«Perché non vi sedete in salotto?» Sorrise la donna, Claire, allargando il braccio e indicando la stanza dalla quale era spuntato il piccolo Max, divisa dalle altre con un arco.

«No, devo ancora parlare con Haley.» Sospirò Harry spostandosi di qualche passa dal suo posto, scoprendo così la piccola figura di Max.

«Ma suppongo che Scarlett voglia accomodarsi.» Mi guardò sollevando le sopracciglia, aprii la bocca ma la richiusi qualche secondo dopo accennando un sorriso. «Vieni con me.» Posò una mano sulla mia spalla guidandomi nel suo salotto, lasciai un'altra occhiata ad Harry, alzò gli occhi al cielo annoiato prima di scomparire nel corridoio con l'intenzione di parlare con sua sorella.

Entrai in quella stanza abbastanza grande, la tv su un tavolino da salotto era accesa mentre un cartone, Adventure Time, rifletteva sullo schermo, un grande tappeto color prugna stava al centro della sala con su dei giocattoli, e un paio di divani color ocra erano posizionati intorno al tappeto, era tutto abbastanza antico, dalle vetrinette ai soprammobili o addirittura a quelle bambole di porcellana che sin da piccola mi spaventavano parecchio. Avevo come l'impressione che i loro occhi mi seguissero dappertutto.

Max mi superò correndo e prendendo posto sul tappeto, mentre Evie mi affiancava con un sorriso stampato sul viso, prese posto in un dei divani picchiettando la sua mano affianco a lei, ricambiai il sorriso trovandola davvero un bambina solare e vivace, e mi avvicinai a lei. 

«Ti va un caffè?» Mi chiese Claire sotto l'arco della stanza mentre presi posto affianco ad Evie.

«Mh, no, la ringrazio.» Non andavo proprio matta per il caffè.

«Un succo di frutta?» Continuò a proporre, provai a rispondere ma mi precedette. «Oh andiamo, un bicchiere di succo di frutta non si rifiuta a nessuno.» Dopo questa frase mi sentii in dovere di accettare, così annuii.

«Anche io!» Urlò Max alzando la mano, un sorriso si allargò sul mio viso.

«Max, non urlare, le cose si possono chiedere in maniera diversa.» Lo riprese poggiando le mani su i sui fianchi, il mio sorriso si affievolii quando il bambino sbuffò ritornando a giocare e a guardare la tv. «Arrivo subito.» Mi sorrise premendo le sue labbra in una linea sottile.

Ben se ne stava poggiato alla parete con un'espressione accigliata e le braccia strette al petto, lo guardai e mi ricordai quando Harry mi parlò della sua famiglia e mi disse che Ben voleva a tutti costi somigliare a lui.

«Quanti anni hai?» Mi domandò Evie con la sua voce sottile e dolce. 

«Ne farò diciannove tra qualche mese.» Risposi. «Tu?» Sapevo quanti avesse, anche perché ad occhio era facile indovinare, ma intraprendere una conversazione con lei non mi dispiaceva, sembrava molto più affabile della sorella.

«Dieci.» Sorrise.«E anche Ben.» Indicò il fratello con la punta del suo dito il fratello ancora imbronciato.

«Non sei di molte parole, eh?» Gli feci notare, i suoi occhi non si staccavano dalla mia figura come le sue labbra non si schiusero per poter rispondere.

«Non fargli caso, fa così perché è uno stupido.» 

«Tu sei una stupida e sai anche patetica.» Rispose il fratello.

Schiusi le labbra non sapendo cosa dire per smorzare l'aria, la conversazione aveva presa una piega sbagliata.

«Smettetela di litigare, cosa penserà Scarlett di voi?» Entrò con un vassoio con dei bicchieri Claire, poggiò tutto su un piccolo tavolino rotondo affianco al divano.

«Sono solo bambini, non si preoccupi.» La rassicurai accennando un sorriso.

«Ti sembro un bambino io?» Sibilò Ben guardandomi in modo per niente amichevole.

Scarlett.     H.SLeggi questa storia gratuitamente!