Dedico il capitolo ad Alisssss, perché shippa Will e Nico, ti voglio bene aww.

Era passata una sola settimana e detestavo ammetterlo, ma Alex mi mancava terribilmente. Era strano come il nostro rapporto fosse, di nuovo, cambiato da un giorno all'altro. Quando mi svegliavo la mattina, mi affacciavo sempre alla finestra e lanciavo un'occhiata verso la sua per cercare di incontrare il suo sguardo. Inutile, visto che avevo scoperto, direttamente tre giorni dopo, che aveva deciso di dormire con le serrande abbassate. Lo vedevo passare la strada con la sua auto mentre andavo a scuola, ma il tempo che mi giravo e lui aveva già svoltato da un'altra parte. Di certo, non andava a venti allora solo per cercare me. A lezione non aveva cambiato il suo posto: era sempre dietro di me nelle materie in cui lo era già prima, ma comunque non ci parlavamo lo stesso. 

A ricreazione non lo incontravo mai, a pranzo lui stava con il suo gruppo e i pomeriggi ormai sembravano vuoti senza neanche potergli parlare. 

Avevo raccontato tutta la vicenda a tutti, questa volta. E con tutti intendo le uniche tre persone di cui mi fidavo davvero: Seth, Maegan e Phoebe. Il primo aveva detto che Alex era uno stronzo, ma mi sottolineò il fatto che anche lui aveva sottolineato che era stata Taylor a baciarla e io non mi ero neanche informata sulla sua reazione. Aveva concluso dicendo che sarebbe stato lui il primo a scusarsi e Maegan, stranamente, gli aveva dato ragione, aggiungendo che era stato un peccato il nostro litigio. A quel punto, era scoppiata una discussione tra lei e Seth. Lui ricordava gli anni prima, lei ci vedeva come la coppia dell'anno e io avevo smesso di sentirli da quando avevano alzato il tono di voce. Per fortuna, eravamo nella mia stanza e non nella mensa scolastica. 
Phoebe mi aveva semplicemente detto di sputargli in faccia. Letteralmente, non metaforicamente. L'avevo chiamata la stessa sera e Seth aveva fatto da portavoce. Phoebe mi aveva poi detto che stava scherzando e che io avrei soltanto dovuto aspettare i giorni seguenti. 
Avevo seguito il suo consiglio per vedere cosa sarebbe successo e niente. Non era accaduto proprio niente.

Era lunedì e quella mattina non persi neanche il tempo a pettinarmi per bene i capelli. Dovevo lavarli, ero in ritardo e il tempo scarseggiava mentre affondavo i biscotti nel latte. Quando mi accorsi che era tardi, era davvero troppo tardi. Perciò mi vestii velocemente: indossai i jeans, dimenticai la cinta, e presi un maglioncino bordeaux che Seth avrebbe odiato solo perché era il colore che indossavano tutti. Infilai le scarpe ai piedi quando mi ricordai di essere ancora in ciabatte e lavai i denti mentre recuperavo in cucina qualcosa che avrei potuto mangiare a ricreazione. Avevo finito la colazione così velocemente che il mio stomaco avrebbe iniziato a brontolare in meno di due ore. 

"Mi scusi il ritardo!" esclamai al professor Mitchell, quando entrai nella classe di letteratura.

"Alla buon'ora, signorina Hanson" disse, sedendosi sulla sedia dietro la cattedra. "Perché è in ritardo? Sa che odio i ritardatari."

"Ehm..." Non potevo dirgli di non aver sentito la sveglia e di essermi persa nell'inzuppare biscotti nel latte. Anche se erano buonissimi. "Si è fermata la macchina a papà per strada e-e sono corsa fino qui a piedi." Probabilmente non la bevve neanche, ma non mi disse nulla. Mi indicò il mio posto e io mi affrettai a raggiungerlo. 

"Quindi questa scusa te la sei preparata mentre ti lavavi i denti?" mi chiese Maegan. Era tornata a stare vicino a me, con il banco. Così, io, lei e Seth eravamo di nuovo vicini. E non sapevo se era un male o un bene, visto che spesso ci perdevamo in chiacchiere inutili. 

"Nah, lei è la regina delle scuse" replicò Seth, facendo ridere Maegan. 

"Zitti, Mitchell ci sta fissando" feci notare ad entrambi. 

"Parlavamo di università, Hanson" mi richiamò. "Di chi ci andrà, di chi non sa ancora cosa prendere. So che è stata presa alla USM qui a Portland." 

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