Capitolo 49

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Il tavolo sembra infinito e i posti a sedere sono tanti. Anya ha fatto un gran lavoro sia per lo stile che per la raffinatezza. In fondo, capita una volta nella vita che due famiglie si riuniscano per festeggiare a tutti gli effetti un fidanzamento. La prima festa non è andata come previsto e Ester ha insistito così tanto che alla fine Anya ha ceduto.
La tovaglia è color crema, i calici sono tirati a lucido così come le posate, le porcellane impreziosiscono ogni posto a sedere. Il resto, candele e fiori profumati. L'atmosfera è meravigliosamente magica.
Quando arriviamo, rimango ammaliata. Max ha proprio svolto il suo lavoro in sala.
Il padre di Ethan, Daniel mi fa un gran sorriso e si avvicina subito alla mia sedia con la sua. Siamo proprio conciati male ma in fondo io sono anche contenta perché questa sera proverò per la prima volta a camminare, spero vada bene. È stata una settimana dura e piena di terapia. I primi tentativi di rimettermi in piedi sono stati i più difficili. Non ho voluto nessuno alle sedute perché voglio fare tutto per me stessa, per non continuare a dipendere.
Ethan è bellissimo nel suo abito elegante blu scuro. Porta pure la cravatta e la cosa mi fa eccitare parecchio. Sembra nervoso ma so per certo che il motivo è uno solo. I suoi genitori si ritroveranno a tavola insieme e lui teme che possa scoppiare un diverbio proprio di fronte ai genitori di Mark. Non ho ancora incontrato la madre ma conosco Gordon e mi aspetto una serata divertente e pacifica.
«È il grande giorno vero?»
Guardo Daniel e sorrido nervosa prima di annuire. Ha voluto assistere alle mie sedute per accertarsi che io fossi seguita dai migliori. Mi rendo conto che devo tanto a queste persone. Mi hanno accolta subito nelle loro case e nella loro famiglia. Non potrei chiedere di meglio.
Ethan non lo sa ma spero di riuscire a ballare con lui almeno per un paio di minuti e spero anche che possa tornare a respirare perché ogni volta che mi muovo o tento di fare qualcosa lui trattiene il respiro.
Anya è meravigliosa nel suo vestitino color cipria. Porta dei tacchi altissimi e per un momento temo possa cadere o scivolare a causa del pavimento liscio. Mark sembra invece agitato e continua a lanciare sguardi ai suoi amici per trovare un po' di appoggio.
L'ingresso degli Evans è davvero regale. Chiunque in sala si volta per guardarli e ammirarli. Mi ritrovo a fissarli anch'io a bocca aperta.
Tommy corre subito da me per abbracciarmi. Adoro questo bambino. È una peste ma è molto affettuoso. Ci siamo incontrati solo due volte e abbiamo legato subito. Mi porge un girasole ed io arrossisco.
«Per te. Sei bellissima!»
Fisso il fiore che ha colto per me dalla sua serra e poi lo ringrazio con un bacio sulla guancia. Gli lascio anche del rossetto ma lui dice di non toglierglielo. Ethan scuote la testa e alza gli occhi al cielo e con una scusa mi trascina lontano dalla sua famiglia prima che io possa salutare tutti.
Avvicina la sedia alla mia e prende le mie mani. Ha uno strano scintillio negli occhi e questo mi induce ad agitarmi.
«Stai bene?», piego la testa per incontrare i suoi occhi.
«Non voglio che tutti ti fissino o chiedano qualcosa. Mi dispiace...», si gratta la nuca.
Poggio le dita sul suo mento per alzare il suo viso. Sorrido e mi sporgo leggermente in avanti. «Sei ansioso per qualcos'altro, non mentire».
«Non voglio che questa serata venga rovinata come la prima», ammette.
«Non succederà. Adesso possiamo tornare dalla tua famiglia? Nessuno mi farà il terzo grado e poi in caso dirò che ho avuto un piccolo incidente. Non ho comprato questo vestitino per niente, voglio fare bella figura.» Mi avvicino maggiormente alle sue labbra e stampo un piccolo bacio.
Ethan sbuffa e dopo un momento di riflessione aggiusta la giacca, si rialza e mi porta verso gli altri invitati. Il fatto che non abbia ribattuto, mi fa pensare che ci sia qualcosa di diverso sotto. Non riesco a capire a cosa stia pensando. E' taciturno. Cerco di scacciare i pensieri e in breve saluto tutti poi ci accomodiamo per l'inizio della cena.
Anya siede al mio fianco nervosa. Le stringo la mano e cerco di rassicurarla. Mi ringrazia più volte per essere venuta. Le dico che sto prendendo sul serio la storia della testimone di nozze e damigella d'onore.
La cena è deliziosa, Gordon, Daniel e Edmund si rivelano degli ottimi intrattenitori. Chiacchierano tra loro e per un breve istante guardo ognuna delle espressioni dei miei amici. Anya e Mark sembrano più rilassati. Camille e Seth allegri come sempre. Ester parla con la mamma di Mark assieme a sua madre. Tommy si avvicina e chiede se può sedersi sulle mie gambe. Si rannicchia con dolcezza tra le mie braccia e mi parla dei nuovi fiori e dei suoi eroi preferiti. Alla fine iniziamo a discutere su chi è il migliore tra Batman e Spiderman.
