19. Message

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Mi svegliai ma non trovai Shawn accanto a me. Il letto era vuoto e così anche il bagno. Scesi giù e trovai mio fratello completamente sdraiato sul divano a vedere qualche serie tv.

-Matthew sai dov'è finito Sha..- mi diede di sfuggita un'occhiata di fuoco per poi cominciare ad urlare senza togliere lo sguardo dalla televisione.

- Adesso dovevi arrivare no? Mi sta morendo Derek in Gray's Anatomy e tu mi distrai!- restò concentrato a vedere la tv.

-Matt hai visto questa puntata altre mille volte, la so a memoria anche io tra un po'.- mi diressi verso la cucina mentre Matthew sbuffò. - Voglio vedere se muore una delle Liars che fai.- alzò gli occhi. - Non mi toccare le Liars.- ribattei. -Come vuoi, basta che ora taci- sventolò la mano come per invitarmi ad uscire dalla stanza.

-Prima dimmi dove sta Shawn- sbuffai.

-È venuto prima a prenderlo Tyler- spuntò Grayson dalla cucina.

-Per cosa?- gli chiesi raggiungendolo.

-Parlava di tentato omicidio o qualcosa del genere e..- Matthew lo bloccò.

-E dovevi stare zitto perchè Shawn non voleva dirle niente per farla stare tranquilla.- mi indicò.

-Non voleva dirmi cosa?- i due si guardarono tristemente.

-Louis era in gravissime condizioni dopo le botte che ha preso da Shawn e... non so cosa abbia raccontato della faccenda, ma sono arrivati al punto di mettere Shawn in cella.- si mise una mano tra i capelli. - Per quanto?- chiesi preoccupata.

-Ho sentito un anno ma non sono sciuro.- spalancai gli occhi. - Andiamo.- presi il cellulare e mi avviai verso la porta ma non mi seguirono.

-Beh? Che state li impalati?- mossi le gambe dall'agitazione. - Matt prendi le chiami e andiamo li. Voglio testimoniare.-

-Dove vuoi andare vestita così?- rispose Matthew. Mi fermai e buttai un occhio giù: avevo ancora il pigiama. -Vado a cambiarmi- Ethan annuì. 

- Quando è passato Tyler ci ha detto che devi andare pure tu al centro di polizia. Ti devono fare domande riguardo... - mio fratello non finì la frase vedendo che non gli stavo prestando attenzione.

Dopo essermi cambiata scesi giù, presi il cellulare che avevo lasciato sul ripiano della televisione e trovai un messaggio da parte di Shawn.

Da: Shawn

Mi dispiace per ieri, ma volevo vederti. Sono felice di averti detto quanto ti amo, perchè è così, non scordarlo mai.
Il tuo Shawn.

Con le lacrime che cercavano di fuoriuscire dai miei occhi, posai il cellulare in borsa e mi diressi decisa verso il portone.

-Che hai fatto?- mi chiese dolcemente Matthew mettendomi la mano sulla spalla. Scossi la testa facendo capire che non avevo niente, ma dalla sua espressione si vedeva benissimo che non mi credeva. Mi circondò con le sue braccia e mi parlò sottovoce all'orecchio. -Si sistemerà tutto ok?- lo strinsi ancora più forte. Mi diede un bacio sulla guancia per poi staccarsi. - Ti voglio bene sorellina- sorrise dolcemente.

-Anche io fratellone- gli diedi una carezza sui capelli.

-Anche noi cuginetti- Ethan e Grayson si aggiunsero alla mini riunione di famiglia.

-Ora andiamo- disse di punto in bianco seriamente Ethan.

Uscii di casa, accertandomi di aver chiuso tutto visto che i miei erano andati da qualche parte insieme per recuperare il tempo perso.

-Hai detto qualcosa a mamma e papà?- chiesi entrando in auto. - No, non ho detto ancora nulla.- feci un sospiro di sollievo.

Il tragitto durò circa cinque minuti, visto che la caserma era abbastanza vicina.

Entrai e vidi molte persone sulla scrivania indaffarate a cercare fogli, rispondere a chiamate e scrivere molti appunti. Altri, che andavano di corsa su e giù ed altri ancora che discutevano su un caso consultando una lavagnetta. 

Una donna molto bella, con capelli lunghi ed occhi scuri ma molto grandi appena mi vide mi venne incontro. -Lei è Ver Espinosa?- annuii soltanto vista la tensione. Sentii la mano di Matthew accarezzarmi la schiena per confortarmi.

-Bene, io sono il capitano Beckett, tra cinque minuti ti sentirò. Devo farti alcune domande. Tu intanto vai in quella stanza lì- mi indicò una porta totalmente verde petrolio che si trovava all'inizio di un lungo corridoio ed annuii di nuovo.

-Può venire lui con me? È mio fratello.- il capitano lo guardò.

-Si ma nella stanza accanto, dietro lo specchio. Tu devi restare sola con me dall'altra parte. Dai, ti faccio accompagnare da qualcuno.- si girò verso la lavagnetta dove c'erano tre uomini che discutevano rumorosamente su un omicidio.

-Castle!- il capitano Beckett urlò ed un uomo abbastanza alto e con una faccia buffa si girò e cominciò a venirci incontro. -Dimmi tutto.- disse.

-Accompagna Espinosa nella sala.- mi guardò e sorrise.

-Esssspinosa, mi piace la s- accennai una risata, cercava di distrarmi dall'agitazione. - Quanti anni hai?- chiese cominciando a camminare.

- Diciannove ad ottobre.- annuì.

-Come mia figlia più o meno.- sorrisi. - Bene, voi due- si rivolse ai miei cugini- dovete fermarvi in questa studio qui. Ethan e Grayson si guardarono. - Ma volevamo sentire pure noi!- Castle mi guardò e alzò gli occhi.

-Sempre così fanno?- li indicò e ridacchiai annuendo.

-Lei ha chiesto solo del fratello quindi voi aspettate qui.- mise una mano sulla schiena di Grayson così da spingerlo leggermente e farlo entrare. - Uffa, va bene, ora entriamo.- sbuffò Ethan. Castle chiuse la porta e continuò ad andare avanti.

-Okay, questa è la stanza dove altri due agenti ed il ragazzo ti ascolteranno- mio fratello lo interruppe. - Io sono suo fratello comunque.- gli porse la mano. - Matt- sorrise e l'uomo ricambiò la stretta. - Allora Matt tu devi entrare qui.- aprì la porta e notai che dentro c'era un vetro enorme e dietro una scrivania con cose elettroniche.

Prima di chiudere la porta si fermò -non toccare nulla, è già acceso e si sentirà ogni cosa che dice lei, così da registrare l'interrogatorio.- Matt annuì e Castle chiuse la porta.

-Chi sono i due agenti?- chiesi.

-Vedi Beckett? Quelli affianco.- cominciò a ridacchiare - Ti racconto una cosa: una volta erano nel bel mezzo di una missione, solo che erano completamente al buio- si fermò per prendere il respiro viste le risate che non riusciva a contenere. -Così uno ha sparato nella chiappa dell'altro pensando fosse il nemico.- continuò a ridere ed io e lo seguii.

-Perché ridete?- disse Grayson spuntando dallo stipite della porta. Castle rialzò gli occhi. -Ma come fate a sopportarli. Che sono amici?- scossi la testa.  -Cugini- affermai. -Peggio mi sento- disse a bassa voce.

-Bene, adesso noi dobbiamo andare alla prossima porta.- non dissi nulla.

-Sei tesa vero?- annuii. -È normale, anzi ti dico una cosa: molte volte la gente più tesa è quella innocente, che lo sappiamo o no.- mi fece l'occhiolino.

-Ora entriamo che sta venendo Beckett, tu siediti e fai un bel respiro okay? Sarò con te dentro ad ascoltarti.- mi fece l'occhiolino.

-Grazie- riuscii solo a dire.

-Di nulla- disse ed entrò Beckett.


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V xx


Mission Recovery || s.m. Sequel Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora