Hard Work

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"Ultima vasca, Ingrid, e poi sei libera d'andare!" Sento gridare al mio allenatore, la sua voce attutita dall'acqua che mi ripara come uno scudo, e senza dare cenni di risposta continuo a tirare, cercando di finire l'ultima vasca di stile libero al meglio.
I miei tempi sono tra i migliori della squadra, e non ho intenzione di arrendermi fino ad avere il tempo perfetto.
Ventuno secondi.
"Spingi con le braccia!" Interviene un'altra voce, e stanca e frustrata comincio ad andare più veloce, sognando finalmente la terra ferma.
"Ventidue secondi. Ottimo lavoro, ti sei superata" esclama con un sorriso Roger, porgendomi una mano da stringere, e contraccambio il sorriso tirandomi a sedere sul muretto, sentendo le gambe molli come gelatina per lo sforzo.
"Come ti senti? Le Olimpiadi sono tra una settimana" continua il mio allenatore, prendendo posto accanto a me ed immergendo le gambe fino al ginocchio, un sorriso di beatitudine sulle sue labbra quando l'acqua tiepida avvolge la sua pelle.
Roger è stato un grande del nuoto, tanto che ha vinto due volte di fila l'oro alle Olimpiadi prima di ritirarsi per allenare i giovani talenti, fino ad arrivare a me.
Mi ritengo molto fortunata ad essere sotto la sua ala protettrice, perchè sa cosa significa lo sforzo, la fatica, sentire la mente che molla ed il fisico che cede, e per questo non smette mai di motivarmi.
"Mi sento eccitata e terrorizzata allo stesso tempo" confesso, schizzando con un piede dell'acqua poco lontano da me, osservando mentre le goccioline si sperdono nel mare della piscina.
"Anche io mi sentivo così. Non preoccuparti di cosa succederà, affronteremo le cose così come verranno, passo dopo passo. Per ora, preoccupati solo di preparare la valigia" risponde avvolgendo un braccio attorno alle mie spalle, ed io annuisco, posando la testa sulla sua spalla.
Roger è come un secondo padre per me, quel tipo di persona a cui so di potermi rivolgere per qualsiasi cosa, e non a caso lui è stato il primo a cui ho confessato di aver avuto le mestruazioni per la prima volta.
"E se non riuscissi a raggiungere l'obiettivo per cui mi sono allenata per così tanti anni? Se tutti i tuoi sforzi andassero in fumo?" Sussurro, alzando lo sguardo sull'uomo accanto a me, la sua pelle scura quasi brillante sotto gli ultimi raggi del sole.
"Vorrà dire che avremo altri quattro anni per allenarci e riuscire dove abbiamo fallito. Non ho intenzione di gettare la spugna con te, Ingrid" risponde, passando una mano sul mio braccio come gesto di conforto, ed annuisco prima di alzarmi, sgocciolando leggermente su Roger.
"Questa cattiva abitudine proprio non se ne andrà mai, eh?" Domanda con un sorrisino, e scoppio a ridere alle sue parole prima di avvolgermi nell'accappatoio rosso fuoco, un regalo di mia madre per le Olimpiadi.
"A domani mattina!" Esclamo, ed infilando le ciabatte corro nello spogliatoio, dimenticando per un attimo le paure ed i dubbi che decido di lasciare nella piscina.

Hard Work || Michael Clifford Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora