Capitolo 39

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«Davvero non vuoi provare qualcosa?»
Chiudo il libro e lancio uno sguardo truce ad Anya che sta uscendo dal camerino con un vestitino giallo addosso. Scuoto la testa e arriccio il naso. Non le sta male ma il colore è troppo vistoso.
«Terribile», esprime Camille sotto gli occhiali da sole che nascondono la sbronza colossale che ha preso con Seth la scorsa notte.
Trattengo una risata e mi trattengo dal prenderla in giro. Al contrario mi sento magnificamente. Negli ultimi giorni mi sono riposata e ho pensato solo alle mie esigenze. Dopo il litigio con Ethan, abbiamo deciso di fare tutto con calma. Non ci siamo visti molto e mi sento preoccupata perché da un momento all'altro potrebbero arrivare altre notizie sulla gara e potrei morirne. Non ho voglia di fermarmi e riflettere troppo.
In questa settimana ho affrontato l'avvocato di famiglia. Mi ha letto il testamento di nonna e quello dei miei genitori. In compenso al dolore che mi hanno arrecato le parole in quelle lettere, ho ricevuto un gran conto in banca. Ho un gruzzolo da parte che mi permetterà di vivere dignitosamente. Purtroppo so già che non ne approfitterò più di tanto perché ogni volta che prenderei un soldo da quel conto, mi ricorderei di loro e del loro sacrificio e questo mi farà stare male. Mi serve tempo. So che è banale da dire ma non riesco ancora a crederci.
«Non urlare ti prego. Oggi ho la testa che fa un male cane», sta dicendo Camille.
«Pensaci due volte la prossima volta prima di bere troppo con il tuo ragazzo. Verde o giallo?», domanda Anya.
«Verde», rispondiamo all'unisono io e Camille prima di scoppiare a ridere.
La nostra amicizia si è consolidata e non di poco. Mi sento a mio agio con loro due e spero di continuare a potermi fidare.
Mi arriva un messaggio.

Ethan: "Cena?"

Emma: "Non posso"

Ethan: "passo alle 7"

Sbuffo e alzo gli occhi al cielo. Camille solleva gli occhiali da sole. «Non dirmi che hai rifiutato ancora», fa una smorfia.
Anya paga e ci raggiunge. Ha sentito il nostro discorso quindi si unisce alla conversazione. Il bello di Anya è che nonostante tutto non è di parte. Potrebbe esserlo a causa del fratello ma in un modo o nell'altro, mi sostiene sempre.
«Allora?»
«Questa volta non ha accettato un no come risposta», mostro loro il messaggio con sguardo corrucciato.
«Indossa qualcosa di sexy allora. Noi andiamo al locale questa sera.»
Camille fa una smorfia. «Io e Seth staremo a casa. Non posso bere o vedere altro alcol.» Ridiamo per la sua faccia buffa.
Tornate a casa nel tardo pomeriggio ognuna di noi si va a preparare per la serata.
Faccio una doccia e mi vesto in modo semplice. Mi viene un dubbio e scrivo un messaggio ad Ethan.

Emma: "Devo vestirmi elegante o va bene il casual?»

Ethan: «Casual», risponde subito.

Indosso degli short e una canottiera nera. Sistemo i capelli in una crocchia e mi trucco delicatamente.
Sento un gran trambusto in casa quando arrivano i ragazzi. Ormai ci siamo abituate al caos. Sto sistemando la cavigliera ed il piercing all'ombelico nuovo quando la porta della camera si apre ed entra Ethan.
«Non bussare nemmeno!», borbotto.
«Peccato non sei nuda», ribatte stendendosi sul letto con le mani dietro la testa e mi guarda mentre do una pulita alla stanza. Tolgo i vestiti sporchi e aziono la lavatrice poi torno in camera e metto le scarpe.

In macchina mi permette di scegliere un po' di musica, sento odore di pizza e mi viene pure fame. Che sia stato in pizzeria prima di cena?
Capisco subito dove mi sta portando ma non so il reale motivo. Ci fermiamo nel suo posto preferito e rimango spiazzata perché accanto al laghetto, Ethan ha sistemato una tenda e fuori c'è una coperta con dei cuscini e un fuoco acceso crepitante. E' davvero bellissimo.
Inarco un sopracciglio e scendo dall'auto. Mi siedo e lo aspetto mentre traffica dietro il cofano dell'auto. Alla fine si avvicina con due cartoni di pizza, un sacchetto di plastica e un iPad tra le mani.
«Cena e film».
Apro il cartone e l'odore di pizza con patatine investe le mie narici facendomi venire l'acquolina. Mi ritrovo a sorridere come una ragazzina perché nelle piccole dimostrazioni sa essere veramente unico.
Do un morso alla pizza e faccio un verso di apprezzamento. Ethan sorride ed avvia il film. Non è il mio preferito ma una commedia divertente e piacevole.
Ruba le patatine dalla mia pizza e lo rimprovero più volte. Mentre tiene il trancio per aria gli do un morso ma è una pessima idea perché è piccantissimo. Tossisco e sento le guance infiammarsi. Che diavolo mangia?
«Ben ti sta ladruncola», ride sguaiatamente.
Gli do un colpetto con la spalla e bevo un sorso della sua birra e notando la sua espressione rispondo con una linguaccia.
Finita la pizza, mi sdraio e guardo lo schermo. Le braccia di Ethan mi circondano immediatamente. Appoggio la schiena contro il suo petto. Le sue labbra si posano sulla mia spalla e vengo attraversata dai brividi mentre continuano a toccare la mia pelle lentamente. Dalla spalla passa poi sul collo. Chiudo gli occhi e mugolo rilassata dal suo tocco. E' così tranquillo qui che vorrei rimanerci a vita.
So che non risolveremo un bel niente in questo modo ma non riesco a rifiutarlo. Non riesco a dirgli di no. Forse è questo l'errore ma voglio godermi la serata tranquilla che ha organizzato sorprendendomi.
È un modo per farsi perdonare? Lo spero perché ci sto mettendo tutta me stessa in questa storia strana e pericolosa. Lui ha detto che non sono una priorità e mi ha ferita, questo lo sa e spero non lo dimentichi perché le parole feriscono più delle lame ed io non sono di certo una persona che dimentica facilmente.
Il film finisce e Ethan spegne l'iPad poi mi invita ad entrare in tenda. Tolgo le scarpe e mi sistemo sui cuscini come un gatto. Le sue carezze, i suoi baci sulla pelle, mi hanno fatto rilassare, forse troppo. Le mie difese sono abbassate.
I suoi occhi si concentrano sui miei. Riesce ad incutermi timore anche quando non ce n'è motivo. Il cuore mi batte fortissimo soprattutto perché non ho la minima idea di quali siano i suoi piani per il resto della serata.
Si sdraia accanto e mi attira a sé. Poggio la guancia sul suo petto e sento il suo cuore vibrare e riverberarsi sulla mia pelle come un'onda anomala devastante. Segno con l'indice il contorno di uno dei suoi tatuaggi tribali sulle braccia mentre la sua mano carezza la mia spalla.
Alzo il viso e noto che tiene gli occhi chiusi. È così bello poterlo osservare da vicino. La mia mano si sposta sulle sue labbra. Trattiene il respiro per un nano secondo mentre ne traccio il contorno. Sono morbide, decise, hanno un arco di cupido perfetto. L'accento di barba si intravede sulla sua pelle chiara. Sfioro le sue ciglia lunghe, nere. Come può essere così perfetto? Come può un essere umano essere così maledettamente attraente?
Mentre mi perdo nei dettagli del suo viso, mi avvicino e sfioro le mie labbra contro le sue. La mia mente, parte in automatico.
Intravedo un sorriso e la sua mano passa dalla mia spalla alla mia schiena premendo lievemente. Mi fermo un momento.
«Continua», mormora rauco e sospira.
Tocco nuovamente le sue labbra con l'indice e poi stampo un piccolo bacio all'angolo.
Le sue mani mi trascinano su di lui e si posano sui miei glutei. Cerco di non lasciarmi distrarre e continuo lentamente le mie carezze sul suo bellissimo viso. E' tutto mio.
«È fottutamente rilassante amore».
Ci blocchiamo entrambi. I grilli e le rane cantano, l'acqua del laghetto si muove. I suoi occhi si spalancano ed io lo fisso sbalordita. Sulle sue labbra si apre un sorriso timido e sulle sue guance si formano due fossette meravigliose e invitanti. Mi avvicino e gliele bacio. Ho il cuore che batte a mille. Mi ha chiamato amore. Non riesco a crederci.
Quando richiude gli occhi, continuo a sfiorare la sua pelle con le dita e con le labbra. Poggio piccoli baci sul collo, sotto l'orecchio. Le sue mani stringono i miei glutei spingendomi verso l'alto. Trattengo il fiato e capisco che si sta eccitando. Anch'io mi sto eccitando e non sarà come le altre volte. L'aria è carica.
Bacio il suo mento poi poggio le labbra sulle sue.
Emette un lieve verso e mi ritrovo a sorridere perché posso osservare le sue reazioni mentre se ne sta ad occhi chiusi.
«Non fermarti, non ora», mormora in modo sensuale.
Mordo il suo labbro inferiore e poi lo tiro leggermente. Le sue mani stringono mentre emette un verso gutturale, sensuale, virile.
«Così mi uccidi!», stringe i glutei facendomi strusciare contro la sua erezione. Ansima cercando ancora le mie labbra.
La sua bocca si impossessa della mia con forza. Lascio che si spinga su di me facendomi gemere. Basta davvero poco. Ogni cosa, fatta da lui, si propaga sul mio corpo o sulla mia mente con una certa intensità.
«Non voglio spingermi oltre.» Si scosta senza fiato.
Batto le palpebre e sorrido prima di abbracciarlo. Questo lo coglie alla sprovvista ma dopo poco le sue braccia mi tengono stretta e le sue labbra si posano sulla mia fronte.
«Possiamo parlare e affrontare qualche argomento», continua con sicurezza.
Il mio stomaco si contrae ma annuisco ed attendo che inizi a parlare. Non so come finirà questa serata ma spero di non litigare ancora una volta con lui. Lo amo troppo per perderlo. Oddio, si, l'ho detto. Questo mi provoca una piacevole sensazione.
«Mi dispiace, sono stato duro nei tuoi confronti al locale. Non avrei dovuto e so che non mi credi e farò il possibile»
Sdraiata sul fianco lo guardo ancora un po' prima di capire come e cosa rispondere. Mi sento abbastanza tranquilla per affrontare questo argomento ma sono anche molto insicura perché quando parlo con lui è come se parlassi pur sapendo di avere di fronte una scatola a sorpresa.
«Non nego che le tue parole abbiano avuto un certo impatto su di me. Lo so che non posso essere la tua priorità su tutto. Lo so che non posso competere con i tuoi amici. Lo so che non posso pretendere che tu mi dica sempre tutto. Vorrei solo che tu mi rendessi partecipe, sempre che tu mi ritenga la tua ragazza. Ho fatto la figura della stupida al parco con Seth e poi con Drew al locale, non sono riuscita a ribattere. Mi ha spiazzato tutto questo e mi sono sentita, inutile e presa in giro.» Abbasso lo sguardo. «Non so cosa sia successo tra te e Drew o con Scott in passato. Non so quali siano le ragioni che vi spingano tutti ad odiarvi o a serbare rancore. So solo cosa provo quando sto con te e quando tu puntualmente mi fai sentire un'estranea.»
Ethan non perde una parola, passa il pollice sulle labbra come se stesse riflettendo sulla mia risposta e si prepara per ribattere. È molto tranquillo e questo in parte mi preoccupa perché lui o scoppia in automatico o rimane in un silenzio disarmante e non è affatto un comportamento normale perché per lui non ci sono vie di mezzo.
«Non sei un'estranea ma ci sono cose... di cui non posso parlarti ora. Lo so, è da stronzi ma ho le mie ragioni e prometto che prima o poi saprai tutto.»
Sa essere molto riflessivo su questo gliene do atto ma riesce a lasciarmi sempre con l'amaro in bocca perché non si apre e questo mi fa stare male perché io per lui sono un libro aperto mentre lui è un libro chiuso con un lucchetto e la chiave è ben nascosta.
«Non ti fidi di me?»
«Mi fido troppo di te è questo che mi preoccupa piccola», porta le dita sulla mia guancia e mi fa una carezza senza distogliere lo sguardo.
«Allora perché mi sembra sempre che tu stia cercando di nascondermi parte della tua vita? Perché mi sembra che tu non voglia rendermi partecipe?»
«Perché quando saprai la verità, non mi guarderai più allo stesso modo. Perché quando saprai la verità sul mio passato, su chi sono stato, non vedrai più questo», si indica, «ma vedrai uno stronzo e mi odierai ed io non sono pronto a rivedere nei tuoi occhi quell'odio. Chiamami pure egoista ma voglio che tu veda solo le cose belle che posso offrirti. Non voglio che tu venga invischiata in situazioni difficili.» Scuote la testa.
«Sono già dentro la tua vita è in una situazione difficile Ethan. Quando si decide di stare con qualcuno, si accettano le cose belle ma anche le cose brutte. Se credi che io ti possa odiare, ti sbagli perché ciò che provo quando sto con te è più forte del tuo passato orribile. E, sono sicura che non saresti così se non ne avessi avuto uno.» Stringo le sue mani e bacio le sue nocche con dolcezza. Non so perché lo sto facendo ma cerco di trattenere l'ansia.
«Emma, sei troppo buona. Credimi quando ti dico che mi odieresti. Ho avuto un pessimo periodo e sei l'unica cosa bella dopo anni di buio e distruzione. Sei l'unica luce che mi sono concesso dopo anni. E credimi quando ti dico che farei di tutto pur di vederti felice. Sono solo uno stupido e spesso commetto errori perché vado nel pallone. Cercherò di migliorare e di non deluderti ancora.» Avvicina il mio viso al suo.
«Non mi dirai perché è finita la vostra amicizia vero?»
Scuote la testa e si fa più vicino. Le nostre labbra si sfiorano. «Un giorno ti dirò tutto. Promesso.» Poggia le labbra sulle mie. Chiudo gli occhi e schiudo le labbra preparandomi al suo bacio. La sua lingua sfiora la mia. Mi abbandono al suo tocco delicato.
Sono innamorata di questo ragazzo. Finalmente riesco ad ammetterlo a me stessa anche se in un momento abbastanza particolare. Sono state settimane estremamente pesanti e mi ritrovo tra le braccia di un ragazzo che non riesce a vedere quanto è speciale è importante ai miei occhi.
Ci accoccoliamo e ci rilassiamo al buio e nel silenzio rotto dai rumori della natura che ci circonda. È un posto veramente speciale questo. Capisco perché piaccia così tanto ad Ethan. È incontaminato, lontano, silenzioso e tranquillo. Un posto dove si riesce a riflettere.

Continua...

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