Capitolo 10

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Pov Sascha
Con non poca fatica, considerando che Stefano continuava a rischiare di cadere, riusciamo a raggiungere il mio appartamento.
Lo faccio sedere sulla poltrona e vado a prendere un bicchiere d'acqua.
"Come va?" gli chiedo passandoglielo.
Lui prende il bicchiere e beve qualche sorso "questa vodka fa schifo!" esclama appoggiandolo sul tavolino.
"Allora? Come va?" chiedo di nuovo inginocchiandomi davanti a lui cercando di ignorare quello che ha appena detto.
Scuote leggermente la testa "gira tutto, però sto bene!" esclama convinto.
"Ok perfetto" sono sollevato che non si senta male, almeno so che non mi vomiterà sul tappeto "vuoi andare a dormire?"
Annuisce e cerca di alzarsi rischiando di cadere all'indietro.
Comincia a camminare verso il corridoio anche se non penso sappia dove andare.
Scoppia a ridere qualche secondo dopo e si gira verso di me "ma questa non è casa mia!" dice guardandosi intorno.
Scuoto la testa, però mi spunta un piccolo sorriso "no ste, questa è casa mia" dico ironico.
"E mi ci fai entrare?" chiede confuso.
Annuisco avvicinandomi a lui.
Gli prendo la mano e lo porto nella mia camera.
"Quindi è vero che non mi odi" mormora contento.
Lo faccio sedere sul letto e apro l'armadio.
"vuoi fare una doccia?" chiedo prendendo dei vestiti che potrebbero andargli bene.
Sento un mugolio alle mie spalle e mi giro verso di lui.
"Dov'è il bagno?" chiede piano tenendosi una mano sulla bocca.
Gli indico la porta e lui ci corre dentro per poi vomitare.
Lo raggiungo quando ormai ha finito e si è appoggiato con la schiena alla parete.
Gli ripasso il bicchiere d'acqua e lo obbligo almeno a sciacquarsi la bocca.
"Come va?" chiedo andando in camera a riprendere i vestiti che avevo tirato fuori dall'armadio poco prima.
"Uno schifo" risponde piano con lo sguardo basso.
Rientro in bagno e cerco quello spazzolino ancora mai usato che avevamo comprato per emergenze di questo tipo.
Glielo passo e con fatica riesce a lavarsi i denti.
"Ce la fai a cambiarti?" chiedo passandogli  il pigiama.
Lui lo afferra incerto e ritorna in camera.
Lo seguo e vedendolo in difficoltà lo faccio sedere sul letto.
"Che fai?" chiede più con curiosità che con timore quando comincio a slacciargli i pantaloni.
Lo faccio alzare di poco e glieli sfilo per poi infilargli quelli del pigiama.
"Ti aiuto, sennò imbranato come sei rischi di cadere anche solo alzando una gamba" dico sorridendogli, in fondo averlo vicino, anche se ubriaco, mi era mancato.
Si imbroncia come farebbe un bambino "ce la facevo anche da solo"
"Ferito nell'orgoglio?" chiedo ironico.
Mi sembra quasi di poter ricreare quel rapporto che avevamo e mi sento un po' stupido perché è palese che non può succedere.
Gli sfilo la maglietta ed è quasi strano, ma non riesco a guardare quel corpo con malizia.
Lo guardo e vedo solamente lo Stefano che più di un anno fa mi ha lasciato senza un apparente motivo.
Vedo quel ragazzo di cui mi sono innamorato.
Vedo la dolcezza che si cela dietro i suoi occhi.
Vedo tutto, ma non il lato passionale della cosa.
Non sarebbe giusto.
Prendo la maglietta e gliela infilo.
I suoi occhi improvvisamente si fanno lucidi.
"Cos'ho che non va?" chiede con le lacrime che gli rigano le guancie.
"Di che parli ste? Non hai nie-" ma non mi lascia finire la frase.
"Mi hai visto mezzo nudo e non hai provato niente?" chiede nonostante sia convinto di sapere già la risposta.
