Capitolo 1

3.6K 96 41
                                    

"La vita non ha senso a priori. Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla; sta a voi darle un senso, e il valore non è altro che il senso che scegliete." - Jean-Paul Sartre

La mia vita non sarà per sempre così.

Almeno, questo era ciò che si ripeteva Katerina spazzolandosi i lunghi capelli castani allo specchio. Da tempo aveva deciso: quella vita non faceva per lei. Si sentiva nauseata e oppressa dell'interminabile susseguirsi di ricevimenti, balli e banchetti a cui era costretta a partecipare, perennemente circondata da conti, duchi e marchesi di cui non le importava assolutamente nulla. Per lei erano persone ipocrite, vuote, meschine, senza alcun tipo di valore. E, soprattutto, terribilmente noiose.

Le famiglie più nobili e in vista di tutta Europa frequentavano da tempo lo sfarzoso castello della prestigiosa casata Vukovic, sperduto in mezzo alla selva dei Monti di Bukk ed affacciato sul limpido lago Hàmori; non perché apprezzassero particolarmente la compagnia dei membri della famiglia di Katerina - i quali, per la cronaca, non erano considerati esattamente persone amabili - e sicuramente non per ammirare il tetro paesaggio circostante.

Tutte le casate erano a conoscenza del fatto che nel castello erano presenti non una, ma ben due fanciulle in età da marito: si trattava delle due figlie del Duca Igor Vukovic, ovvero di Katerina e di sua sorella Julia, prede particolarmente ambite per una numerosa schiera di pretendenti, che di solito si rivelavano perlopiù uomini spregevoli ed inutili parassiti. Almeno. questo era quello che Katerina pensava di loro, mentre fissava il suo volto imbronciato riflesso nel grande specchio della camera da letto.

Si stava attardando a prepararsi, non perché fosse una di quelle ragazze che tengono in modo particolare al loro aspetto o perché desiderasse mostrarsi curata e graziosa davanti ai familiari ed ai suoi "graditi" ospiti. Al contrario, stava tentando di rimandare il più possibile il momento in cui sarebbe dovuta scendere nel grande salone del castello per partecipare all'ennesima tediosa soirée.

Katerina era nata e cresciuta fra le mura di quel lussuoso quanto soffocante palazzo. Conosceva a memoria ogni stanza, ogni salone, ogni corridoio dell'edificio, tanto familiare da risultare ormai tremendamente scontato, privo di qualunque attrattiva. Fin da bambina aveva sempre odiato l'idea di vivere in quel castello nascosto nella fitta selva ungherese, tanto isolato dal resto del mondo. E, come se non bastasse, solo rare volte aveva potuto visitare i dintorni del palazzo, quando i suoi genitori, in un insolito impeto di liberalismo, glielo avevano concesso.

Per fortuna, nonostante lei avesse già diciassette anni e sua sorella ben diciannove, non erano ancora state concesse in sposa a nessuno dei pretendenti che si erano presentati a corte fino a quel giorno. Non che in quella decisione le due fanciulle avessero avuto voce in capitolo: semplicemente il Duca Vukovic aveva ritenuto che nessuno dei giovani giunti al suo cospetto fosse degno - ovvero,abbastanza ricco e potente - di sposare le sue due preziose - nel senso più letterale del termine - figliole.

Ma ora Katerina era stanca di essere trattata come una bambina, o peggio, come un oggetto di proprietà del padre. Era giunto il momento di cambiare. Se solo avesse trovato il modo di fuggire...

 Se solo avesse trovato il modo di fuggire

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Ruby - Il Rubino ~ #Wattys2016Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora