Era martedì. Era il compleanno di Alex e io la mattina mi svegliai con quel pensiero in testa. Quella stessa domenica, nel pomeriggio, avevo ricevuto un messaggio come invito alla sua festa. Seth e Maegan lo avevano ricevuto nel mio stesso istante, il che mi aveva fatto pensare che li aveva invitati in modo che io fossi presente al compleanno. E non era l'unica con questa idea in mente; Phoebe si era ritrovata d'accordo con me e così anche gli altri due, che avevano confermato il fatto di non avere tutta questa confidenza con lui da esser invitati al suo compleanno. 
Il piano di Alex era, quindi, fallito. Maegan ultimamente non sopportava le feste e Seth mi aveva chiaramente detto che non sarebbe entrato a casa Wade quella sera neanche se lo avessero pagato. 
Così aveva pensato di organizzare un'altra festa; a casa mia, ovviamente. Diceva che sarebbe stata addirittura migliore di quella di Alex e sarebbe stata perfetta perché la mia casa era accanto alla sua. 
Io avevo accettato ad una sola condizione: che solo loro tre sarebbero venuti. Seth mi aveva aiutato a convincere i miei a lasciarci casa libera; dopo averli pregati abbastanza li rassicurai per il fatto che oltre a lui, Maegan e Phoebe non sarebbe venuto nessuno e mia madre aveva accettato, anche per approfittarne e andare a mangiare una pizza con papà. 

"Si festeggia!"esclamò Seth entrando in casa, quando gli aprii. Era arrivato per primo, come sempre. Mi aveva proposto di invitare anche Helen e qualcun'altro, ma io avevo rifiutato per il semplice fatto che non mi stava molto simpatica ultimamente. Ci mancava anche che scatenasse una rivoluzione dentro casa mia. Seth posò la confezione di birra vicino il tavolo in cucina e mi raggiunse sul divano. 

"Oggi parlerò con Mae" mi disse.

"Che cosa?" esclamai, "pensavo volessi aspettare almeno Colton."

Lui annuì. "Ci ho parlato questa mattina dopo le lezioni. Gli ho detto che preferisco parlarne io a lei e da soli. Non è molto complicato da dire, no? Okay, scherzo. Comunque tu e Phoebe vi farete da parte, andatevi a mettere lo smalto sulle unghie delle mani, dei piedi, dove vi pare e io parlerò con Maegan." 

"Io devo portare il regalo ad Alex" annunciai. Mi chinai al lato del divano e gli mostrai la busta del negozio sportivo con tanto di fiocco rosso al centro. Seth mi guardò stranito, così gli spiegai tutto prima che potesse parlare. "Gli facciamo sempre un regalo, ci conosciamo da tanti anni con la sua famiglia, è brutto non farglielo."

"Io gli avrei regalato del veleno, poi fai tu" replicò, scrollando le spalle. "Gli hai già fatto gli auguri?"

"Non è venuto a scuola e questa mattina non l'ho visto, non mi andava di mandargli un messaggio anche perché non volevo semplicemente scriverci auguri" risposi, "è normale sentirsi in imbarazzo nel mandare un messaggio da auguri? E' che mi sembrava freddo, scritto così. Perciò ho pensato che fargli gli auguri, dandogli il regalo, sarebbe stato meglio. Comunque glielo avrei dato lo stesso o mia madre mi avrebbe uccisa. Ha detto che Alex è mio amico e quindi devo essere io a dargli il regalo. Questo fine settimana festeggerà anche con tutta la famiglia e Natalie ci inviterà sicuramente."

"Chi è Natalie?"

"E' sua madre." 

"Pensavo non fossi mai andata ad un suo compleanno."

"Infatti: al primo anno ho detto di avere un po' di febbre, al secondo ho lavorato con te a quel progetto di spagnolo e l'anno scorso non c'ero. Comunque non ci sono mai andata in questi ultimi anni, altrimenti sono stata a tutti. Quello fatto a casa di sua nonna, quello al parco per bambini, quello dove aveva montato una piscina piena di palline, o quando lo ha fatto a tema cartoni animati. Faceva quattro anni, se non sbaglio. Era stata una mia idea, gli avevo detto di festeggiarlo così, altrimenti non sarei stata più sua amica."

"In effetti tua madre dice sempre che da piccola eri una grande stronza."

Quando arrivarono anche Phoebe e Maegan, la prima iniziò a cucinare qualcosa in cucina e la seconda venne chiamata in camera mia da Seth, così io ne approfittai per andare a casa di Alex prima che iniziasse la festa. Se ricordavo bene, mi aveva detto che sarebbe iniziata alle nove ed erano ancora le otto, perciò non doveva esserci nessuno. Uscii di casa avvisando prima Phoebe e rientrai qualche secondo più tardi quando mi accorsi di aver dimenticato il regalo. 
Attraversai velocemente il cortile di casa sua, non volevo che arrivasse uno dei suoi amici proprio nel momento in cui gli avrei dato il regalo. Anche se mancavano esattamente quarantotto minuti all'inizio della festa e la maggior parte dei ragazzi sono sempre in ritardo. 

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