Prologo.

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La mia vita si è sempre basata su incertezze, su punti interrogativi, su domande che non riuscivano a trovare una risposta concreta in qualcosa che potesse finalmente determinare le mie giornate.
Il mio obbiettivo principale nella mia vita era essere felice, trovare qualcuno che potesse apprezzarmi per ciò che ero realmente.

Col passare del tempo mi sono accorta che non era così semplice come pensavo. In poco tempo mi sono ritrovata sola, senza il calcio e senza la persona che ritenevo più importante.
Avevo imparato a trovare la felicità nella tristezza, avevo imparato ad accettare ciò che era successo, consapevole del fatto che un giorno avrei trovato la felicità in qualcuno che avrebbe saputo amarmi come davvero meritavo.
Ho cancellato quei falsi sguardi, quelle situazioni orribili, quelle voci bastarde, quelle sensazioni pesanti, che stringono lo stomaco la notte e quei cieli vuoti e insignificanti.
Ho capito di essere l'unica persona in grado di disegnare la mia vita, senza lacrime, senza tristezza, senza pensieri negativi, senza quella voglia di silenzio e solitudine, evitando di
cadere ed evitando di strisciare.
Quei sorrisi falsi insieme a
quegli sguardi sono morti soffocati
con il mio passato, per sempre.

A distanza di tempo finalmente posso dire di essere felice.
La mia vita è diversa da come la immaginavo cinque anni fa, nonostante questo avevo trovato la felicità in Álvaro Morata, in mia figlia Leya e nel mio attuale lavoro.

Lasciate che vi spieghi come sono andate le cose in questi cinque anni.
Il Real Madrid aveva vinto la Liga BBVA, nella partita contro il Barcellona per 2-1, una doppietta di Cristiano.
Una settimana dopo la Federazione Internazionale Calcio decise di ritirare la proposta del ricorso e al mio posto nel Real venne inserito Álvaro, da tempo una delle più grandi mire della squadra spagnola.
Non tornai in Inghilterra perché Cristiano insistette nel farmi restare lì a Madrid ed ebbi l'opportunità di conoscere meglio Álvaro.

Oggi, a distanza di cinque anni, lui fa ancora parte del Real Madrid, io sono una modella e noi stiamo insieme da quattro anni. È il ragazzo che tutte vorrebbero avere al proprio fianco, quello che nonostante tutti gli impegni riesce sempre a sorprendermi con una delle sue trovate.
Leya, nostra figlia di un anno, ha ereditato la sua risata, il suo sorriso, i suoi capelli e da me solo gli occhi.
Leya è stata colei che ha finalmente reso completa la mia vita.

Con un ragazzo perfetto, una figlia perfetta ed un lavoro perfetto, la mia vita sembrava aver preso una piega positiva.
A volte mi capita di pensare a Paulo, non ho più sue notizie ed è un bene.
Spero solo che abbia voltato pagina anche lui, che abbia messo la testa al suo posto e che sia felice come lo sono io.
So che certe cose non si possono dimenticare ed è proprio dagli errori che ci si rafforza.
Non mi pento di nulla, infondo è meglio che sia andata così.

S.a.

SAAALVE.
SONO TORNATA CON QUESTO SEQUEL.
Pensavate di esservi liberate di me? Purtroppo no.
Qui vedremo tante tante cose quindi che aspettate, voglio sapere cosa ne pensate della scelta di Bella e della vita di Paulo.

Su su.

Ps. I'll Love You » Paulo DybalaLeggi questa storia gratuitamente!