È un tocco fermo e deciso. Una, due, tre volte. Deve essere lui, Mister T.

Per chissà quale motivo, entro in panico. All'improvviso non ricordo nemmeno cosa dovevo fare, le mie dita tremano sull'interruttore dell'abat-jour mentre spengo la luce, cerco a tastoni la benda sul letto, la indosso in fretta.

Non vedo nulla, ma posso sentire ogni rumore, mi sembra di riuscire a percepire persino il suo respiro al di là della porta.

Lui è lì fuori, e so che entrerà da un momento all'altro. Rimango ferma in una posa seducente, con le gambe accavallate, il busto alto, le spalle dritte e il viso rivolto verso la porta. Prendo fiato un'ultima volta.

Lui fa scoccare la porta delicatamente, e quel rumore mi basta per capire che si tratta di una persona calma e paziente, diversa dalle altre. La apre con garbo, la richiude a chiave, muove pochi passi concisi verso di me. Alzo la testa nella sua direzione, come se intendessi guardarlo. È un peccato che non possa vedere i miei occhi. Sono la parte di me che mi piace di più: di un verde acqua chiarissimo, grandi, con le ciglia lunghe e folte, proprio come quelli di mio padre.

Si avvicina ancora. Ha un profumo buonissimo, del tutto diverso da quelli aspri e pungenti che ho sentito addosso agli altri clienti.

Il mio cuore inizia a battere velocemente, sto perdendo la pazienza. Che aspetta a toccarmi?

Avverto le sue dita sotto il mio mento. Lisce, morbide, ben curate, con le unghie corte. Mi solleva il viso e mi fa voltare da un lato e dall'altro.

Non parla, i suoi respiri sono regolari e lenti. Mi accarezza la guancia, poi poggia il pollice sulle mie labbra. Ha delle belle mani, o così mi sembrano al tatto.

Schiudo la bocca, convinta che voglia farsi succhiare il dito. Lui invece lo strofina sulle mie labbra ripetutamente per togliermi il rossetto. Non gli piace?

Sento un fruscio, si sta spogliando. Mi tocca i capelli, di nuovo il viso, poi il collo, il suo respiro diventa affannoso, ed io, anche per così poco, mi sto già eccitando. Mi piacciono le sue mani, il suo tocco intenso, e quel profumo che continuo ad inalare sta diventando una droga.

Afferra la cravatta che porto al collo e la tira per farmi piegare in avanti. Sento la sua erezione attraverso i pantaloni contro il mio viso, mentre guida la mia mano sulla fibbia della sua cintura. La slaccio velocemente, gli sbottono i pantaloni, al di sotto di essi trovo il tessuto caldo dei boxer e glieli abbasso, poi tocco le sue cosce. Sono toniche, muscolose. Deve essere giovane. Con l'altra mano gli sfioro l'addome e sorrido sorpresa: ha degli addominali scolpiti, quasi da atleta. Compiaciuta, mi avvicino finalmente al suo membro. Lo prendo in mano, ne avverto le venature. Pulsa contro la mia pelle, è duro e grande, freme. Apro la bocca, poggio le labbra sulla sommità e la punta della lingua sulla cappella, sento il suo sapore dolce. Mi aiuto con la saliva e discendo lungo l'asta, lo accolgo nella mia bocca più in fondo che posso e succhio con foga, fino a sentirlo quasi nella gola.

Le sue mani mi afferrano i capelli, li tira per dirigere la mia testa, poi mi spinge in basso e mi tiene ferma. Sto per soffocare ma mi piace, mi piace da morire. Lui ha iniziato ad ansimare, gode, so che posso farlo venire da un momento all'altro.

Le mutandine tra le mie gambe sono completamente bagnate, non mi sono mai eccitata tanto con un cliente. Provo a fargli capire, senza gemiti e senza parole, che sono pronta a bere il suo sperma in qualsiasi istante, ma lui tira indietro la mia testa, grugnisce e si allontana, impedendomi di continuare.

Respira affannosamente, resta lontano ancora per qualche secondo, poi torna ad avvicinarsi a me, mi tocca le cosce nude, accarezzandole fino alle caviglie e mandandomi brividi piacevoli lungo tutto il corpo. Sono impaziente, sono stanca di aspettare. Mi lecco le labbra aspettando che finalmente si decida a scoparmi.

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