"Vuoi la rivincita?"

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La prima cosa che Louis vide appena aperti gli occhi quella domenica mattina era lo spiraglio di luce che entrava dalla finestra e andava a poggiarsi sul letto di Harry...vuoto.
Si guardò intorno cercando di realizzare, le cose di Harry erano ancora lì. Si alzò dal letto stiracchiandosi, si avvicinò alla finestra alzando la serranda e andò poi davanti la porta del bagno chiusa. Prima di entrare bussò credendo che fosse occupato, ma non ricevette risposta.
-Harry?- provò a chiamarlo.
Ancora nessuna risposta.
Provò ad abbassare la maniglia ma la porta era chiusa a chiave.
-Harry.-
Nulla.
-Harry porca puttana rispondimi o butto giù questa cazzo di porta.- rispose secco.
Dopo dieci secondi (Louis li contò) sentì uno scatto, aprì la porta di colpo e si ritrovò davanti ad un Harry stravolto accucciato in un angolo del bagno accanto alla vasca.
Il riccio si teneva la testa tra le mani e sembrava che avesse il respiro affannato.
Louis si avvicinò osservandolo -Gesù Cristo Harry, che ti succede?- gli chiese preoccupato, piegandosi davanti a lui.
Harry alzò solo per qualche secondo lo sguardo su Louis per poi chiudere gli occhi.
-Per favore chiama Liam...- sussurrò con un filo di voce.
-Ti prego...-
Louis non ci pensò due volte ad alzarsi ed uscire dalla camera per avviarsi verso quella di Liam e Zayn. Se ne fregò di essere in boxer, aveva capito che Harry avesse un bisogno urgente di Liam.
Arrivato davanti alla camera bussò forte finché Zayn, incazzato e assonnato, non aprì la porta.
-Louis ma che cazzo vuoi?!-
-Liam?-
-Sta ancora dormendo, perché?-
-Harry ha bisogno di lui. Mi ha pregato di chiamarlo.-
Zayn sembrò svegliarsi d'improvviso e si fece serio, lasciò che Louis entrasse nella camera e si avvicinò al suo ragazzo.
-Amore...-
Liam rispose con un grugnito ma aprì pian piano gli occhi.
-Che ore sono?-
Zayn ignorò la domanda.
-Harry. Ha bisogno di te. Ora.-
Liam parve capire subito e nel giro di cinque minuti indossava un paio di pantaloni della tuta ed era uscito dalla camera per precipitarsi da Harry.
Louis, che nel frattempo era rimasto fermo in piedi in un angolo della stanza, guardò l'amico.
-Che ha Harry?-
-Liam mi ha confidato che quando è parecchio sotto stress ha questi attacchi di panico. Liam sa come gestirli, e poi conosce Harry meglio di chiunque altro qui.-
Louis annuì solamente, senza aggiungere niente.
Non sapeva cosa pensare di quella situazione, non immaginava che un tipo così sicuro e pieno di sé come Harry potesse diventare così vulnerabile.

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In quel secondo giorno di trasferta Harry si era rifiutato di gareggiare di nuovo. L'allenatore era più che infuriato con Harry, sapeva della situazione del ragazzo, dei suoi attacchi di panico, ma non ammetteva che Harry si rifiutasse di gareggiare. Ma quest'ultimo era stato irremovibile, e ora se ne stava in disparte sugli spalti occupati dalle squadre in gara e stava finendo di leggere Il Ritratto di Dorian Gray.
Louis aveva assistito al tutto da lontano, iniziando a porsi delle domande su Harry, iniziando a pensare che forse tutto il suo odio verso di lui fosse sempre stato inutile e che la sua visione in generale di quel ragazzo fosse sbagliata.
Poi fece la sua gara, anche se la mancanza di Harry nella corsia accanto l'avvertiva, e la cosa lo turbò parecchio.

Le gare finirono nel pomeriggio, la squadra di Louis e Zayn arrivò prima e quella di Harry e Liam seconda.
Un risultato eccellente per entrambi le squadre.
Ora tutti i ragazzi e i due allenatori erano sul pullman sulla strada di ritorno verso Doncaster. La maggior parte degli atleti stava dormendo.
Poi c'erano Harry e Louis, di nuovo vicini, nello stesso posto dell'andata, immersi nei loro pensieri.
Si stavano ignorando da quando il pullman era partito, ma Louis, mosso dalla curiosità, si girò verso Harry.
-Perché non hai partecipato alle gare oggi?-
Harry continuò a guardare davanti a sé, ma a differenza di Louis, lui non riusciva ad ignorarlo. Così gli rispose in tono pacato -Per farti vincere senza alcun minimo sforzo Louis..-
-Ma come, non eri tu quello che ieri diceva "la gara è tra te e il tempo"?-
A quel punto Harry ridacchiò sommessamente.
-Touchè-.
Louis accennò un sorriso, ma non aveva intenzione di abbandonare l'argomento.
-Allora?-
Harry sbuffò, -Hai visto anche tu stamattina come stavo.-
-È per lo stress accumulato nell'ultimo periodo?-
Harry si guardò le mani mordicchiandosi il labbro inferiore.
-Diciamo di sì...ultimamente non me la passo molto bene tra scuola, allenamenti e altre cose...- rispose vago.
Louis annuì abbassando lo sguardo.
-Mi dispiace...-
-Nah...non sei realmente dispiaciuto per me Louis.-
Louis alzò di nuovo lo sguardo di scatto accigliato.
-Scusa?-
-Sono sempre stato il tuo rivale più temuto, mi hai sempre trattato male per questo. Non accetti che i nostri tempi siano simili, hai paura che io possa soffiarti una stupida borsa di studio, quando in realtà potrebbero benissimo darla ad entrambi, ma tu vuoi essere il primo Louis, non accetti la mia presenza e questo ti ha portato ad odiarmi anche fuori dall'acqua. Credi di sapere come io sia fatto ma in realtà non sai proprio niente di me...-
Louis si ritrovava di nuovo a non saper cosa rispondere. Come al solito sapeva che il ragazzo avesse ragione. Si limitò a guardarlo, a studiare i particolari di quel volto, il modo in cui il riccio si mordicchiava le labbra e come le sue labbra si piegavano in un broncio.
Tornò poi a guardare fuori dal finestrino con un peso nel petto sconosciuto e con i sensi di colpa.

