sono arrivati tutti gli altri con le pizze. Siamo stati tutta la sera a scherzare e fare i cretini e Cameron non la smetteva di guardarmi male, probabilmente per la ginocchiata che gli ho tirato.

Ora sono qui, nel mio amatissimo letto, che cerco di farmi coraggio e alzarmi, cosa apparentemente impossibile. Non ho per niente voglia di affrontare un'altra giornata scolastica, ho sonno e voglio morire qui nel mio letto. Okay,forse non proprio, però oggi voglio stare qui a non fare niente.

"Non fai mai niente in vita tua, per una volta, alza quel culo e vai a scuola!"

Decido di dare retta alla mia coscienza e quindi, dopo aver preso un bel respiro, mi alzo dal letto, a malincuore.

Girando per l'appartamento, noto che non c'è traccia delle ragazze. Mi avvicino al frigorifero e trovo un biglietto:

"Ciao tesoro, scusa se non ti abbiamo avvertita prima ma non volevamo svegliarti. Noi siamo al bar vicino la scuola, se vuoi unirti vieni. Ci sono anche i ragazzi. Ti vogliamo bene."

Allora inizio a prepararmi. Vado in bagno e mi faccio una bella doccia veloce,per poi mettere una maglietta dell' Adidas bianca, con degli shorts neri e degli anfibi dello stesso colore.
Mi trucco come al solito,pettino i capelli e prendo lo zaino, in cui metto cellulare e portafogli, oltre ai libri.

Esco dai dormitori e mi dirigo al bar vicino la scuola.

Entro nel locale e vedo tutti presenti, anche Cameron con la-beh conteniamoci- sua compagna di giochi.

"Wow ti sei superata"

Lo so, ma tu non eri andata via?

Lascio perdere la mia coscienza e mi avvicino al loro tavolo.

"Ehi piccola!"dice Matt, per poi baciarmi. Ormai sto iniziando ad abituarmi a tutto ciò, anche se non sono completamente sicura di essere davvero interessata a Matt.
"Ciao a tutti!"saluto sorridendo.
"Ehi bellissima!"dice Shawn con un occhiolino,che io ricambio.

Facciamo tranquillamente colazione tutti insieme, conversando normalmente,e mi accorgo di alcune occhiate languide di Cameron su di me. Cosa diamine vuole?

"Jane, possiamo parlare?"mi chiede quest'ultimo,come se mi avesse letto nella mente.
"Si certo!"dico, lui ghigna vittorioso ma io continuo "Questa sera alle 23:00, nei tuoi sogni!" dico soddisfatta, sorridendo falsamente.
"È molto probabile che io a quell'ora non stia dormendo...Non so se capisci"dice malizioso, guardando velocemente Jennifer.
"Beh allora cazzi tuoi"rispondo irritata, distogliendo lo sguardo da lui e la sua amica.

Lo sento sniffare sonoramente e dopo mi accorgo di una presa attorno al mio braccio che mi costringe ad alzarmi e seguirlo fuori dal locale.

"Cosa cavolo hai in quella testa bacata?!"urlo infastidita, accorgendomi solo dopo della sua espressione seria. Cosa è successo?

"Ascolta, non devi rivolgermi più la parola. Comportati come se non esistessi. Non guardarmi, non pensarmi, io farò lo stesso"dice tutto d'un fiato, con un tono distaccato e quasi preoccupato e,dopo avermi guardata per una frazione di secondi dritta negli occhi, si gira e rientra nel bar, lasciandomi sola e confusa.

Rimango talmente sorpresa dalle sue parole da non riuscire a muovermi, come se fossi pietrificata. Perchè sto reagendo in questo modo? Ma soprattutto, cosa l'ha portato a prendere questa decisione?

Dopo qualche minuto decido di rientrare, quindi mi siedo al tavolo come se nulla fosse successo, sotto lo sguardo preoccupato di Shawn e Nash. Che abbiano capito qualcosa?

