ALEX 

Ero seduto a studiare. E non è uno scherzo. Anche quando mia madre era entrata per dirmi di ripassare qualcosa e mi aveva trovato già con un libro in mano, era rimasta abbastanza sconvolta. Non ero mai stato il tipo che apriva libro non appena tornato a casa. Neanche quello che lo apriva tre ore dopo. Forse lo ero stato qualche anno prima, alle medie, alle elementari. Il mio metodo di studio era decisamente cambiato da quando ero al liceo, ma mia madre non poteva lamentarsi più di tanto: non mi avevano mai bocciato in nessuna materia, non avevo mai dovuto fare corsi in più durante l'anno seguente o seguire corsi estivi. 

Sentii bussare alla porta e dissi di entrare senza neanche far caso alla voce che me lo aveva chiesto. Quando poi la porta si aprì lentamente, notai Taylor sulla soglia. Aveva tirato indietro i capelli con una coda, lasciandone altri sciolti che le cadevano sulle spalle. La gonna nera le fasciava le gambe e con la camicia bianca un po' larga sembrava una segretaria, ma non glielo feci notare. 

"Oh, ciao, puoi entrare" le dissi. Lei annuì. Era nervosa, si stava mordicchiando il labbro e nel frattempo scrocchiava le dita nonostante non facessero alcun rumore. Era un suo brutto vizio e ormai la conoscevo abbastanza per capire quando fosse preoccupata o no. Si sedette sul letto e io girai la sedia della scrivania per poterla guardare in faccia. 

"E' il grande giorno?" le domandai. Lei annuì di nuovo e io mi resi conto che non aveva ancora spiccicato parola. 

"Che stai facendo?" mi chiese, lanciando un'occhiata dietro di me. 

"Studio" risposi, scrollando le spalle. Portai la matita che stavo usando per evidenziare dietro l'orecchio e lei accennò un sorriso a quel mio gesto. 

"Pensavo uscissi con Colton" proseguì, "prima l'ho incontrato. Non ha fatto una bella faccia quando ha scoperto che sarei venuta qui da te. Avevamo un bel rapporto, fino a qualche mese fa. Penso che stia davvero diventando un ragazzo serio e maturo, ma come biasimarlo? Se non mette la testa a posto ora che sta diventando padre..." 

"Sono stato con lui questa mattina, poi sono tornato a casa e volevo distrarmi dai miei pensieri, così ho pensato che studiare un po' di latino prima del compito non mi avrebbe fatto male" le spiegai, "ma non sta funzionando. Non ci capisco niente e sono bloccato a fare la versione." 

"Guarda che sarà un compito a crocette sulla teoria" mi fece notare. "Conosco una ragazza che fa ripetizioni, ha venticinque anni ed è laureata in lettere classiche. Magari potrebbe fare al caso tuo."

"No, grazie" rifiutai, pensando al fatto che l'unica in grado di spiegarmi per bene quella materia sarebbe stata Hayley. Ma non glielo avrei chiesto neanche se Taylor mi avesse pagato oro. Dopotutto, con quale faccia potevo andare a casa sua per chiederle ripetizioni? Mi sarei tirato uno schiaffo da solo e poi era con la sua nuova amica, Phoebe. 
"Tu come stai?" le chiesi, per cambiare discorso. "Ti vedo molto nervosa." 

"Questo perché sono nervosa!"esclamò, scattando in piedi. Iniziò a camminare da una parte all'altra della stanza, facendo rumore soltanto con le sue scarpe basse che strusciavano sul pavimento. 
"Qualche sabato fa avevi un appuntamento? Ho parlato con Colton. Mi ha detto che sono una stronza perché ti ho rovinato una cosa ma non lo sapevo! E con chi era questo appuntamento? Era così importante?" 

"Se fossi andato all'appuntamento, non starei studiando latino adesso" risposi. Eppure, non mi sembrava di aver sbagliato. Hayley pensava fossi un coglione, ma non sapeva perché lo avevo fatto e avevo promesso a Taylor che non  avrei detto nulla. Lei mi aveva già chiesto scusa per il bacio, diceva che le era scappato per l'emozione e la felicità di quel giorno e io l'avevo tranquillamente perdonata. 
Ripensai al programma mentale che mi ero creato una settimana prima di quel fatidico sabato: avrei portato Hayley alla festa, le avrei permesso di sporcarmi con tutti i colori che voleva e avrei ballato con lei. Le avrei offerto da mangiare e l'avrei baciata a fine serata, pensando che poi sarebbe nato qualcosa da quello. 

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