Capitolo 1

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Uscita da quella stanza, e messa a posto la padella, scendo in soggiorno dove trovo Cameron seduto sul divano. Ancora imbarazzata per la situazione, mi volto e cero di andare da qualsiasi altra parte ma una stretta intorno al mio polso mi ferma.

"Penso tu mi debba delle scuse"mi dice,guardandomi fisso negli occhi.
"Io non credo"rispondo, guardando la sua mano stretta attorno al mio polso e sentendo dei brividi lungo la schiena.
"Sai che avresti potuto farmi molto più male?"
"L'intenzione era quella"dico, sorridendo falsamente "Ora lasciami andare"continuo poi,con tono duro.
"Sei nervosa?"chiede, avvicinandosi.
"No, mi da solo fastidio che tu mi stia toccando, quindi lasciami subito andare"
"E se non volessi?"chiede ghignando.
"Sai quella padella? Beh immagina cosa potrei farci"dico minacciosa, facendolo sorridere divertito.
"Come vuoi"dice, lasciandomi finalmente andare.

Lo guardo un'ultima volta e poi corro in camera mia, con le gambe che iniziano a tremare.

Chiudo la porta e mi siedo contro di essa, cercando di calmarmi.

La mano di Cameron attorno al mio polso mi ha fatto pensare alla sua maledetta presa...

Faccio dei respiri profondi e finalmente riesco a tranquillizzarmi mentre sento la voce di Nash chiamarmi.

"Nash, sono in camera"dico a voce alta, per farmi sentire.

Mi sposto dalla porta e lui entra nella stanza, sedendosi poi accanto a me.

"E così hai conosciuto Cam..."dice ridacchiando.
"Purtroppo direi"
"Dai, non è così male come sembra"
"Secondo me invece è anche peggio"
"Ti sta già così tanto antipatico?"chiede curioso.
"Mi sembra uno dei soliti ragazzi stronzi che pensano di avere potere su tutto e tutti, uno di quelli che vivono una vita serena e priva di problemi e che si lamentano anche"
"Beh, sulla vita serena e priva di problemi non ci sei per niente"sospira, guardando verso il basso.
"Perché?"chiedo.
"Non penso di poterti dire molto, solo che spesso le persone non sono realmente come vogliono far credere di essere"spiega, ed io lo guardo annuendo.

Forse sbaglio a giudicare senza conoscere, forse non è la persona che credo che sia.

Appoggio la testa sulla spalla del mio amato gemello e lui mi sorride, mentre accarezza il dorso della mia mano.

"Ogni santo giorno mi maledico per essere andato via Jane"
"Nash"sussurro, cercando di fargli capire che non deve farlo.
"Sono stato un codardo, sono scappato lasciandovi da sole pur sapendo che avreste vissuto l'inferno ogni giorno"
"Avevi solo 11 anni Nash! Non potevi fare altro"gli dico.
"Anche tu avevi solo 11 anni cazzo, e quella merda ti ha trattata così!"dice alzando leggermente il tono della voce
"Ma non avresti mai potuto pensare a cosa sarebbe successo. Sapevi che con me c'erano la mamma, Chloe e poi T-"dico ma vengo interrotta subito da lui.
"Non dire quel nome!"dice nervoso.

Ha lo sguardo perso, rivolto verso il basso, mentre con una mano tira leggermente dei ciuffi di capelli, come se volesse aggrapparsi a qualcosa.

La paura prende il controllo del mio corpo ed inizio a sudare freddo. Come potrei mai dirgli la verità senza farlo uscire fuori di testa? Se gli dicessi ciò che è successo si incolperebbe per tutto più di quanto già fa. Non posso fargli questo...

"Non hai alcuna colpa Nash, non hai mica scatenato tu quell'inferno!"
"Ti ho lasciata da sola, ti rendi conto? Ho infranto la promessa"dice, ancora con lo sguardo basso.

Già, la promessa...

Avevo nove anni ed era notte fonda. Dal piano di sotto arrivavano rumori tremendi e fastidiosi e quindi decisi di scendere a controllare cosa stesse succedendo.
Arrivata in soggiorno vidi mio padre lanciare oggetti contro mia madre e Nash ,che le stava accanto cercando di difenderla.

Brittle Souls [IN REVISIONE]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora