CAPITOLO 3.2 - INCONTRI DI SFUGGITA

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Il prossimo aggiornamento sarà domani alle 21:00. Da oggi in poi ho intenzione di provare ad aggiornare questa storia tutti i giorni con dei capitoli più brevi.

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Appena vide che era stata a chiamarla rimase delusa.

«Mi ha appena mandato un messaggio Francesca e dice che ci vediamo all'inizio del corso».

«Ora perché sei triste?». Insistette Alessandra guardandola fissa negli occhi. Se la guardava in faccia Crystal non avrebbe potuto mentirle.

«Speravo che fosse Harry». Si guardò attorno e continuo dicendole. «Lo so, non mi devo illudere e vivere la mia vita. Ma a volte è più forte di me. Che colpa ne ho se ho preso una cotta per lui, ho avuto un colpo di fulmine». Si gettò tra le braccia dell'amica in lacrime e Alessandra la strinse forte a se, era felice che finalmente si era confidata con lei.

«Noi hai assolutamente nessuna colpa. Sono contenta che inizi a parlarne continua. Io ti ascolto volentieri». Le fece un sorriso e aspetto che Crystal ricontinuasse a parlare. Confidarsi con qualcuno le avrebbe fatto sicuramente bene.

«Sai, dopo quello che mi è successo, ho sempre pensato che non sarei più sarei riuscita a innamorami. Invece, sono bastati dieci minuti quella mattina per farmi cambiare idea». Crystal sembrava felice a quel pensiero.

«È una bella sensazione innamorarsi». Osservò Alessandra.

«Si, ma ho paura di soffrire». Crystal da un lato avrebbe voluto innamorarsi di nuovo e dare la libertà ai suoi sentimenti e al suo cuore, ma dall'altro lato aveva ancora paura di soffrire. Con l'amore sarebbe potuta arrivare fin sopra le nuvole, ma se poi, tutto d'un tratto fosse caduta si sarebbe potuta fare molto male. Questo era un rischio da correre, ma valeva la pena di essere corso?.

«Amare e soffrire, sono come il più e il meno in matematica. Se non soffriresti, non saresti mai capace di capire la gioia dell'amore». Cercò attentamente le parole migliori, per farle capire ciò che le voleva dire.

«È solo che io non mi sento bella, ma nemmeno brutta. Tanto qualsiasi cosa che mi metta addosso, non diventerò mai bella come te». Le fece di no con la testa e la portò davanti a uno specchio per farla osservare.

«Te sei carina e te non te ne vuoi rendere conto, io penso che tu sei addirittura più carina di me. Sei bella dentro e fuori. Hai talento nella musica e nella scuola. Sei gentile e pronta ad aiutare chi ne ha bisogno». Cercò di farle notare tutto ciò che aveva di positivo. Non era vero che era brutta, era lei che esagerava. Era troppo critica con se stessa e perciò non riusciva ad avere l'esatta percezione di se stessa.

Crystal sospirò.

«Sì, io sarò anche più carina, ma i ragazzi nemmeno mi guardano; questo come te lo spieghi? E quello che ho conosciuto qualche giorno fa non mi chiama, come la metti?». Le disse Crystal.

Alessandra non sapeva come risponderle, con questa ultima domanda l'aveva spiazzata. Voleva darle una risposta per farle capire che avrebbe potuto avere altre speranze con quel ragazzo. Quindi, scelse attentamente le parole da dirle.

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