"Sì (sorrido solare) ma tranquilla, Matt non è il padre del bambino!"

Matt mi tira un occhiataccia ostile, mentre lei, Stacy, è sollevata come se avesse sentito la migliore notizia della sua vita.

Prendo le chiavi della macchina, la borsa e vado verso la porta, Matt mi ferma, vuole prendermi una mano, ma manco la presa ed esco.
Appena chiudo la porta sento Matt dire a Stacy che non sarebbe dovuta venire a casa sua, mi allontano.

La redazione era una patetica scusa, me ne sono andata a Bryant Park e ho fatto una passeggiata, mi sono fermata a prendere un caffè da asporto, e mi sono seduta su una panchina a berlo più o meno tranquillamente.

Sono passati quaranta minuti da quando ho lasciato casa di Matt, e tra lui e Stacy potrebbe essere successo di tutto.
Perché non mi ha detto niente di lei? Perché non mi ha detto di aver avuto una storia? Non aveva nessuno motivo per tacere, perché mi ha mentito dicendomi che in questo ultimo anno non ha avuto nessuna, mi sento presa in giro, mi sembra che le sue parole adesso abbiano un valore diverso.
Mi ha detto di aver voluto sempre e solo me, mi ha detto che non mi aveva mai dimenticata, ha detto di essere sicuro di volere me e il bambino, e adesso tutte queste cose mi sembrano meno autentiche, e il mio senso di colpa torna a farsi sentire come pugni nello stomaco.
Forse avrei fatto bene ad andare via, in California, e a crescere mio figlio da sola, quella ragazza sembrava molto dolce, forse lei può dare a Matt un figlio suo, un percorso senza menzogne, un percorso libero, quello che non sto facendo io.

"Fagiolino credo che io e te dobbiamo levare le tende, che ne dici del clima Californiano?"

"Dico che li fa davvero troppo caldo"

È Matt, lo guardo alzando appena la testa, ma lui si siede accanto a me.

"Ho visto la macchina ancora ferma al parcheggio, e tu a piedi non potevi essere andata troppo lontana"

Non so perchè mi viene da piangere.

"Lei?"

"È andata via"

Annuisco debolmente.

"Perché non mi hai detto niente?"

"Non è stata importante"

"Non vuol dire niente, dovevi dirmi di lei, dovevi dirmi che avevi un alternativa, io dovevo sapere che tu potevi avere di meglio"

"So io cosa è meglio per me Tempest"

"Dimmi di voi"

"Perché? Non sei stata tu che ci hai allontanati"

"Non ti ho chiesto questo, ma se ci tieni a rassicurami forse ... dimmi la verità Matt, per favore"

Sospiro, e non mi sento un granché bene.

"Ci siamo frequentati nel periodo in cui tu eri in Etiopia, l'ho conosciuta in palestra"

"E ..."

"Cazzo che vuoi sapere se ero innamorato, no, non lo ero, amo te me la sono scopata per tre mesi pensando a te in quella fottuta Etiopia, mi stordivo di lei e basta senza sentire nulla"

"L'hai mollata per me, perché ti ho fatto pena"

A quel punto le lacrime scesero a rigarmi il viso.

"Forse non hai capito, tu c'eri, c'eri sempre, anche con lei, pensavo che tanto appena tornata avresti sposato Carpenter"

"Ma voi sapevate che Lucinda era incinta"

"Io non ho mai vinto con lui, sei sempre corsa da lui, nonostante tutto, quello che ha paura sono io, prima mi è franato il pavimento sotto i piedi quando ho visto Stacy, credevo che ti avesse detto tutto lei, e che tu stavi andando via da me, quando le hai detto che il bambino non era mio ho tremato"

"Lei non ti direbbe mai di crescere il figlio di un'altro, ti amerebbe semplicemente"

Tiro fuori un fazzolettino e lo passo delicatamente sugli occhi.

"Non puoi dirmi cosa è meglio per me Tempest, senti ..."

Mi prende una mano e la mette sul suo cuore, è un tamburo impazzito, ha i battiti accelerati.

"Ti amo, ti amo con la testa, con il corpo, con il cuore, non so più come dirtelo, dimmi che non te ne vai, perché sto impazzendo, dimmi che non ho rovinato tutto, dimmi che vuoi ancora me"

"Sei tu che devi dirmi che vuoi ancora me, perché non sono convinta che io sia l'affare migliore"

Siamo due con il cuore scottato, e abbiamo paura di farci male anche con niente.

"È andata via"

Mi prende la mano e ci lascia un bacio sopra, poi mette la sua e la mia sulla pancia.


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