Capitolo 3

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Sto affrontando la giornata con leggerezza. Ho superato la settimana giorno dopo giorno come se avessi un grosso peso sullo stomaco e finalmente credo di avere ritrovato il mio vecchio e buon amico chiamato entusiasmo. Inutile autocommiserarsi, inutile pensare troppo a cosa è successo solo qualche sera prima a causa di Anya, inutile farsi le paranoie perchè la realtà non cambierà di certo da un momento all'altro.
Nel corso della settimana, Anya ha cercato in tutti modi di farsi perdonare chiedendomi di accompagnarla a fare shopping, dal parrucchiere, in vari negozi di arredamento. Insomma, sta cercando di non rimanere sola e fare qualche altro guaio. E' ancora un pò arrabbiata con Mark per questioni loro quindi ha avuto il bisogno di non fermarsi. Conosco bene la sensazione. È quello che continuo a fare anch'io nella mia vita; solo da più tempo.
Il giorno dopo la sua colossale sbronza, per fortuna, in casa non ho trovato Ethan. È stato un sollievo perché al contrario sarebbe stato imbarazzante. Non so mi suscita delle strane sensazioni addosso quando i suoi occhi vitrei e immensi come il cielo mi si posano addosso come una coperta d'acqua calda.
Mark il pomeriggio seguente al grosso casino generato dal litigio, ha deciso di affrontare l'argomento "chiamata". Più volte mi sono scusata per le parole usate, alla fine però sono scoppiata nuovamente perché mi sono davvero spaventata in un modo che non credevo possibile nei confronti di Anya.
I ragazzi spesso non capiscono quando esagerano o quando una ragazza ha bisogno di protezione.
Ad ogni modo mi sento positiva, non succede spesso anzi, a dire il vero sono la persona più pessimista del mondo perchè: la vità può fare tanto ma può riprendere tutto nell'immediato lasciandoti tra le mani solo un pugno vuoto, pieno di polvere. Da me la vita ha preso tanto e non mi ha mai restituito niente, neanche in comode rate mensili.
Cammino da una parte all'altra risistemando i tavoli mentre Sasha e Scott servono i clienti. Scott è il nuovo arrivato. L'ultimo "grande" acquisto di Max e Tony. Un ragazzo niente male ad impatto. Capelli castano chiaro, alto circa due spanne, fisico asciutto e massiccio, occhi di un verde chiaro strepitoso, lentiggini sul naso che si intravedono quando arrossisce. Ha tanto l'aria di un marine. È un ragazzo allegro, di spirito, molto gentile, attento e premuroso. Per il locale: una boccata d'aria fresca; perchè da una settimana non solo siamo pieni di lavoro ma, vengono anche truppe di ragazzine pronte a provarci con lui e a far breccia nel suo cuore. Il locale si riempie di oche starnazzanti che continuano a strillare ad ogni suo movimento.
Sasha invece continua a stuzzicarmi guardandomi di tanto in tanto con malizia quando lui mi rivolge la parola. Cerco sempre di rabbonirla perché non vedo ciò che vede lei da lontano. Ciò che vedo è che lei non ha il coraggio di ammettere che prova un certo interesse nei suoi confronti. Noto i loro sguardi sfuggenti, come arrossisce quando lui la guarda. Non so, ho una strana sensazione quando succede.
Le ho spiegato che non mi getto sul primo che arriva, soprattutto perché non conosco Scott ancora bene. Per quanto ne so, può anche essere un assassino oppure un ragazzo imprecato in crimini. Può esserci chiunque sotto la maschera da bravo ragazzo e cosa più importante è probabile che sia già impegnato.
Come Ethan è pieno di tatuaggi ma non riesco quasi mai ad osservarli perchè quando mi punta i suoi occhi dolci addosso, trovo sempre qualcosa da fare per eliminare l'imbarazzo.
«Lascia, faccio io», mi sorride in modo dolce.
I suoi denti sono piccoli e dritti. Fatta eccezione per il piccolo spazio tra gli incisivi.
Noto lo sguardo di Sasha alzando gli occhi al cielo ed entro in cucina dove Tony canticchia una canzone del momento che rimbomba dalle casse poste agli angoli della pulitissima e spaziosa cucina, mentre frigge del pesce. Ha un aspetto così invitante ed io adoro il pesce. In cucina c'è odore di mare, di limoni, di freschezza. Mi ritrovo ad inspirare e a sorridere come una stupida. A volte mi perdo proprio.
La cucina è tutta in acciaio. Così messo a lucido che ci si può specchiare. Ci sono piatti disposti nei vari ripiani, mestoli e altri attrezzi da cucina sospesi e pronti all'uso.
«Assaggia», dice subito con il suo accento argentino; senza attendere la mia risposta prepara un piatto intimandomi a prendere posto sullo sgabello davanti l'isola. Indugio un momento impaurita dal fatto che Max potrebbe sgridarmi se mai dovresse trovarmi comodamente seduta; ma ho fame. Ho saltato la colazione per evitare che Anya mi trascinasse da qualche parte e il piatto che mi ritrovo davanti ha un aspetto davvero invitante. Assaggio mostrando subito il mio apprezzamento, complimentandomi con Tony. E' un cuoco bravissimo. Ha studiato con i più grandi ed importanti chef anche se alla fine ha preferito un locale piccolo per fare carriera.
«Che te ne pare?»
Chiede spesso il mio parere proprio perché sa del mio problema con il cibo.
«Ottimo. Nuovo piatto?» domando biascicando con le papille in estasi.
Tony annuisce soddisfatto tornando ai fornelli. Inizio a pensare che mi usi come cavia.
Dalla porta entra di spalle Scott tenendo in mano tanti piatti che sistema dentro il lavello. Voltandosi si blocca poi sorride, prende una forchetta pulita e ruba un pezzo di pesce dal piatto. Lo guardo stupita prima di minacciarlo con lo sguardo.
«Buono!»
Mi strizza l'occhio tornando fuori per prendere le altre ordinazioni. Sasha sbuca da chissà dove ridacchiandomi dietro. Non posso fare altro che ignorarla e tornare al lavoro. Credo sia un tantino gelosa delle attenzioni o dei gesti che Scott mi dà. Non posso farci niente se sembro la cucciola di casa.
«Gli piaci eh?» Sasha fuma una sigaretta masticando un paio di patatine che Tony ci ha gentilmente fritto. Non riesco a capire se la sua sia allegria o sotto sta cercando di dirmi che ha puntato gli occhi addosso a quel ragazzo. Me lo chiedo dall'inizio del nostro turno e ormai da una settimana. «Stai fantasticando troppo», borbotto stringendomi nelle spalle giocando con la forchetta di plastica infilzando la vaschetta di stagnola che tengo tra le mani.
«Lasciami pure sognare. Poi oggettivamente non è niente male ma, non te lo ruberò, tranquilla», ghigna gettando il mozzicone dentro il contenitore pieno di sabbia continuando a mangiare come se niente fosse.
Ripenso a quello sguardo. Perché certi occhi ti si posano addosso come colla e non puoi più staccarli dall'anima neanche volendo.
Sento freddo e mi abbraccio. Non credo sia il momento. Purtroppo riesce ad insinuarsi ovunque e all'improvviso. Sarà dura combattere questi pensieri. Sarà dura fare finta di...
Metto a tacere la vocina dentro la mia testa prima che faccia danni.
«Ti sei mai innamorata? Veramente intendo.» Le domando di punto in bianco. Conosco poco Sasha da quel punto di vista e mi piace ricevere nuove informazioni dalle persone che mi circondano.
«Del mio ex. Non è stato affatto uno sbaglio. Però una cosa voglio dirla: le favole non esistono e nemmeno i principi azzurri. E' sempre bello ricevere le attenzioni di qualcuno. Per il resto, avremo tempo per preoccuparci di questioni per adulti. Se Scott ci provasse con me, non me lo lascerei scappare. Ma, a quanto pare ha già rivolto lo sguardo altrove.»
La sua risposta ha una nota acida.
Le sorrido in risposta cercando un nesso logico al suo discorso pieno di allusioni e torniamo al lavoro.

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