«Tesoro non sgualcire il vestitino di Emma e non disturbarla», Amelia guarda il nipote come un falco. Tommy si rialza imbarazzato e chiede scusa.
«Non si preoccupi stavamo conversando», mi affretto a rispondere. Tommy fa un grande sorriso e mi abbraccia nuovamente. Ethan sembra teso quando il bambino mi si avvicina e inarca un sopracciglio quando lo vede sulle mie gambe. Lo ammonisco con lo sguardo prima che possa rimproverarlo o incutergli timore. Sa essere stronzo, lo conosco abbastanza. In più si diverte a farlo spaventare.
Intanto la sala si riempie di persone per la serata e il dj sta inziando a riscaldarsi.
Quando dalle casse si diffonde un lento, Mark si alza e porta Anya in pista seguito da Seth e Camille. Mordo il labbro e sento lo stomaco contrarsi. Daniel mi fa cenno di muovere il culo perché ha notato che il figlio sta cercando di tenere i nervi a bada. Forse è davvero il momento di rallegrarlo con una bella notizia e dimostrazione.
Poggio la mano sulla sua e lui mi guarda distratto. «Balliamo?»
Aggrotta la fronte per un momento e si corruccia su come fare. Scoppio a ridere e lui sembra più confuso di prima. Inizio allora a spostare i piedi per terra e appoggiandomi al tavolo mi alzo e gli porgo la mano.
Ethan si alza immediatamente, è pallido e preoccupato.
«Non ho tutta la notte, sono come Cenerentola», sussurro.
Contrae la mandibola e mi abbraccia. L'impatto è devastante e sento gli sguardi dei presenti puntati addosso. Ma in questo momento, ci siamo solo io e lui ed è tutto ciò che conta.
«Sicura di potercela fare? Non è presto? E se...»
Poggio due dita sulle sue labbra. «Non sarei riuscita ad alzarmi se non ne fossi stata sicura. Solo, non pestarmi i piedi e non farmi cadere».
Le sue spalle si abbassano e sorride in modo sincero per la prima volta in tutta la serata. Il mio cuore si rallegra. Mi appoggio a lui e muovo lentamente i piedi, i miei primi veri passi. Le sue mani si posano sui miei fianchi mentre le mie si sistemano sulle sue spalle. Ondeggiamo e ci fissiamo per tutto il tempo.
«Sono preoccupato. Stai bene?»
«Ora si», poggio il viso sul suo petto ed inspiro il suo profumo. Riesce a tranquillizzarmi davvero con poco.
«Se ti stanchi dillo subito, ti riporto al tavolo. Non voglio che tu...», balbetta.
Ridacchio. «Sei meraviglioso e questa cravatta ti dona parecchio», la tiro leggermente.
«Tu sei bella. E mi hai fatto un gran bel regalo», sorride ancora incredulo.
Il mio cuore batte all'impazzata mentre il suo viso si abbassa e il mio si alza. Le nostre labbra si toccano. Mi solleva leggermente dal suolo ed io mi aggrappo a lui e sorrido come una ragazzina.
«Hai ballato abbastanza, andiamo...»
Lo trattengo mettendo il broncio. «Mi sto divertendo, balliamo ancora un po'...», batto le ciglia.
Morde il labbro e sospira, «sei una stronza, sai l'effetto che mi fa quel broncio. Comunque due minuti, non voglio che ti stanchi», dice risoluto.
Tornati al tavolo, mi fa sedere sulle sue gambe. Mi sento in imbarazzo soprattutto quando i suoi genitori ci guardano curiosi. In fondo abbiamo sempre negato una storia tra di noi soprattutto di fronte a loro.
Le sue labbra lasciano piccoli baci sulla mia spalla e salgono verso il collo. Lo ammonisco ma lui continua disinteressato dal giudizio altrui facendomi rilassare.
Intanto la serata continua tra alcol, balli e chiacchiere. Inizio a sentirmi un po' stanca e poggio la testa sulla spalla di Ethan mentre chiacchiera con Seth. Camille si è scatenata in pista. Tommy dorme su due sedie e gli adulti discutono di affari.
Con la sedia, mi sposto verso il bancone. Se non faccio qualcosa rischio di addormentarmi. Luke mi fa cenno e in un attimo mi offre un bicchierino. In realtà non potrei bere ma alla fine sono passate ore da quando ho preso gli antidolorifici. Osservo un po' la calca di gente che affolla il bar e vengo attraversata da un brivido quando noto Scott. Si avvicina a passo spedito e so di non avere il tempo di allontanarmi anche perché sono bloccata dalla gente. Mi ritraggo leggermente quando prende una sedia e sedendosi fa cenno di starlo a sentire. Non ha una bella cera. Gliele ho proprio suonate di brutto. Dopo due settimane, i lividi non sono ancora passati sul suo viso. In fondo ne sono anche soddisfatta. Ha assaggiato la mia furia.