"Mi hai spogliato e non hai neanche avuto voglia di baciarmi, potresti dirmi cos'ho di sbagliato?" chiede in un bisbiglio.
"Stefano..." cerco di trovare le parole giuste, ma come posso spiegarglielo che non ho avuto voglia di fare qualcosa perché mi manca troppo?
Sembra assurdo anche a me.
Ma la voglia di sentirlo vicino è più forte della voglia di toccarlo e farlo mio.
Non ci posso fare nulla.
Avvicino una mano alla sua guancia, ma me la abbassa.
"Cos'ha Andrea che io non ho?" chiede mortalmente serio nonostante le guance arrossate dal pianto e coperte di lacrime.
Scuoto la testa e "niente Stefano, tu sei perfetto" dico e lo penso davvero.
Stefano non potrebbe essere migliore di così.
Si fa scappare un singhiozzo fino a quel momento trattenuto "mi manchi così tanto Sa, però so di non essere abbastanza, almeno dimmi cosa sbaglio" chiede facendosi spezzare il respiro dai singhiozzi.
"Stefano" e sta volta riesco ad accarezzargli la guancia "tu sei perfetto e io sono così innamorato di te che penso sia impossibile farti uscire dalla mia testa e dal mio cuore.
Hai una specie di posto d'onore e ce l'avrai sempre.
Io non provo niente per Andrea, ho solo cercato di andare avanti perché tu mi hai lasciato" ammetto finalmente anche a me stesso.
Non posso dimenticare Stefano.
È una cosa che non posso superare.
Semplicemente perché so che non troverò mai niente di meglio.
Gli asciugo dolcemente le lacrime con entrambe le mani e gli spunta un piccolo sorriso.
"Vorrei baciarti" mormoro con ancora le mani sulle sue guancie.
"Fallo" dice così seriamente che mi fa quasi credere che sia lucido.
Ma non lo è, ha bevuto troppo.
"Hai bevuto Stefano" dico allontanandomi.
"E quindi?" chiede avvicinandosi di nuovo.
"Non posso sapere se lo vuoi davvero!" mi sta portando all'esasperazione, già è difficile decidere di non baciarlo, se poi lui si comporta così.
"Lo voglio!"
"Potresti pentirtene domani!" ed è vero, potrebbe rendersi conto di cosa ha fatto e pentirsene
"Non lo farò!"
"Stefano smettila! Non voglio farlo" e forse così ho esagerato, ma è l'unico modo.
Mi guarda fisso per qualche secondo con la bocca socchiusa.
Poi si gira e si avvicina al letto lasciandomi lì a pensare a quanto idiota sono riuscito ad essere.
"Stefano non volevo dire questo" dico avvicinandomi a lui.
"Però l'hai detto" ha un tono terribilmente ferito che mi fa annodare lo stomaco.
Mi metto seduto vicino a lui e gli poggio una mano sulla spalla.
Si gira a guardarmi e io faccio combaciare le nostre labbra in un bacio casto.
Inizialmente non collabora confuso dalla situazione, ma non ci vuole molto perché cominci a muovere le labbra sulle mie cercando un approfondimento che forse non era previsto.
Mi mette la mano fra i capelli e le sposterei anche io se non mi servissero a sostenermi.
Nel giro di poco il bacio si fa più profondo e passionale, le lingue che si incontrano.
Ci stacchiamo solo per la mancanza di ossigeno.
Gli lascio un bacio all'angolo della bocca e gli accarezzo una guancia.
"Per favore Stefano, domani ricordati di tutto quello che è successo, ti prego" non so se ce la farei a vederlo in giro per l'università sapendo che lui non si ricorda niente di sta sera.
"Lo spero anche io" risponde piano per poi addormentarsi.

Emm... Boh
Non mi piace più di tanto
E vabbè... Vi lancio una sfida
Se arriviamo a 100 voti in tre giorni aggiorno prima
Sfide a caso lol
E niente commentate se vi va e ci vediamo al prossimo capitolo
Cioa ciao
Emma

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