Come previsto, il pullman arrivò al circolo di Harry e Liam la sera.
Louis ed Harry non si erano più parlati ma Louis aveva pensato.
Tanto.
Aveva intenzione di parlare con Harry e chiarire le cose perché si sentiva davvero in colpa nei suoi confronti.
-Louis ti accompagno a casa?- gli chiese Liam dopo che tutti i ragazzi avessero recuperato le loro borse.
Louis vide da lontano Harry entrare nella struttura della piscina.
-Ehm, no tranquillo. Devo...uhm...fare una cosa-
Liam fece spallucce e si avviò alla sua macchina. Zayn invece, prima di raggiungere il suo ragazzo si avvicinò a Louis.
-Prima io e Liam vi abbiamo sentito parlare ma non abbiamo voluto dirvi nulla. Non vuoi venire con noi perché hai bisogno di chiarire ora con Harry, vero?-
Louis guardò l'amico con aria colpevole
-Sono stato proprio uno stronzo con lui, e lo sai che non riesco a dormire con i sensi di colpa o se le cose non vanno nel verso giusto, come voglio io.-
-Okay, ma non stargli addosso, per quanto assurdo possa sembrarti Harry è molto fragile-
Louis annuì ma lo aveva capito già da quella mattina in hotel.
-Allora buonanotte- Zayn gli sorrise e andò da Liam.
Ora il circolo era quasi vuoto, la maggior parte degli atleti era già andata via. Louis si avvicinò alla struttura e lasciò le proprio cose in un angolo dopo essere entrato all'interno dell'edificio. Seguì la luce che portava alla piscina ed entrò. Vide Harry seduto a gambe incrociate davanti la piscina, lo raggiunse e si sedette accanto a lui.
-Hey...-
Harry lo guardò con uno strano cipiglio in volto, era sicuramente sorpreso di trovarsi proprio Louis lì.
-Che ci fai qui?!-
-Ti ho visto entrare qui e ti ho raggiunto per poterti parlare...a proposito non dovrebbe essere chiuso?!-
-Non se sei il nipote del custode-
Louis annuì ridacchiando.
-Puoi avere la piscina a tua disposizione quanto vuoi allora-
-In realtà ci vengo solo quando ho bisogno di stare solo...- mormorò Harry.
Louis abbassò lo sguardo sulle sue scarpe e sospirò prendendo coraggio.
-Mi dispiace...immagino che ora tu voglia essere lasciato solo ma ho davvero bisogno di parlarti...-
-Quale onore- rispose sarcastico il riccio.
Louis lo ignorò e continuò il suo discorso.
-È vero quello che mi hai detto ieri in gara. La sfida dovrebbe essere solo tra me e il tempo, è giusto avere dei rivali ma questo non significa che io debba odiarti anche fuori dall'acqua. Mi sono comportato malissimo con te e so che le scuse non bastano quindi...possiamo ricominciare...ed essere amici...-
-Cosa ti ha fatto cambiare idea su di me in due giorni?-
-Tutto quello che mi hai detto, e ti ho visto sotto una luce diversa...mi sei sembrato più....fragile-
-Non voglio la tua amicizia solo perché ti faccio pena Louis. Continuiamo ad ignorarci. Forse è meglio.-
Louis lo guardò.
-No. Io voglio davvero rimediare. Voglio davvero ricominciare con te. Lasciamelo fare...- sussurrò l'ultima parte.
Harry abbassò lo sguardo su di lui e lo guardò negli occhi.
Entrambi ora si stavano guardando sotto una luce diversa.
Gli occhi blu di Louis osservavano con intensità quelli verdi e luminosi di Harry.
-okay...voglio fidarmi di te...- sussurrò Harry senza distogliere lo sguardo dal ragazzo.
Louis sorrise e si alzò.
-Allora alzati e spogliati-
-EH?!-
Il liscio ridacchiò
-Ma che hai capito imbecille, mi devi una gara-
-Louis non abbiamo il costume addosso- disse Harry mentre si alzava.
-In realtà ce li abbiamo dentro le borse ma non ho intenzione di mettermi quel costumone, ci metto una vita ad infilarlo- rispose Louis iniziando a togliersi la maglietta e la camicia.
-Vuoi nuotare in boxer?!- gli chiese il riccio osservandolo spogliarsi.
Louis fece un sorrisetto furbo e annuì.
-Allora Harold, vuoi la rivincita?-

Just Keep Swimming //L.S.Leggi questa storia gratuitamente!