TANTI AUGURI PAOLAAAA❤

Sabato pomeriggio Phoebe mi chiamò per ben tre volte. La prima non risposi perché ero sotto la doccia, la seconda non feci in tempo a prendere il cellulare e alla terza finalmente riuscì ad avere una conversazione con me. Sapendo che quella sera avrei avuto un appuntamento, mi aveva chiesto di riferirle ogni singolo dettaglio di come mi sarei vestita.
Cosa avrei messo (gonna, vestito o pantalone), con cosa li avrei abbinati, che scarpe avrei messo, che borsa avrei portato, se avessi intenzione di indossare bracciali o collane particolari o degli orecchini "ingombranti", come li definiva lei.

"Indosserò il vestito blu" le risposi, "quello che abbiamo comprato insieme l'anno scorso a quel centro commerciale enorme. Con le maniche lunghe, hai presente? Fa freddo e non ho idea di dove mi porterà. È per questo motivo che odio le sorprese."

"Almeno non farà tardi" replicò e la immaginai sdraiata sul letto mentre faceva spallucce, interessata più alla mia vita amorosa che alla sua.
Mi girai verso la finestra. La luce in camera di Alex era accesa, ma di lui nessuna traccia.

Salutai Phoebe e finii di prepararmi. Indossai il vestito scelto e sistemai i capelli lavati da poco; non mi truccai esageratamente perché non mi piaceva neanche farlo e, dopo aver finito tutti i giri da fare, mi buttai sul letto. Mancava ancora mezz'ora ed io ero già pronta, come succedeva di solito. Mi tirai di nuovo su e andai a controllare se ci fosse qualcosa che non andava; provai anche alcuni vestiti che Phoebe mi aveva consigliato ma alla fine indossai di nuovo il vestito scelto inizialmente.

"Cosa vuoi per cena, tesoro?" Mia madre entrò in camera senza neanche bussare. Ormai non lo faceva più.

"Devo uscire" le risposi, mettendomi seduta.

"Esci con Mae?"

"Con Alex" le risposi, leggermente imbarazzata. Non parlavo mai di mia madre con ragazzi. Non avevo mai avuto una relazione, a parte una breve a Seattle, che non aveva significato poi così tanto.

Mia madre sorrise. "Ah, ne sono contenta. E dove andate?"

"È il momento dell'interrogatorio?"

"Oh, ti prego, no! È semplice curiosità." Venne a sedersi al mio fianco e mi accarezzò i capelli, come faceva quando ero piccola.
"Ed è una semplice uscita tra amici o..."

"È un appuntamento" dichiarai, sottovoce.

"Ne ero certa" continuò, nascondendo invano un sorriso. Sentimmo qualcuno bussare forte al piano di sotto e il mio cellulare si illuminò all'improvviso: Alex stava aspettando da tanto, pensai avesse immaginato che avevo ceduto a Mae ed ero andata a vedere da lei una maratona di Harry Potter. 

Scesi velocemente le scale, con la borsa che sbatteva contro il fianco, e andai ad aprire prima che andasse mia madre.

"Finalmente!" Alex era appoggiato contro il muro con un sorriso stampato in viso. Si staccò per venirmi incontro e mi lasciò un bacio sulla guancia. "Sei bellissima" mi disse e io ringraziai il fatto che la luce sul portico fosse bruciata, perciò eravamo al buio.

"Anche tu non sei niente male" ammisi, picchiettando la mano sulla sua solita giacca di pelle.
"Quindi, posso sapere dove mi porti, o...?"

"Ti avviso soltanto da adesso che potremmo avere un problema. Ho fatto una cosa che non è sicuro fare, perciò dobbiamo sbrigarci."

"Non capisco."

"Non devi capire niente, infatti."

Lo seguii in macchina e, dentro, iniziai a giocare con l'orlo del vestito, mentre Alex guidava in completo silenzio. Guidare lo rilassava, guidare di notte forse anche di più. Ero stata con lui così tanto negli ultimi mesi che non avevo più fatto fatica ad accorgermene.

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