Capitolo 5

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Sospirò e poi parlò.

-Non puoi alzarti, ne andare da lui. Sei debole e non saresti d'aiuto. Ne a te, ne a lui. Perfavore resta qui.- mi rispose guardandomi stanco.

-Devo vederlo. Non puoi impedirmelo. Non metterti in mezzo.- dico guardandolo truce.

Lui è mio. Mio.

-Non è questo ciò che voglio dire e lo sai bene. Lui...- si blocca come se fosse indeciso tra il dirmi una cosa o fingere di non sapere nulla.

-Lui cosa?- lo guardo supplichevole.

-Lui... bhe, se mi prometti di non fare gesti azzardati, ti ci porto. Così potrai vedere con i tuoi stessi occhi.

Con un groppo in gola, annuisco. Ho paura. Ho paura che stia male, tanto male e che soffra.

Ho paura di non poter incrociare più i suoi magnifici occhi. Ho paura di restare solo, senza lui.

Questa paura mi soffoca. Ho bisogno di vederlo. Ora.

Apro di scatto la porta e mi lascio guidare dal suo odore per capire dove sia. Poi mi accorgo che il suo odore è dappertutto e un forte ringhio fuoriesce alla mia bocca e sento i canini allungarsi, ma vengo interrotto da Geremy.

Lo guardo e gli intimo di spiegarmi il perché, prima che faccia una strage.

-Ho avuto bisogno di molti uomini e donne per riuscire a...- si blocca esistante.
-Calmarlo e poi cercare di curarlo. Vieni.- aggiunse.

Mi conduce nella stanza degli ospiti e sento il suo odore farsi più forte. Un ringhio di felicità proruppe dalla gola, poggio la mano sulla maniglia, ma prima che possa aprirla, Geremia, mi ferma nuovamente.

-Che c'è ora?- sbuffo contrariato.

Ora che sono vicino al vederlo nuovamente non voglio attendere oltre.

-Ciò che vedrai, non ti piacerà.

La faccia seria, le spalle dure e il modo in cui ha pronunciato la frase, mi fanno correre un brivido freddo su per la schiena.

Deglutisco, ancora.

Mi giro.

Tiro un profondo respiro, ed entro.   

URLO DI MORTE[In revisione] Read this story for FREE!