«Lo so, non dovrei nemmeno avvicinarmi.» Inizia. «Concedimi solo cinque minuti».
Attendo che continui e mi metto a braccia conserte. Sono curiosa di vedere dove intende arrivare. Non è ubriaco e non ha il tipico atteggiamento da sbruffone, questo mi allarma.
«Non è stata una mia idea come vi hanno fatto credere...», attende una mia reazione che arriva immediata visto che spalanco gli occhi.
«Io sono solo stato usato per ovvi motivi come capro espiatorio. Quello che è successo in passato... io e Ethan lo abbiamo affrontato. Questa volta, qualcuno ci ha fregati e quel qualcuno... è Freddy e Drew.»
«Cosa? Credi che io sia così scema? Mi credi così stupida? Davvero Scott o Scotty come ti chiami, hai una gran faccia tosta!», alzo apposta il tono della voce.
«Emma, la mia auto, non ha mai avuto problemi e quel giorno, qualcuno ha manomesso di proposito entrambe le vetture. Riflettici un momento, chi è bravo al computer? Chi ha un'officina associata a Drew e a noi due? Quei due, l'hanno combinata grossa! Casualmente, sono spariti proprio dopo avere saputo che sei finita in ospedale, chissà perché!», gesticola ed estrae il telefono. «So che ti sembra assurdo ma ecco...», fa partire un video. Delle telecamere di sorveglianza mostrano Drew e Freddy intenti a manomettere le auto.
Rabbrividisco. «E chi mi dice che tu non abbia partecipato? Davvero Scott non so davvero che cosa dire o cosa pensare. Mi hai ridotta in questo stato e ora vuoi farmi credere che dietro tutto questo tu non hai nessuna colpa?», sbuffo dal naso e scuoto la testa. Mi allontano di qualche passo con la sedia indignata. Ha proprio una gran faccia tosta.
«È successo a causa mia la prima volta e non è andata bene, credi che io sia stupido una seconda volta?»
Mi volto e noto che ha lo sguardo serio e volto al passato. «Io a te ci tengo nonostante tutto e so che ho usato delle brutte parole e fatto cose orribili ma quando ti vedo con lui... è come se rivivessi il passato.» Stropiccia l'occhio e capisco che si sta trattenendo dallo scoppiare in lacrime. «Io la amavo davvero.» Scuote la testa. «Ero così accecato dall'amore da metterla in pericolo. E alla fine è successo l'inevitabile. E' il mio più grande errore e rimpianto.»
Mi accorgo di avere messo la mano sulla bocca. Sono stordita e non riesco a razionalizzare. «Anche lui l'amava ma non quanto l'amavo io. Avrei dovuto ascoltarlo quel giorno. Avrei dovuto ascoltarlo nonostante le botte e le urla.» Stringe i pugni sul tavolo.
«Basta così!»
Alziamo lo sguardo. Ethan fissa Scott stringendo i pugni.
Scott si rialza ma prima ancora che possa parlare o dire altro, Ethan lo spintona verso l'uscita esterna. Scott barcolla indietro alza le mani in segno di resa e cerca subito di spiegare. Li seguo terrorizzata e ancora stordita. Non voglio che questa serata si concluda in questo modo.
«Le stavo solo spiegando cosa è successo. Non volevo turbarla o altro, giuro.»
«Sta zitto! Non è bastato quello che le hai fatto in questi mesi? Non è bastato quello che hai fatto la prima volta?», ringhia in risposta Ethan.
«Non mi sono scusato perché so di avere fatto cose orribili ma questa volta, non ho nessuna colpa. Le stavo proprio mostrando cosa è successo e chi ha avuto la colpa di tutto. Se non ci credi prendi il mio telefono e guarda tu stesso!», Scott passa il telefono e Ethan lo afferra. Rimane sconvolto e indietreggia come se fosse appena stato colpito. Il suo amico, lo ha pugnalato.
«Perché fare una cosa del genere?», sussurra scosso e smarrito.
«Sto cercando di capirlo e quando saprò la verità, prenderò provvedimenti», risponde Scott.
Ethan abbassa le spalle e lo sguardo. Manda al suo numero il video e continua a fissare lo schermo mentre passa la mano tra i capelli e continua a scuotere la testa. «La pagheranno», ringhia e si avvia dentro.
Rimango un momento di troppo fuori. Non so proprio cosa fare.
«Va da lui...ha bisogno di te», sussurra Scott prima di accendere una sigaretta e allontanarsi.
Mi riscuoto e ritorno a fatica al tavolo. Ethan è seduto in un angolo con il gomito sul tavolo e il viso appoggiato alla mano. Continua a fissare il video e Mark al suo fianco ha uno sguardo vacuo e bianco come un lenzuolo. Mi avvicino a loro con cautela. Non so cosa dire o fare.
«Avrei dovuto darle ascolto. Aveva ragione lei... si è fatta male a causa mia», scuote la testa e mette il viso tra le mani.
Mark si accorge di me, gli dà una pacca sulla spalla. «Risolveremo tutto. Goditi la serata. Avviso io Seth.» Si alza e torna in pista da Anya che gli getta subito le braccia al collo.

Continua...
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