Tornata a casa, prima del previsto visto l'annullamento dei corsi, mi feci una lunga doccia calda. Non sapevo di preciso come fossi riuscita a fare una cosa del genere in mensa, ma Taylor mi aveva fatto veramente arrabbiare, anche se la colpa era più di suo padre. Helen era a dir poco entusiasta: avrebbe ottenuto ciò che voleva, insieme ad Alvin, e pensava che con un'occupazione avremmo riavuto i nostri corsi indietro. Si sbagliava. Come quella volta che era stato annullato il "giovedì-dei-tacos", sempre per scelta del preside. E da quel giorno nessuno aveva più visto un piatto di tacos a scuola. In parte sapevo che non avremmo ottenuto niente e non ero la sola a pensarlo. Will aveva già comunicato ai suoi compagni del corso di teatro che avrebbero fatto comunque lo spettacolo di beneficenza, ma da un'altra parte e non più a scuola. Aveva chiesto poi a Cassie e a tutta la banda di unirsi a loro, così mi aveva riferito Maegan. Lei non voleva proprio farne parte, ma a Seth avrebbe fatto piacere un po' di cambiamento. Era piuttosto stressato ultimamente, a causa dello studio. 

Quando uscii dalla doccia, asciugai tutto il corpo prima di passare ad asciugare anche i capelli. Uscita dal bagno, mi diressi in camera. Dovevo studiare letteratura inglese ma non ne avevo affatto voglia. Per questo, non appena aprii il libro accesi di conseguenza il telefono e notai tre chiamate perse da Alvin. Esitai a richiamare. Non mi era mai piaciuto quel ragazzo, specialmente per il suo comportamento. Ancora non riuscivo a capacitarmi del fatto che lui e Maegan avessero avuto una storia, due anni prima, e che lui fosse venuto a sapere della sua gravidanza prima di me. 
Indecisa su cosa fosse più interessante, la letteratura o Alvin, andai per la seconda opzione, sapendo che avrebbe voluto parlare di ciò che era successo in mensa. 

"Finalmente!" esclamò, dopo quattro squilli. "Dov'eri, principessa?" 

"Non chiamarmi in quel modo, si può sapere cos'hai da dire di così tanto importante da chiamarmi per ben tre volte? Non lo fa neanche mia madre" sbottai, buttandomi sul letto.

"Volevo parlare di oggi" rispose. "Allora, mica male come cosa eh? Alla fine abbiamo stretto un accordo. Occuperemo la scuola, il preside vi darà i corsi e tutti sarete contenti."

"Non penso ci ridarà i corsi" ribattei, "e a te importa dell'occupazione solo perché così potrai fumare quanta erba vorrai nei prossimi giorni, senza rischiare di essere beccato da qualche inserviente." 

"Ma come sei perspicace, Hayley" ironizzò, ridacchiando falsamente. "Chissà cosa ne penserà il tuo ragazzo di tutto questo." 

"Il mio ragazzo?" ripetei, confusa. Pensavo si riferisse a Seth, scherzando, ma in fondo perché dire una cosa del genere? 

"Wade" rispose. Sbuffai solo al sentir pronunciare quel nome. 

"Non è il mio ragazzo" scandii bene, alzandomi di scatto dal letto come infastidita. "E ad Alex non importa nulla, lui potrà giocare il suo stupido torneo. E forse noi potremmo riottenere i corsi, anche se ne dubito. Il club di teatro sta già cercando un posto dove poter fare le prove e in seguito lo spettacolo. Ci manca anche che quest'anno il preside ci toglierà il prom, che ultimo anno da ricordare."

"Non toglierà mai il ballo di fine anno o sua figlia perderà l'occasione di essere incoronata reginetta, com'è accaduto al ballo di inizio anno dell'anno scorso" replicò. "E parlerò io al club di teatro. Non andranno da nessuna parte, o l'occupazione non avrà senso."

"Non esiste solo il club di teatro" gli feci osservare. 

"Più sarete, meglio sarà" decise. 

"Sei così egoista." Roteai gli occhi. Stava facendo tutto quel casino e faceva parte di un corso, forse. Mi chiesi se fosse stato preso a qualche università. Solitamente, è difficile entrare se non hai mai fatto parte di un corso e di conseguenza non hai crediti a sufficienza. Magari non aveva neanche fatto domanda. Non volevo giudicarlo, non mi è mai piaciuto giudicare le persone, ma Alvin non mi sembrava proprio il tipo da università. 

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