La mattina dopo, quando mi svegliai, mi ritrovai sdraiata sul pavimento della mia stanza. Il lenzuolo e la coperta mi coprivano a malapena e avevo la pancia scoperta, i vestiti sgualciti e una ciocca di capelli usciva fuori dalla crocchia mal riuscita. Mi alzai lentamente, forse anche un po' confusa perché non ricordavo bene cosa fosse successo la sera prima. Innanzitutto, perché ricordavo di essermi addormentata nel mio letto. La finestra era del tutto spalancata, ricordo di essermi svegliata a causa dei forti raggi del sole che avevano deciso di splendere per bene quella domenica mattina. 
Guardai l'ora: erano le dieci e sette e per poco non sbattei la testa contro un cassetto. Il letto era coperto solo dal lenzuolo colorato che poi scendeva giù, verso il pavimento. Il piumone e la coperta erano ormai caduti per terra. 

Sciolsi i capelli e uscii dalla stanza, sbadigliando per il sonno. La casa sembrava vuota, ma sentivo il rumore della televisione accesa in soggiorno. Lanciai un'occhiata alla stanza dei miei genitori: era perfettamente ordinata, la finestra era accostata, i panni erano ripiegati per bene sul letto, che era già stato fatto. Ricordai, quindi, che i miei sarebbero usciti e che la sera prima avevo invitato Phoebe e Seth a dormire da me, visto che avevano bevuto troppo e non se la sentivano di tornare a casa.

Li trovai, infatti, in cucina. Lei stava cucinando qualcosa, inizialmente pensai fossero pancakes e poi scoprii di avere ragione. Lui era sdraiato con la testa sul tavolo e si lamentava perché gli faceva anche male. 

"Buongiorno!" esclamò Phoebe, mentre posava un altro pancake nel piatto. Si girò verso di me e, allegra com'era, mi lasciò un bacio sulla guancia. Io le sorrisi leggermente (il miglior sorriso che avrei potuto fare, sveglia da soli dieci minuti) e raggiunsi Seth a tavola. Mugugnò un "buongiorno" anche lui e io ricambiai, forse divertita dal suo tono di voce. 

"Si può sapere cos'è successo stanotte?" chiesi, dopo un ennesimo sbadiglio. "Perché, giuro, ricordo di avervi portata a casa perché tu", e indicai Seth, "non eri in grado di guidare. E che mi sono addormentata nel mio letto." 

"Il problema è che ci siamo addormentati tutti nel tuo letto, poi Phoebe deve averci cacciato" mi rispose. "Mi sono svegliato con il mal di testa e poi l'ho anche sbattuta contro la testiera del tuo letto. Non volevo bere così tanto ieri sera. Voi avete bevuto così tanto?"

"Non quanto te" rispose Phoebe, mentre portava il cibo in tavola. Mi alzai per prendere anche il latte, il succo all'arancia, i cereali e i biscotti che aveva sfornato la sera prima mia madre. Presi anche lo sciroppo d'acero, la salsa al caramello e un po' di frutta fresca che usai per mangiare i pancakes.

"Ho ballato con Nate!" continuò, sorridendo contenta. "Grazie, Hayley. Almeno ci hai lasciato da soli."

"Certo e poi vi ho ritrovati a bere tequila insieme." 

"Tu almeno ricordi qualcosa!" replicò Seth, poi si rivolse a me, mentre affogava i suoi biscotti nel latte freddo. "Che hai fatto di bello? Oltre ad averci portato a casa. Scusa se ti abbiamo lasciata da sola."

"Ho incontrato Alex, mi ha detto di essersi innamorato di me, mi sono bevuta un'altra birra con una ragazza del mio corso di francese e poi ho ballato un altro po'" risposi velocemente e con la bocca piena. 

Seth mi squadrò. Sembrava un cadavere. "Dai, fai la seria. Che hai fatto?"

"Te l'ho detto." Lanciai un'occhiata a Phoebe: mi osservava mentre continuava a mangiare. Aveva decorato il suo pancake con la salsa al cioccolato (che aveva preso da sola), le fragole e i cereali integrali di mio padre. "Ti ha davvero detto di essersi innamorato di te?" mi chiese. 

Finii di bere il succo e annuii. "Esattamente. E sapete cosa gli ho risposto? Gli ho detto che una volta aveva detto che, secondo lui, non ci saremmo mai potuti innamorare di qualcuno se non avessimo già iniziato qualcosa con questa determinata persona. Ma che risposta è? Ci ho pensato finché non mi sono addormentata, mi sembra irreale. Ed è anche un bel problema, perché non dovevano andare così le cose."

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