CAMERON POV'S

La guardo di sotecchi, senza che se ne accorga, mentre la ragazza al mio fianco  accarezza la mia gamba con insistenza, probabilmente desiderosa di essere scopata all'istante nel bagno di questo bar. Io però non l'assecondo, troppo impegnato a cercare di capire cosa passi per la testa della corvina davanti a me.

Non volevo farlo, ma ho dovuto.
Ho sentito Jennifer parlare con una sua amica-una rossa che si è portata a letto tutta la scuola- e le diceva di volersi vendicare di Jane per quello che le aveva detto. Ho visto bene l'espressione maliziosa che aveva stampata in viso e la conosco abbastanza bene da sapere che non esiterebbe un solo istante a farle del male.
Penso che allontanandola da me,Jen potrebbe anche non farle nulla, almeno spero.

Non so bene perchè sento il bisogno di proteggerla,soprattutto dato che non sopporto i suoi modi arroganti e testardi. Forse lo faccio per Nash...
Lui è il mio migliore amico e so quanto ci tiene alla sorella, quindi ci starei male anche io nel vederlo soffrire.

Nash è una delle persone più importanti della mia vita. Ne è entrato a far parte in un lampo, come una furia, ed è stato un punto fisso per tanti anni, e lo è ancora.
Ricordo ancora quando ci siamo visti la prima volta in un campo da calcio, avevamo circa sette anni e abbiamo iniziato a giocare come se ci conoscessimo da molto tempo.

Lui mi è stato accanto durante il periodo più doloroso e oscuro della mia vita e già il fatto che non sia scappato dimostra quanto sia legato a me.

Mi riprendo dai miei pensieri e, dopo essere uscito dal bar, noto che proprio lui e Shawn mi hanno seguito.

"Ehi ragazzi,avete bisogno di qualcosa?" chiedo tranquillamente.
"Cosa hai fatto a mia sorella?" mi chiede Nash,non con rabbia, ormai mi conosce benissimo,e sa come sono fatto.
"Le ho detto che non deve più parlarmi"dico,con una scrollata di spalle.
"Sei proprio un coglione" dice nervoso Shawn, per poi allontanarsi da me e Nash.

E adesso cosa ho fatto?

"Sei nato..."

Molto incoraggiante...

"Concordo con Shawn"dice il mio amico, guardandomi leggermente deluso.
"Ma cosa ho fatto?"chiedo confuso. Cosa hanno tutti?
"Perchè?" chiede soltanto, cercando di leggermi dentro.
"Non c'è un motivo"spiego, omettendo il fatto che la mia "ragazza" potrebbe fare del male a sua sorella.
"Non hai pensato che potesse rimanerci male?"chiede, riferendosi a Jane.

Perchè dovrebbe? Mi odia,così come io odio lei.

"Non credo, odiamo la presenza l'uno dell'altra"dico io, cercando di capire cosa vuole davvero dirmi.
"Pensala come vuoi ma in ogni caso hai sbagliato" dice voltandosi "Ah, se fai stare male Jane non mi importa quanto possa volerti bene, ne vorrò sempre di più a lei, quindi stai attento a non farti ammazzare proprio dalle mie mani"mi avverte, per poi andarsene.

Non posso farla star male se non le parlo, quindi va benissimo. La mia è una soluzione generale, tutto qua. Sono davvero un genio...

"Ne dubito..."

Ma stai zitta una volta tanto.

Mentre cammino verso l'ingresso della scuola la vedo da lontano, mentre parla con le sue amiche.
I capelli scuri che ricadono lungo le spalle, il suo corpo stretto in dei semplici vestiti e i suoi occhi luminosi che risplendono alla luce del sole.
Mi chiedo una cosa però : a quanta oscurità hanno dovuto assistere quegli occhi per poter brillare in questo modo oggi?

Brittle Souls [IN REVISIONE]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora