Prologue: Ashton

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È una sera come tante altre, uguale a quelle dei mesi passati.
Arrivo a Los Angeles, soundcheck, concerto.
L'ultimo del tour prima di cinque mesi di pausa.
Appena scendiamo dal palco, tra le urla delle fans e gli ordini a dir poco sbraitati dai tecnici e dal nostro manager, un sorrisetto malizioso fa la sua comparsa sul volto di Michael che, con un asciugamano pulito, comincia ad asciugarsi i capelli dal sudore causato dalle luci del palcoscenico, continuando a sorridere in maniera a dir poco inquietante.
"Ragazzi, che ne dite di fare qualcosa speciale stasera? Per festeggiare l'ultima notte del tour" propone, il suo sguardo ammiccante, e nonostante la stanchezza cominci a farsi sentire, non riesco a non lasciarmi trascinare.
"Lasciatemi solo il tempo di cambiarmi. Anzi, fareste meglio a seguire il mio esempio... Puzzate" sospiro, lanciando un'occhiata veloce prima a Calum, poi a Luke ed infine a Michael, che alza gli occhi al cielo prima di spingermi nel camerino piú vicino.
Ridacchiando, mi cambio velocemente, infilando una maglietta nera pulita insieme a un nuovo paio di jeans sempre neri, aggiungendo poi un fedora nero a coprire parte dei miei capelli leggermente umidi.
Sono sempre così colorato.
Non appena esco, mandando un veloce messaggio a mia madre della buonanotte nonostante da lei siano le due di pomeriggio, vengo accolto dai miei tre amici davanti alla porta impegnati a complottare qualcosa.
Non promette nulla di buono.
"Guido io!" Esclama Calum, afferrando le chiavi della macchina che si trova qua fuori, ovvero quella che usiamo quando ci troviamo a Los Angeles, e non appena entriamo, Michael sceglie la musica, optando per una canzone che solo una persona dalla mente sporca come la sua puó scegliere.
"Sex? Sul serio? Stanotte sarà meglio che mi tenga lontano dalla tua stanza" sospiro, facendo ridacchiare Luke che posa la testa sulla mia spalla.
"Amico, hai bisogno di scioglierti un po' anche tu. Da quanto tempo non fai sesso? E rispondi sinceramente" domanda Michael dal sedile davanti, ed arrossisco leggermente prima di alzare gli occhi al cielo, borbottando un "otto mesi e mezzo".
"Esattamente! Otto mesi e mezzo! Se non fossi un ragazzo, penserei che tu sia aspettando un bambino" interviene Calum, guidando nelle strade illuminate dalle luci delle insegne, ed io sbuffo, affondando ancora di più nel sedile morbido della macchina.
Ti prego, mostro della macchina, inghiottiscimi.
"Stasera abbiamo in mente un posto che ti farà perdere tutti i tuoi freni insensati e ti permetterà di lasciarti andare" conclude Luke, battendo piano la mano sulla mia coscia come per richiamare il mio sguardo su di lui, ma questo rimane fisso fuori dal finestrino.
Forse non avró una vita sessuale spaziale, ma non è quello il mio obiettivo. Detesto l'idea di fare sesso con qualcuno per cui non provo almeno un sentimento di affetto, con qualcuno che non conosco, che ho incontrato dieci minuti prima in un club. Lo trovo stupido e senza senso, al contrario di Michael.
Locali su locali si susseguono mentre Sex continua a riempire l'abitacolo, seguita poi da Hello Brooklyn, scelta dal gusto musicale eclettico del ragazzo dai capelli colorati, finchè Calum non parcheggia fuori da un edificio poco illuminato, un'insegna al neon rosso sangue sopra una porta che ricorda uno di quei ritrovi dei malavitosi nei film.
Quando scendo, l'aria gelata mista all'odore pungente di profumo di bassa qualità e colonia maschile mi investe, facendomi rabbrividire, quando Michael avvolge un braccio attorno alle mie spalle.
"Benvenuto nel mondo del Burlesque, Ash".

Burlesque || Ashton Irwin Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora